Tyler Reddick vince la Autotrader 400 all’EchoPark Speedway nonostante i danni subiti nel corso della gara
L’incubo di 23XI Racing è ufficialmente terminato. La squadra, capitanata da Denny Hamlin e Michael Jordan, ha vinto le prime due gare del 2026 grazie all’intelligenza tattica di Tyler Reddick. Il grande risultato della Autotrader 400 all’EchoPark Speedway ha permesso a tutti di comprendere a pieno quanto il californiano voglia fare sul serio in ottica titolo.
La NASCAR Cup Series fa tappa all’EchoPark Speedway per il secondo round della stagione 2026. La Autotrader 400 è una corsa particolare, dato che, dalla trasformazione dell’ovale in questione, ha regalato alcune delle corse più emozionanti della storia della classe regina delle stock car.
L’EchoPark Speedway nasce come semplice ovale da 1.5 miglia nel 1960 e viene fin da subito utilizzato nelle massime competizioni di stock car. Tralasciando l’aggiunta del road course (nel 1992), l’impianto viene modificato per la prima volta nel 1997, anno in cui diventa un quad oval con un rettilineo di partenza spezzato in 3 fasi (tra l’altro spostato su quello che prima era il backstretch) dalla lunghezza di 1.54 miglia. Nel 2022 viene aumentato il banking nelle curve. Questa modifica rende il tracciato un piccolo superspeedway per via delle velocità di punta che si possono raggiungere.
La Autotrader 400, prima prova all’EchoPark Speedway, ha una storia lunghissima, che supera il legame tra le due ere della NASCAR Cup Series. Difatti, già dal 1960, si corre annualmente sullo speedway, tradizionalmente nella fase finale della stagione, una prova da 500 miglia. La lunghezza della corsa, che è stata spostata nella parte iniziale del campionato dal 2015, è stata accorciata a 400 miglia, equivalenti a 260 giri, nel 2023.
Sono 38 le auto presenti ad Atlanta. Le vetture aggiuntive schierate a Daytona da Front Row Motorsports (Chandler Smith), RFK Racing (LaJoie), 23XI Racing (Heim) e Legacy Motor Club (Johnson) non vengono confermate per il secondo appuntamento del campionato. Beard Motorsports, JR Motorsports e Garage 66 disertano in toto la trasferta in Georgia.
A cause delle piogge che hanno colpito l’area dell’autodromo nel corso del sabato, le posizioni di partenza sono state decise dall’algoritmo. Tyler Reddick, pilota della Toyota #45 di 23XI Racing, e Joey Logano, alla guida della Ford #22 del Team Penske, scatteranno quindi davanti a tutti.
La gara
Reddick, interno, allunga su Logano pochi metri dopo la partenza. Il tre volte campione, però, sfrutta la spinta di Elliott per avanzare sul backstretch, guadagnando quindi la testa della corsa nel corso del primo giro.
Reddick, però, attacca con successo Logano in curva 2, tornando in testa già nel corso del secondo giro. Il vincitore di Daytona tappa poi il rivale, dato che si sposta sulla linea esterna prima di iniziare a spostarsi anche orizzontalmente sul tracciato per restare in prima posizione.
Al giro 3, Logano risponde a Reddick in curva 2, prendendo l’interno prima di spostarsi verso l’esterno. Il vincitore di Daytona replica la manovra al passaggio successivo, diventando il leader della corsa per qualche miglio.
Al giro 6, Logano va interno in curva 2 e supera Reddick. Questo cambio di leadership si rivelerà definitivo ai fini della corsa, dato che, nonostante i vani tentativi da parte del poleman, il tre volte campione della Cup Series riesce a prendere la testa della corsa in solitaria.
Logano rimarrà leader in solitaria fino al giro 19, momento in cui la corsia interna risale. Reddick, vedendo la situazione, si butta vicino alla linea gialla, superando il pilota Penske e spostandosi successivamente sull’esterno.
La corsia interna avanza, e, al giro 24, Keselowski supera Reddick, che risponde senza successo alla seconda curva del passaggio successivo. Il campione 2012, in seguito, salirà esterno, rendendo quella la linea dominante.
