Unico stradale in cui era rimasto finora a secco, van Gisbergen vince ad Austin approfittando anche dei problemi ai freni di Zilisch
Incredibile ma vero, Shane van Gisbergen non aveva mai vinto al COTA, né in Cup Series (0/2), né nella categoria cadetta (0/1), unico stradale ancora presente in calendario in cui il neozelandese non aveva piantato la sua bandierina. Problema risolto alla prima occasione del weekend, sfruttando anche i guai meccanici ai freni per Connor Zilisch, fatto che ha privato tutti di un duello che si sarebbe risolto probabilmente solo in vista del traguardo. Ora per SVG si è rotto il ghiaccio in un 2026 iniziato già bene, per gli altri c’è ancora tanto da imparare sugli stradali.
La gara
Terza gara stagionale per la NASCAR O’Reilly Auto Parts Series e si va sul primo stradale, quello del layout corto di Austin. Ben 40 gli iscritti, dunque due andranno a casa in anticipo. E la graduatoria, in base agli owner point, promette un clima bollente nelle prove ufficiali. Uno che è sulla graticola, suo malgrado, è Nick Sanchez il cui inizio nelle libere è tutt’altro che promettente dato che si insabbia nelle Esses. Potrebbe rischiare, invece, Austin J. Hill (l’omonimo del pilota del RCR) il cui motore salta in una nuvola di fumo.
Il miglior tempo è di Mayer (1’38.706″) davanti a Creed, Green, Love, Alfredo, Karam e poi i big attesi ed arrivati per il weekend, van Gisbergen e Zilisch con Connor che ha ancora forato la anteriore destra. In mezzo a loro Carson Kvapil, qui sulla #91 di DGM Racing preparata da JR Motorsports, team che – dunque – in pratica schiera cinque auto titolari e due satelliti, questa e quella di Hendrick Motorsports con Corey Day.
Le prove ufficiali ristabiliscono le gerarchie: pole position per Zilisch (1’37.740″) che stacca di due decimi SVG, poi Austin Hill, Jones, Allgaier, Kvapil, l’attesissimo debuttante Brent Crews, Mayer, Creed e Smith. Le due DNQ hanno conseguenze importanti: la prima è quella di Josh Williams, la seconda quella di Tyler Gonzalez, attivo con TCR e MX5, con la #5 di Hettinger Racing, fatto che lascia per il sabato un curioso dato statistico. Al via, infatti, ci saranno più Austin Hill (due) che Ford (una).
Dopo aver retrocesso in fondo alla griglia Retzlaff ed Austin J. Hill, entrambi per cambio motore, può avere inizio una gara da 65 giri (20+20+25) per circa 156 miglia. Alla bandiera verde Zilisch scatta bene, tuttavia Austin Hill va 3-wide all’interno e si tuffa in curva1. Dal gioco delle varie prudenze emerge davanti van Gisbergen seguito da Hill e Zilisch, poi però nelle Esses Connor torna al secondo posto; Allgaier e Kvapil chiudono la top5. A centro gruppo la vittima è Sawalich che, in un tamponamento a catena, danneggia il muso.
Zilisch prova a superare subito il compagno di squadra nel finale del primo giro, ma si deve riaccodare, permettendo alla #21 di rimanere momentaneamente nei loro paraggi. Belle battaglie fra Jones, Mayer e Smith che permettono a Crews di riaccodarsi e, poi, superare Sammy in curva1.
Alla fine del secondo giro Hill inizia già a scivolare col posteriore ed Allgaier lo infila in curva1 malgrado Austin stringa un po’ in frenata, tuttavia il podio virtuale di Justin dura l’arco i due giri, poi Hill si tuffa nuovamente e lo ripassa. Jones e Mayer ne approfittano per riprenderli. Proseguono le battaglie: Creed ci prova su Day, Caruth ha il muso danneggiato, Clements finisce nella ghiaia nelle Esses ma riparte, Kvapil ci prova anche lui su Allgaier, ma finisce lungo in frenata e perde immediatamente la posizione guadagnata.
Col passare dei giri emerge la #1 rispetto alla #9 e dopo cinque giri Zilisch accelera meglio dall’ultima curva completando il sorpasso in curva1. Dietro di loro, Mayer e Jones passano in sequenza un Kvapil che sta andando in crisi con l’assetto dopo un bloccaggio e, di lì a poco, verrà scavalcato anche da Crews e Love. A centro gruppo battaglia fra Gray, Chastain, Alfredo e Caruth con Ross che arriva spesso a ruote fumanti. La gara di Austin J. Hill dura appena sette giri, poi si ritira con la sospensione ko dopo essere tornato ai box in una nuvola di fumo.
