Blog | Phillip Island, il primo calcio alla storia è servito

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 19 Febbraio 2026 - 10:25
Tempo di lettura: 2 minuti
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Blog | Phillip Island, il primo calcio alla storia è servito

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Liberty Media serve già il primo piatto freddo ai tifosi della MotoGP. Come ampiamente previsto

Ci è voluto poco tempo per Liberty Media per mostrare la sua anima ai fan della MotoGP. Dopo aver rinominato Dorna in “MotoGP Sports Entertainment”, che già doveva far capire l’antifona, ecco servito il primo calcio alla storia del mondiale a due ruote con la defenestrazione della pista più bella del mondiale, Phillip Island, in favore di uno spostamento in quel di Adelaide, dove si andrà a correre nel 2027.

Era tutto ampiamente previsto e non dite che non ve l’avevo detto. Era chiaro che l’esperienza espressa nel cercare di rendere la Formula 1 la brutta copia di se stessa sarebbe stata traslata nel nuovo acquisto. Se non altro, mi sentirò meno solo in questa battaglia contro un sistema che pensa solo al profitto prosciugando l’anima delle maggiori categorie a due e quattro ruote. Battaglia persa in partenza, evidentemente: ma, piuttosto che allinearmi alla propaganda di chi spaccia queste dinamiche per grandi operazioni di rilancio sportivo, preferirei andare a pescare anche se non ne sono capace.

Da quando ha definito l’acquisto della MotoGP, Liberty è alla seconda operazione simpatia. La prima è stata riportare in auge con un documentario – perché ne sentivamo il bisogno… – il disastro di Sepang 2015 tra Rossi e Marquez. Così, per fare un po’ di interazioni facili. Ora irrompe nel calendario disfandosi di una meraviglia come Phillip Island. Ci aveva provato con Melbourne, ha finalizzato con Adelaide per aprire il fronte del mondiale nei circuiti cittadini, altra forzatura che crea un precedente enorme ed apre il dibattito sulla sicurezza. Perché forse, in alcuni uffici, non se ne sono accorti ma in MotoGP si rischia giusto un pelo di più che in Formula 1.

Mi spiace per gli amici che seguono le due ruote e che, fino a poco fa, avevano schivato il meteorite. Solo la notizia dell’interesse da parte di LM nel mondiale mi aveva fatto venire i brividi e stamattina, vedendo l’ufficialità di Adelaide, ho provato del sincero dispiacere. Ho anche un timore: che se, con la Formula 1, ci sia voluto un discreto tempo per ribaltare tutto e questo sia stato voluto per “abituare” gli appassionati al cambiamento, con la MotoGP il tutto potrebbe avvenire con una discreta rapidità.

Mi spiace anche per gli organizzatori di Phillip Island. Ma, forse, è meglio così. Non me la immagino la pista trasformata in un circo con il Paddock Club al posto del laghetto. Che tempi grami, signori miei.

Immagine: Media Yamaha

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