Al giro 29, però, Reddick ruba la testa della corsa a Keselowski, prendendo l’interno in curva 2. Questa manovra è la miccia che accende la corsia guidata da Elliott che, a seguito di una spinta sbagliata subita dal pilota di 23XI, guadagna la prima posizione. Contemporaneamente, Hocevar è vittima di una foratura alla gomma anteriore destra, che lo obbliga a svolgere una sosta supplementare.
Keselowski, tornato a capo della corsia esterna, sopravanza Elliott al giro 31. Il campione 2020, una volta ceduta la leadership, si accoda al pilota-owner di RFK Racing, che mantiene la testa della corsa senza alcuna difficoltà per qualche miglio.
Al giro 34, Reddick torna primo dopo aver superato Keselowski in curva 2. Logano, Berry e Cindric, interni, formano un trenino estremamente competitivo, che prende la testa della corsa al passaggio numero 35, più precisamente alla quarta piega del tracciato.
Logano resta primo fino al giro 46, in cui la corsia esterna allunga sul trenino Ford. Elliott e Reddick, difatti, superano in curva 4 le tre Mustang, iniziando un lungo periodo di single file dalla durata di molte tornate.
La lotta per la vittoria del primo stage si apre al giro 54, in cui Larson si butta interno in curva 4 e supera Elliott prima di tornare esterno. Il compagno, però, torna davanti a tutti al passaggio numero 56, salvo ricevere la risposta a quello successivo.
Al giro 58, Wallace, nel frattempo diventato leader della linea interna, supera Larson grazie alla spinta di Cindric, il quale, all’ultimo passaggio, si porta esterno in curva 2 prima di tornare davanti al rivale, manovra che si rivelerà di vitale importanza.
Austin Cindric, pilota della Ford #2 del Team Penske, vince il primo stage ad Atlanta pur essendo partito dalla 30esima posizione. Wallace, Larson, Byron, Elliott, Reddick, Busch, Logano, Zilisch e Blaney completano la zona punti. Durante la caution, si assiste alla prima sosta generale e al lucky dog di Hocevar che recupera uno dei due giri persi.
La ripartenza sorride al campione in carica. Larson, esterno, scatta divinamente e, anche grazie alla spinta di Wallace, si impone senza troppe difficoltà sul compagno di squadra Byron, interno, all’inizio del secondo stage.
Wallace, al giro 72, scende interno in curva 2 e, assieme a Byron, allunga, superando Larson prima di tornare sulla corsia di partenza, quella esterna. Il pilota di 23XI Racing mantiene la testa fino al passaggio numero 81, in cui si sposta sulla linea interna, venendo superato dal campione in carica sul frontstretch.
La prima caution “artificiale” di giornata viene causata al giro 83 da un errore di Gibbs, che stringe in curva 4, toccando lo spigolo posteriore destro della Ford di Berry. La Toyota del giovane schizza così verso l’interno, centrando la fiancata di Bell e, in seguito, virando verso l’esterno e impattando contro le barriere.
Questo impatto, in cui sono coinvolti, anche se lievemente, anche Herbst, Custer, Hamlin, Nemechek e McLeod, provoca la fine della corsa di Gibbs e Berry. Durante la caution conseguente all’incidente si verifica la seconda sosta generale di giornata.
Larson, esterno, sfrutta la spinta di Byron per guadagnare terreno, ma in curva 2 Reddick, interno, attacca il rivale grazie all’aiuto di Logano. Al termine del primo passaggio in bandiera verde, tuttavia sono i due alfieri Hendrick ad essere in testa.
Wallace, però, avanza dall’interno e attacca Larson in curva 4 (giro 100). Il campione in carica, però, allunga, terminando il passaggio il testa. Il rivale in forza a 23XI Racing sfrutta la linea più breve sul frontstretch per prendere la testa della corsa al passaggio numero 101.
La corsa viene neutralizzata per la terza volta al giro 104. In curva 2, Herbst colpisce lo spigolo posteriore sinistro della Chevrolet di Austin Dillon mentre i due sono in fase di percorrenza, causando una perdita di trazione da parte di entrambe le vetture. La Toyota #35 schizza verso le barriere esterne, trovando nella sua traiettoria Stenhouse Jr. e Gilliland, a loro volta centrati da McLeod.