A metà stage Zilisch precede di meno di 1″ SVG, a 5″ Hill poi Allgaier, Mayer, Jones, Crews, Love, Kvapil e Day. Ed è qui che iniziano i guai per Zilisch, soprattutto ai freni al punto che Connor via radio dirà che la vettura non solo sobbalza, ma in frenata tira a destra. Brutto segnale. Malgrado questo, i due guadagnano, però van Gisbergen torna sotto al giovane rivale e poi completerà il sorpasso ai -2, proprio in vista della sosta ai box dei due.
L’attesa verso le decisioni strategiche porta ad una situazione di relativa calma: Crews, malgrado non si senta al 100% con l’assetto, supera Jones, Green fa lo stesso con un Smith in calo. Ai -5 il primo ad andare ai box è proprio Sammy, seguito ai -3 da Crews, Creed, Gray, Chastain, H.Burton, Thompson e Sanchez, ai -2 la citata coppia JRM, ma solo questa, molti big infatti proseguono.
La prima stage, dunque, va ad Austin Hill a precedere Mayer (+5.0″) che supera dopo un bel duello nell’ultimo settore Allgaier (+5.6″, con Justin che poi rimarrà anche quasi a secco), poi Jones (+8.8″), Love (+10.5″), Kvapil (+13.8″), Day (+17.0″), Green (+21.0″), Caruth (+22.6″) e van Gisbergen (+27.4″), segno di quanto erano scappati i due leader. Nessun lucky dog.
Al break si completa il giro di soste (fra cui quella anticipata di Retzlaff, ma anche il compagno di squadra Alfredo ha problemi meccanici), poi si riparte con SVG davanti a Zilisch, Crews, Creed, Smith, Chastain, Gray, H.Burton, Thompson e Sanchez con Mayer che sfrutta al meglio lo stallo #1 ed è 13° davanti ad Hill, Jones e Allgaier.
Ripartenza ai -16 nella seconda stage e Zilisch scatta molto bene, ma verso curva1 arriva la presentazione al mondo (come se fosse necessaria) di Brent Crews che va 4-wide e con un sorpasso pulito si porta al comando. All’età di 17 anni, 10 mesi e 29 giorni, il pilota del JGR è il più giovane in testa ad una gara della categoria cadetta da Casey Atwood a Nashville nel 1998. A seguirlo dopo le Esses sono Smith, Zilisch, van Gisbergen, Chastain e Creed, poi battaglia con Burton che infila Gray e Mayer ed Hill che rientra in top10.
Crews, tuttavia, non ha ancora il passo giusto. Smith si affaccia verso curva1, Brent va in copertura ma permette il doppio sorpasso #1-#9 su Sammy. Tutto è pronto per un fantastico triello, ma non passa nemmeno un giro che rimangono in due: i problemi in frenata per Zilisch si fanno manifesti, infatti sul rettilineo opposto, sull’attacco del neozelandese, fuma vistosamente e arriva lungo.
Zilisch perde tre posizioni in un colpo solo, ma non è questo il guaio più severo, è il fatto che nei giri seguenti perda almeno 3″ a tornata che rende l’idea del problema ai freni. Connor, tuttavia, cerca di resistere per i 13 giri che mancano al break. SVG, intanto, punta Crews, ai -12 si affaccia in curva6a e passa in 6b venendo seguito come un’ombra da Smith, poi è il turno di Creed, ma nell’incrocio di traiettoria Brent esagera, sia che fosse un fallo di reazione, sia che non lo fosse, e manda in testacoda Sheldon facendolo precipitare al 14° posto.
A metà stage, dunque, van Gisbergen precede Smith, Mayer, Hill, Crews, Love, Chastain, per il momento Zilisch, Sanchez e Kvapil. Ancora problemi meccanici per Karam che torna ai box. Mentre la #9 allunga in progressione, un Mayer sempre in forma sugli stradali e con gomme più fresche punta e poi passa in 6a ai -8 Smith. In questo giro piccolo colpo di scena: un Allgaier che dopo la sosta non era riemerso, torna ai box con la anteriore destra mal fissata. E, per lui, il problema più grosso è che da qui non si può andare fino a fine gara con il pieno.
Dopo il sorpasso di Love su Crews, ai -6 arriva il primo vero incidente della corsa: dopo un testacoda nei giri iniziali, l’argentino Leguizamon (al volante della #30 del team di Derrike Cope) perde i freni verso curva1 e impatta violentemente contro le barriere, al punto che ci mette un paio di minuti prima di scendere dalla vettura. Anche qui nessun lucky dog, malgrado un Alfredo attardato.
