F1 | Anteprima mondiale 2026, Cadillac: “La nuova stella di Broadway”

Di: Alessandro Secchi
alexsecchi83 alexsecchi83
Pubblicato il 26 Febbraio 2026 - 11:00
Tempo di lettura: 4 minuti
Condividi su
F1 | Anteprima mondiale 2026, Cadillac: “La nuova stella di Broadway”

RICEVI LE NOTIFICHEP300.it SONDAGGIO

Home  »  F1Preview

Segue l’anteprima del team Cadillac per il mondiale 2026 di F1

Cadillac si appresta ad iniziare la sua prima stagione come team di Formula 1 dopo un inverno che possiamo definire in linea con le attese per una compagine completamente nuova. Se, di per sé, è complicato per un team già esistente cambiare semplicemente fornitore di Power Unit (Alpine), costruirsela in casa da zero (Red Bull e Audi), o abbinarne una diversa ad un cambio realizzato in proprio (Aston Martin), possiamo solo immaginare cosa significhi partire completamente da zero con una sola certezza di esperienza, ovvero la Power Unit Ferrari.

La sfida di Cadillac non è banale e possono essere sottovalutabili tutte le dinamiche che devono crearsi affinché si possa arrivare a scendere in pista per la prima volta. Il team americano è stato il secondo della griglia, dopo Audi, a mettere in moto e su asfalto la sua monoposto a Silverstone. Piccola nota a margine: è molto curioso come, di questa vettura, non si conosca ancora il nome. Chissà se, prima o poi, lo scopriremo. Dettaglio comunque minimo nel mare di lavoro che questa nuova struttura ha di fronte.

Quando tutto è nuovo, serve esperienza. La scelta di costruire una fabbrica a Silverstone, nel cuore del motorismo UK, è sicuramente stata azzeccata, al fine di attingere dall’enorme bacino di tecnici ed ingegneri provenienti dalla zona dove si concentra praticamente il 90% del personale F1. Esperienza è anche affidarsi a manager che hanno conoscenze nell’ambiente da anni: il Team Principal Graeme Lowdon, dopo la sua esperienza in Marussia, è sempre rimasto nel giro, pur se defilato. Pat Symonds, di conoscenza, ne ha da vendere.

E, anche sul fronte dei piloti da coinvolgere per questo inizio di avventura, nonostante qualche critica la scelta fatta in questo momento non poteva che essere più azzeccata. La Cadillac che si affaccia oggi al mondo della F1 è un cantiere che richiede prima di tutto conoscenze. E quelle portate da Sergio Pérez e Vallteri Bottas non possono non portare valore. Lasciamo da parte, per un attimo, quello che possono offrire lato prestazioni e il come le loro carriere si sono messe in pausa recentemente. Si tratta di due piloti che hanno lavorato con i team più vincenti dell’ultimo decennio e che conoscono dinamiche, metodologie di lavoro, tutto quello che serve per essere vincenti. Si tratta di un’enorme risorsa dalla quale attingere quando si è nuovi e si deve ancora imparare praticamente tutto.

Le prestazioni, oggi, sono l’aspetto tra i meno importanti. C’è da fare chilometri, acquisire dati, evitare incidenti e, appunto, saper fornire feedback. Per le prestazioni ci sarà tempo, ma più avanti. Anche se va ricordato, ad esempio, che in Red Bull la sostituzione di Pérez non ha di certo dato i frutti sperati.

Prestagione

Il prestagione è stato condizionato da qualche problema di gioventù. La nuova vettura ha percorso il penultimo chilometraggio in ordine di distanza, 3.200 km, ma va sottolineato come nei sei giorni di Sakhir non sia mai stata persa un’intera mezza giornata, con entrambi i piloti che sono scesi in pista in tutte le giornate. La vettura appare, almeno nella sua veste attuale, “safe”, molto standard nelle linee e senza soluzioni che hanno fatto parlare di sé; eccezion fatta per la sospensione anteriore. Solo Cadillac e Alpine hanno optato, infatti, per una soluzione pull rod rispetto al resto della griglia.

Di lavoro da fare ce n’è tantissimo e il team è il primo a saperlo. In un’ipotetica griglia, oggi Cadillac potrebbe approfittare degli enormi problemi di Aston Martin per piazzarsi in penultima posizione, ma questo non è certo un giudizio negativo. Si tratta della normalità quando si entra, in punta di piedi, in un ambiente come la F1. Probabilmente, ci vorranno almeno un paio di stagioni per iniziare a vedere i frutti del lavoro dell’undicesimo team della griglia, in attesa di avere poi la propria Power Unit da intergrare abbandonando il supporto di Ferrari. C’è tempo insomma: l’importante è migliorare poco a poco, facendo tesoro di ogni esperienza pista dopo pista.

Sergio Pérez

Per Sergio Pérez quella con Cadillac è l’occasione del riscatto. Il messicano, uscito da Red Bull frastornato dopo un 2024 davvero pesante, ha ricaricato le batterie anche in considerazione di quanto successo a Milton Keynes dopo la sua uscita. Né Liam Lawson, né Yuki Tsunoda sono stati capaci di sostituirlo come si pensava, riabilitando in un certo senso la sua figura. Ora riparte con la responsabilità di aiutare un progetto nuovo a crescere. Un ruolo non da poco e che dovrà affrontare facendo buon uso di tutta l’esperienza acquisita in questi anni.

Valtteri Bottas

Valtteri Bottas ha, a sua volta, un’esperienza di un certo livello. Le dieci vittorie conquistate in una Mercedes comunque stellare restano un merito e, come Pérez, il finlandese ha vissuto per anni un ambiente vincente. La sua carriera sembrava ormai terminata – forse più di quella del compagno di squadra – e per lui Cadillac rappresenta probabilmente l’ultima occasione della carriera dopo un periodo finale in Sauber in discesa. Chissà se la responsabilità e la fiducia riposta in lui da Cadillac lo porteranno ad essere più sul pezzo, in ricordo del periodo a Brackley. Lo scopriremo.

Immagine di copertina: Media Cadillac

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.