L’auto di Dillon, invece, vira verso l’interno, dove viene toccata da quelle di Smith e Custer. Molte vetture subiscono danni gravi, ma gli unici che si devono ritirare a seguito dell’impatto sono Stenhouse Jr. e McLeod (dopo aver provato a svolgere delle riparazioni). Herbst, invece, rientra dai meccanici, da cui resterà per più di un’ora. Durante la caution si assiste ad una sosta supplementare per diversi piloti nelle retrovie, tra cui Suarez, Blaney, Keselowski, Buescher, Hocevar, Nemechek e Ty Dillon, oltre a quelli coinvolti nell’incidente.
L’azione riparte e Reddick, interno, sfrutta la spinta di Larson per bruciare Wallace, esterno, allo stacco di frizione. Una volta arrivato davanti al rivale sull’altra corsia, il campione in carica si infila sul rivale della corsa in uscita da curva 2, obbligandolo ad andare esterno.
In questo momento inizia un periodo di apparente tranquillità, in cui Reddick, nonostante qualche piccolo spunto di Wallace, fa il bello e il cattivo tempo, utilizza la linea ideale per difendersi dai possibili attacchi di entrambi gli avversari.
Il primo vero tentativo ai danni di Reddick avviene al giro 122, in cui Wallace, diventato leader della linea esterna, strappa la prima posizione al compagno di squadra sul frontstretch. Alla seconda curva della tornata successiva, però, è la #45 a tornare nella posizione di riferimento.
Quarta caution al giro 125, in cui Busch si sposta sulla linea esterna sul backstretch, dove viene spinto da Gragson contro le barriere interne. Questo incidente sancisce la fine della corsa del veterano, così come il centesimo pass through in carriera di Yeley.
La ripartenza premia Reddick che, dall’interno, sfrutta la spinta di Byron per guadagnare immediatamente terreno nei confronti di Wallace, esterno. La coppia di 23XI Racing si ricongiungerà sul backstretch, in cui la #45 si impone fisicamente sulla #23, iniziando a trainarla.
Il duo su Toyota avanza cambiando corsia liberamente fino al giro 133, in cui Larson si fa vedere all’esterno di Reddick in curva 4. La manovra vincente avviene al passaggio successivo, dove, sempre nello stesso punto, la #5 sorpassa la #45.
Al giro 137 Wallace, nel frattempo diventato capo della linea interna, punzecchia Larson. Il nativo dell’Alabama prova più volte, senza successo a mettere le ruote davanti al californiano. Nei passaggi successivi, i due si scambiano più volte la testa della gara.
Larson sblocca la situazione al giro 147, in cui si libera di Wallace, guidando il gruppo in solitaria. Due tornate più tardi, è Chastain a provare a mettere sotto pressione il rivale, ma, nonostante un tentativo di sorpasso in curva 2, un errore in fase di cambiamento di corsia lo fa sprofondare nel gruppo.
Al giro 150, Larson viene superato all’esterno da Briscoe e Wallace, che andranno poi a imporsi fisicamente sulla Chevrolet del californiano. Contemporaneamente, in curva 2, Chastain sfiora le barriere, perdendo qualche posizione.
La leadership di Briscoe termina al giro 156, nel quale viene stretto “a panino” in curva 4 da Larson e Wallace. Sul traguardo prevale il californiano, che mantiene la testa della corsa senza difficoltà fino all’ultimo miglio del secondo stage.
Giro 160. Larson viene superato all’interno di curva 2 da Byron e Wallace. I due, rispettivamente esterno e interno una volta messo a tacere il “leone” del secondo stage, procedono affiancati fino alla fase della porzione centrale della corsa.
La lotta fra i due viene interrotta pochi millisecondi prima della sua naturale scadenza per via di una manovra errata di Larson. ll californiano, in curva 4, si sposta interno e urta van Gisbergen, che perde il controllo e va nel prato senza subire danni. Va peggio all’autore dell’impatto, che termina la propria corsa contro le barriere sul frontstretch.
Nonostante sia stato Byron a tagliare il traguardo in prima posizione, è Bubba Wallace, pilota della Toyota #23 di 23XI Racing, a vincere lo stage 2, dato che si trovava davanti nel momento in cui è stata esposta la caution. Briscoe, Reddick, Elliott, Hocevar, Preece, Blaney, Keselowski e van Gisbergen (pur se sull’erba) terminano la frazione centrale della corsa alle spalle del pilota della #24. La corsa riparte al termine della terza sosta in programma, condita dal lucky dog di Gilliland.