La bandiera gialla in prossimità del break apre il libro delle strategie. Si fermano tutti tranne Kvapil, Jones, Ryan Sieg, Jeb Burton, Ellis, Yeley ed Allgaier, poi Mayer sfrutta ancora il miglior stallo per precedere van Gisbergen ed Hill. Lunghe soste per Zilisch (arriva la diagnosi del danno: disco freno rotto alla posteriore sinistra), Creed (servosterzo ko) e Retzlaff mentre Bilicki va nel garage con la sospensione rotta.
Si riparte per uno sprint di due giri e Jones scatta bene, poi però Kvapil recupera e difende la prima posizione. A seguirlo è uno scatenato Mayer che, con gomme fresche, trova il varco giusto e in un lampo è già secondo. In curva7 Carson è già passato non senza resistenze, ma nelle curve successive deve cedere anche ad Allgaier. Ci si aspetta un Kvapil preda facile di SVG nel giro conclusivo, tuttavia la #1 è prodigiosa e non solo non arriva il sorpasso, ma anche permette a Love di infilare all’ultimo il neozelandese.
Mayer vince la seconda stage davanti ad Allgaier, Kvapil, Love, van Gisbergen, Hill, Smith, Jones, Chastain e Ryan Sieg. Incidente all’ultima curva in cui Thompson spedisce in testacoda Sanchez. Lucky dog per Alfredo che lascia a -1 il compagno di squadra Retzlaff.
Nella pausa si completa il giro di soste in cui c’è la sostituzione lampo del disco freno per Zilisch (in circa 2′) ed il cambio pilota sulla #42 in cui Brad Perez sale al posto di uno spossato Yeley. La nuova classifica vede dunque Mayer davanti a Love, van Gisbergen, Hill, Smith, Chastain, Crews, Day, Gray e Sawalich con il muso riparato, Kvapil dalla 20esima posizione, Zilisch dalla 31esima.
Ripartenza a 21 giri dalla fine e Mayer copre bene il tandem RCR al suo fianco, SVG non si lascia fregare e rimane dietro a Love mentre Smith si mette davanti ad Hill. Il neozelandese avrebbe in questo momento bisogno solamente di un lungo periodo di green per sfruttare al meglio il long run. Certo, se invece davanti a lui si scatena la lotta e si apre un varco che lo fa balzare dal terzo al primo posto nel settore finale allora la strada è in discesa. E il gesto con le due dita fuori dal finestrino come ringraziamento è segno di estrema gioia e rilassatezza.
Con van Gisbergen al comando e in posizione di controllo, la curiosità nel vedere Zilisch è tanta. I problemi sembrano risolti, infatti Connor nel solo primo giro recupera sei posizioni e da qui proseguirà nella rimonta.
Dietro a SVG sul momento si piazza Mayer, poi però emerge Love che passa Sam in curva1 portandosi dietro anche Smith, Hill invece non ce la fa ed inizia la battaglia che lancia la fuga della #9 e della #2. Il neozelandese piazza subito il break firmando il giro più veloce, ma Jesse perde, per ora, solo qualche centesimo. Da notare anche la battaglia fra Day, Chastain e Gray. Testacoda per Scott alla penultima curva dopo un quasi tamponamento a catena con Jones e R.Sieg. Ai -16 arriva il cedimento a sorpresa di Mayer, superato anche da Crews per la top5. Allgaier si ferma ai box ai -14, ma non è la sosta prevista, infatti ha forato la anteriore destra.
Ai -13 Love cede di colpo mezzo secondo e van Gisbergen piazza l’allungo che pare quasi decisivo in proiezione. Nel gruppo ancora battaglia, stavolta con Gray e Day però c’è Sawalich. Taylor supera Corey verso le Esses, poi però in curva6a finisce lungo e rientra al pelo davanti a Chastain. Ross passa di forza e a seguirlo è anche Zilisch che intravede ormai la top10. Gray reagisce con un controsorpasso, poi sbaglia nuovamente in frenata. Ai -11 si chiude, suo malgrado, la buona gara di Austin Green con il cambio bloccato in quarta marcia. La #87 prosegue a passo ridotto.
Ai -10 SVG guida con 2.0″ su Love, 4.5″ su Smith, 5.7″ su Hill, 7.5″ su Crews, 8.4″ su Mayer, 14.7″ su Day, 15.0″ su Sawalich, 15.3″ su Kvapil, 17.0″ su Chastain e a 17.7″ uno Zilisch già 11°.
La battaglia prosegue in top10, Sawalich si tuffa curva1, Day tenta l’incrocio nelle Esses (occhio a questa manovra), si tocca con William e ripassa, a seguirlo è Kvapil in curva6. Alle loro spalle Zilisch supera l’altro compagno di squadra (non in questa gara) Chastain e rientra in top10 anche se l’obiettivo massimo a meno di caution sembra il settimo posto.
