NASCAR | Addio a Robert Duvall, tra gli altri il mitico Harry di “Giorni di Tuono”

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 17 Febbraio 2026 - 12:00
Tempo di lettura: 2 minuti
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NASCAR | Addio a Robert Duvall, tra gli altri il mitico Harry di “Giorni di Tuono”

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Se ne va un grande attore, per gli appassionati di motori protagonista di una pellicola iconica degli anni ’90

Ci ha lasciati, a 95 anni, Robert Duvall, uno dei volti più noti della storia del cinema. Un Oscar, sei nomination e una lista davvero infinita di pellicole di successo, tra cui “Il Padrino” per citarne giusto una. Per gli appassionati di motori, Duvall ha un nome e un cognome a cui resterà sempre legato: Harry Hogge.

Era il 1990 quando, nelle sale, uscì “Days of Thunder”, per noi in Italia “Giorni di Tuono”. Quattro anni dopo il successo di Top Gun il team capitanato da Jerry Bruckheimer (sì, lo stesso produttore di “F1, The Movie”) ci riprovò confezionando una pellicola a tema NASCAR, con protagonista ancora Tom Cruise, affiancato appunto da Robert Duvall e una giovanissima Nicole Kidman. Il tutto, condito dalla colonna sonora di Hans Zimmer (anche lui presente per “F1”), un vero e proprio maestro.

Inutile ritracciare una trama nota, da cui proprio F1 ha preso spunto per alcune inconfondibili sequenze del suo film: l’intento è quello di omaggiare un grande attore che ha prestato il volto per una pellicola – pur con le sue estremizzazioni – a suo modo iconica per il mondo del motorsport degli anni ’90.

Harry è il sapiente del film: tra uno sponsor che fa il doppiogioco, un pilota acerbo, uscito a dir poco dal nulla, a cui fare da tutor (e anche da secondo padre) e una bimba (la #46) da costruire da zero, il personaggio di Duvall è in realtà quello attorno al quale ruota tutto il resto, la colonna portante di tutto. Nonostante timori e titubanze, dovute alla morte del precedente pilota che l’aveva convinto alla pensione anticipata, Harry sa come tornare a dirigere un team senza farsi condizionare, con la coscienza dei grandi. Senza la sua esperienza, senza le sue intuizioni, niente potrebbe essere possibile.

E, a proposito della #46, di tutto il film resterà sempre indimenticabile la scena in cui Harry parla con quella che sarà l’auto affidata a Cole Trickle. Un dialogo dal quale trasuda la passione per questo mondo e che vi riproponiamo volentieri. Con un saluto a Robert Duvall.

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