L’inizio del terzo stage vede Smith, spinto da Keselowski e situato sulla corsia interna, lottare per la prima posizione con Blaney, aiutato da Buescher all’esterno, fino a curva 4, punto nel quale il ragazzo di FRM conquista la testa della corsa.
Al giro 171, però, Smith viene superato da Keselowski, il quale cederà la posizione a Hamlin sul frontstretch, durante la tornata ancora successiva. Sarà Briscoe a superare il compagno di squadra alla tornata numero 177.
Questo sorpasso permette a Briscoe di guidare una vera e propria single file, che lo segue in ogni sua idea. Gli unici a dargli del filo da torcere sono Blaney, autore di un attacco sul frontstretch al giro 197, e Wallace, che supera l’alfiere JGR in curva 4 una volta raggiunto il passaggio numero 199.
La corsa viene neutralizzata pochi millisecondi dopo questo sorpasso a causa di un testacoda (sempre in curva 4) di van Gisbergen, nel quale non subisce alcun danno anche in questa occasione. Durante la quarta sosta di giornata, Gilliland recupera un altro giro nei confronti del gruppo.
L’azione si riaccende nel momento in cui il marshall sulla torretta posta sulla linea del traguardo sventola la bandiera verde. Hamlin, esterno, sfrutta la spinta di Blaney per allungare su Reddick, situato sulla linea interna.
Hamlin, poi, si sposta interno in curva 2 prima di tornare esterno sul backstretch. Reddick, che ha seguito il proprio “capo” in questa manovra, deciderà poi di lanciarsi verso l’interno alla 4. Così facendo, la 45 supera la #11 entro il termine del primo giro in regime di bandiera verde.
Hamlin e Reddick, l’uno esterno e l’altro interno, procedono quasi appaiati per diverse miglia. Il cambio di gerarchie, difatti, avviene al giro 210, in cui l’alfiere di 23XI Racing copre il rivale dopo aver guadagnato qualche metro nei suoi confronti.
Inizia qui una fase di risparmio di carburante abbastanza intensa, in cui Reddick viene più e più volte (ma senza un vero e proprio interesse agonistico) sfidato da Blaney, diventato capo dell’inside lane. La fase di stallo termina al giro 220, in cui il pilota Penske supera il rivale in curva 2.
La leadership di Blaney termina già al giro 221, in cui, anche a causa di una spinta pessima di Reddick in curva 2 (avvenuta dopo essersi spostato all’esterno), l’alfiere Penske lascia strada libera a Cindric e Keselowski. Il salto in outside lane della #2 permette a Roger Penske di avere due vetture in grado di aiutarsi a vicenda in ottica vittoria.
Al giro 223, però, queste speranze diventano completamente vane. Hamlin, infatti, perde il controllo della sua Toyota dopo aver colpito Logano (reo di un piccolo rallentamento improvviso) in curva 4. Il tamponamento di Reddick rende la Camry del veterano un proiettile impazzito, che schizza senza una meta verso l’interno dell’ovale.
L’incidente tra le due Toyota genera quindi una carambola che coinvolge, anche indirettamente, Bowman, McDowell, Byron, Allmendinger, Buescher e Zilisch. Nonostante i danni subiti da molti dei piloti coinvolti, solo l’ultimo dei piloti citati è costretto a terminare la sua corsa in anticipo. Durante la caution, si assiste al ritorno in pista di Herbst (dopo oltre un’ora di sosta) e al secondo pass through di giornata di Yeley.
Inizialmente, è Chastain, interno, a prendere la testa della corsa al restart. Il pilota Trackhouse, spinto da Elliott, viene però superato sul backstretch da Cindric, che, grazie al “tandem” formato con Blaney, riesce ad allungare vistosamente nei confronti del rivale, il quale, nonostante qualche attacco, non riesce a strappare lo “scettro” della competizione dalle mani del duo Penske.
Cindric si ritrova così a guidare il gruppo in single file per molte miglia. Solamente qualche minuto dopo, al giro 238 per essere precisi, ci sarà un avversario in grado di superare il pilota della #2, ossia Bell, che guadagna la testa della corsa in curva 4.