E invece la caution, poco dopo il sorpasso di Connor su Sawalich in curva1, arriva: la sospensione anteriore sinistra di Karam cede, Sage prova a rientrare ai box su tre ruote, ma nel settore finale finisce fuori pista e si insabbia. Lucky dog per Retzlaff.
Questa è la notizia peggiore per van Gisbergen, il quale ora avrà sicuramente il mirino sul paraurti e dovrà dare il massimo in uno sprint, specialità in cui Shane deve ancora trovare qualcosa rispetto ai rivali. A complicare la situazione ci pensa il giro di soste in cui Sanchez (l’unica Ford in pista) e Allgaier tirano dritti, poi lo stallo della #9 non è il migliore (essendo una vettura part time) e quindi SVG scende al sesto posto dietro anche a Smith, Love e Mayer e davanti a Hill, Crews, Day, Sawalich ed uno Zilisch tornato clamorosamente in corsa.
Al choose cone Sanchez va interno con Smith, Mayer, Hill e Crews, esterni Allgaier, Love, van Gisbergen, Day e Sawalich. Bandiera verde a cinque giri dal traguardo, Sanchez blocca subito al sinistra, Smith si infila nel mezzo, si apre un 4-wide in cui tutti si tirano la volata a vicenda mancando il punto di corda. A questo punto a SVG basta girare normalmente, evitare tamponate da dietro, fare la traiettoria più efficace e presentarsi nelle Esses già solitario al comando.
Per la prima posizione gara finita (al punto che SVG firma ora il giro più veloce, il primo sotto il 1’40” addirittura di rincorsa con la ripartenza), per il resto tutto aperto. Hill e Mayer sono affiancati a lungo, poi Austin guadagna la piazza d’onore, Crews si difende da Sawalich, mentre Sanchez precipita fuori dalla top10.
I giri finali vedono parecchi guai: Harrison Burton ai -4 finisce in testacoda nelle Esses dopo essere stato toccato da Gray e si scatena un po’ di panico dietro a lui, ma non viene centrato. Passano due curve e Mayer finisce da solo nelle gomme in curva6a coinvolgendo anche Caruth e Kvapil facendo perdere a tutti questi punti preziosi.
A ringraziare di questo e della lotta fra Day e Love è Zilisch che ai -3 è salito al quinto posto avendo superato Jesse. Poi il patatrac: Corey ne combina un’altra e nell’incrocio delle Esses, dopo il sorpasso subito da Connor, pizzica il retrotreno della #1 mandandola a muro. Zilisch prosegue con la vettura profondamente ammaccata, Day ancora una volta ne esce indenne. E la rabbia nei suoi confronti aumenta. Love, che ha visto tutto, ai -2 passa di forza, quasi come per dimostrare qualcosa, Day in curva1.
Shane van Gisbergen sconfigge la “maledizione” COTA (dove non aveva mai vinto in NASCAR) e batte tutti precedendo sul traguardo Hill, Smith, Love, Day, un ottimo Crews (anche se bisogna sgrezzare qualcosa), Sawalich, Allgaier, Chastain e la sorpresa Poole. Creed è 11° pur senza servosterzo davanti a Gray, Labbé, Mayer, Jones, R.Sieg, Perkins, J.Burton, Kvapil e Staropoli, Zilisch 21°, Sanchez 25°.
Mentre SVG festeggia con i soliti burnout (che per poco non iniziano già prima del traguardo) ma poi fallisce il calcio del pallone da rugby in tribuna (corto, si ferma nelle reti), tutti aspettano le dichiarazioni di uno Zilisch che già via radio si era parecchio arrabbiato. Le parole di uno Day in versione Blues Brothers (“Ero… rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per prendere il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C’era il funerale di mia madre! Era crollata la casa! C’è stato un terremoto! Una tremenda inondazione! Le cavallette! Non è stata colpa mia! Lo giuro su Dio!”) non fa che alimentare la rabbia dei tifosi e non solo.
Solo sui social arriveranno le scuse di Corey che danno la sensazione però di una fredda presa di responsabilità arrivata in seguito ad una severa lavata di capo da parte di Rick Hendrick, anche perché in due gare Day ha mandato ko tre vetture del JR Motorsports, team da cui dipendono ancora a livello tecnico per la categoria cadetta. Per la #17 serve un cambio di atteggiamento fin dalla prossima settimana, altrimenti il gruppo potrebbe coalizzarsi contro di lui.
I risultati odierni
La classifica della “Focused Health 250”
La classifica generale
Così in campionato dopo 3 delle 33 della NASCAR O’Reilly Auto Parts Series 2026
I prossimi appuntamenti
Stasera alle 21:30, in diretta su P300.it, ci sarà ad Austin la gara della NASCAR Cup Series con Tyler Reddick che scatterà dalla pole position. La categoria cadetta tornerà in pista sabato prossimo a Phoenix.
Immagine: Media NASCAR
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