La corsa viene interrotta pochi millisecondi dopo questo cambio di leadership. Logano stringe la linea in curva 4 mentre Hocevar allarga. Il giovane tocca lo spigolo posteriore sinistro della Ford, che quindi va in testacoda. Durante la caution viene formalizzato il ritiro di Yeley, mentre Bowman guadagna un giro.
La ripartenza vede Cindric, interno, e Bell, esterno, lottare animatamente per la prima posizione. Sebbene all’inizio sia la Ford a prevalere (grazie anche al tandem con Blaney), al termine del giro è Bell, spinto da Wallace, a guadagnare la testa della corsa.
Il nativo dell’Alabama, però, ha solo un obiettivo: vincere. Ecco perché Bell cederà la testa della corsa a Wallace al giro 247. Il pilota di 23XI Racing, nonostante qualche tentativo di attacco, riesce a restare davanti a tutti, spesso in single file, fino alla nona caution di giornata.
Al giro 257, infatti, si verifica quello che in gergo popolare viene definito “big one”, un incidente in grado di coinvolgere un numero gigantesco di vetture. Byron, a seguito di una foratura alla gomma posteriore destra, urta le barriere di curva 2 e rallenta sul backstretch per imboccare la pit lane.
Il pilota della Chevy #24, però, tocca la vettura di Cindric mentre stringe la linea, facendo schizzare la Ford verso le barriere esterne a grande velocità. Da questo contatto si genera una carambola che coinvolge anche Logano, Custer, Gragson, Gilliland, Hamlin, Jones, McDowell, Ware, Austin Dillon e Nemechek.
La presenza di numerosi detriti in pista, oltre al ritiro di Gilliland, Ware, Austin Dillon, Byron e Cindric, obbliga la direzione gara a sospendere la corsa per 10 minuti. Prima dell’overtime, Bowman guadagna il diritto di sdoppiarsi.
Si arriva quindi all’overtime. Alla ripartenza, sia Wallace, interno, sia Bell, esterno, scattano bene, ma è un pilota alle loro spalle a rubare la scena, e non per i migliori motivi. Hocevar, difatti, si inserisce fra le due Toyota, spingendo la #20 nel muro. Durante la caution, Logano guadagna un giro.
Wallace, interno, sfrutta la spinta di Reddick per allungare su Hocevar, esterno, al secondo overtime. Il pilota della #23 si sposta sulla linea esterna sul backstretch, lasciando al compagno di squadra l’interno, che diventerà dominante a seguito di un errore del nativo dell’Alabama (che perderà numerose posizioni prima della bandiera bianca).
Tyler Reddick, pilota della Toyota #45 di 23XI Racing, vince la Autotrader 400 all’EchoPark Speedway, anticipando sul traguardo Briscoe, Chastain, Hocevar, Suarez, van Gisbergen, Smith, Wallace, Preece e Blaney.
Tyler Reddick, nato 30 anni fa a Corning, California, conquista il suo secondo successo consecutivo (nonché stagionale) nella NASCAR Cup Series. Il pilota in forza a 23XI Racing, giunto a 10 vittorie nella classe regina, è diventato ufficialmente uno dei principali candidati al titolo grazie ad una performance sublime nei primi due appuntamenti stagionali.

I risultati odierni
La classifica della “Autotrader 400”
La classifica generale
Così in campionato dopo 2 delle 36 gare della NASCAR Cup Series 2026
Tyler Reddick (125) allunga in classifica nei confronti del secondo classificato, il compagno di squadra Wallace (85).
Le altre categorie
Truck Series, Atlanta #1 2026: Kyle Busch mette il suo sigillo anche sulla stagione 2026
O’Reilly Auto Parts Series, Atlanta #1 2026: finalmente Sheldon Creed!
I prossimi appuntamenti
Il terzo round della NASCAR Cup Series è il DuraMAX Grand Prix al Circuit of the Americas, previsto per domenica 1 marzo. La classe regina delle stock car sarà supportata, nel corso del weekend, da NASCAR O’Reilly Auto Parts Series e IMSA VP Racing SportsCar Challenge.
Immagine: Media NASCAR
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.








