NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series: a Daytona vince ancora Austin Hill

Di: Gabriele Dri
NascarLiveITA
Pubblicato il 15 Febbraio 2026 - 19:15
Tempo di lettura: 10 minuti
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NASCAR | O’Reilly Auto Parts Series: a Daytona vince ancora Austin Hill

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Ancora una volta Austin Hill approfitta della poca lungimiranza altrui per vincere a Daytona nella categoria cadetta della NASCAR

“A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.” Con questa massima andreottiana si apre la cronaca della quarta vittoria di Austin Hill a Daytona, l’11esima per il pilota RCR su uno superspeedway. Già, si inizia a pensare male (sbagliando) perché il talento di Hill su questo tipo di piste è innegabile, ma è impossibile da non notare la serie di errori che commettono gli altri piloti (clamoroso un 4vs1 del JRM nel finale di seconda stage) quando si trovano ad attaccare la #21 finendo per favorirla anziché metterla in un angolo. Austin inizia così ancora una volta la stagione al meglio, ma il 2026 come sempre è lungo e di strada ce n’è ancora tanta da fare.

La gara

Si apre a Daytona la nuova epoca della categoria cadetta senza nome ufficiale, basata solo sullo sponsor che da Xfinity diventa O’Reilly Auto Parts Series. Ben 42 gli iscritti per i consueti 38 posti. Dopo le tranquille prove libere del venerdì (miglior tempo per Jeb Burton), al sabato si fa sul serio e le sorprese non sono davanti, bensì in coda.

La pole position va al favorito Austin Hill che beffa di un solo millesimo il compagno di squadra e campione in carica Jesse Love; a seguire Mayer, Sawalich, Day, Creed, Caruth, la sorpresa Staropoli (poi si capirà il motivo di questa prestazione), Gray e Ryan Sieg. I quattro DNQ sono Smithley, Starr, Gase e soprattutto quell’Anthony Alfredo che era già stato beffato in Cup Series in vista della Daytona 500 (qualificazione annullata per irregolarità tecnica). Alfredo si salva poi perché il suo team (un Viking Motorsports forse ancora acerbo con due auto) stringe un accordo con Alpha Prime Racing ed Anthony prende il posto di Bacarella sulla #4.

Dopo aver retrocesso in coda appunto Alfredo, ma anche Harrison Burton, Kyle Sieg, Carson Ware e Retzlaff per modifiche in parco chiuso, la gara può avere inizio, può iniziare ufficialmente la O’Reilly Auto Parts Series… anzi no. Lo sponsor torna subito utile visti quanti pezzi di ricambio servirebbero per il tamponamento a catena che si scatena nella corsia interna prima ancora della linea del traguardo. A venire coinvolti sono Alfredo, Emerling, Poole, Clements e Maggio che finisce col muso ko ed un ritiro prematuro in una nuvola di fumo. Fra gli ammaccati non citati nel report ufficiale anche Fenhaus e Williams.

Si riparte a classifica quasi invariata (a parte qualche sosta in coda) con 24 giri da disputare nella prima stage (120 quelli totali della corsa) con la coppia RCR che sceglie la corsia esterna lasciando all’interno Sawalich e Mayer, il duello prosegue per un giro, poi a sorpresa il pilota del JGR avanza e si prende la prima posizione. La speranza per lui dura ben poco, infatti dalla coda di un gruppo già spezzato si apre un 3-wide (guidato dopo il rimescolamento da Day, Staropoli e Hocevar), Hill ne approfitta, risale e rimette il muso davanti mettendosi poi nella fila di mezzo con il compagno di squadra.

Austin è già in controllo della situazione e di un plotone molto sulle uova e ballerino. Chi si muove tanto è Staropoli con la #48 (e si capisce il tempone in qualifica, segno di un assetto estremo), gli altri si adeguano cercando di stare alla larga da lui. A pagare dazio in questa serie di movimenti è Ryan Sieg che, dopo una toccata, fora una gomma e deve tornare ai box limitando i danni.

Il gruppo cerca di riorganizzarsi in fila per due, con Hill che si mette all’esterno e Mayer a tenere in vita l’interno, ma a metà stage inizia un nuovo rimescolamento con la fila lungo la linea gialla che ritrova vita con Ruggiero, Gray ed Hocevar che arrivano da dietro e la scia di Sieg da doppiare davanti. Hill e Love sono costretti a scendere per coprire, ma quando tornano su Sam è già all’altezza di Jesse. In questo movimento salta Sammy Smith, ma viene salvato dalla coppia del Sam Hunt Racing.

Mayer così tenta l’attacco su Hill, ma fallisce e a sua volta fatto saltare dallo stesso Sammy Smith e così Sam viene pure lui salvato da Harrison Burton. Mayer si rilancia poco più tardi dopo aver tolto dalla scia Jones e tenta il contrattacco col teammate Creed. Anche Day tenta di saltare su questo treno ai -5, ma perde la fila.

Alla fine Hill è costretto a scendere all’interno davanti a Sammy Smith e pure Love ne approfitta mettendosi dietro alla #8, tuttavia la miccia viene accesa nuovamente da un 3-wide aperto da Ruggiero e Sawalich, Smith prova ad approfittarne e apre la porta a Mayer. Ai -2 in curva4 Day rischia grosso, viene toccato da Jones, perde il controllo e tutto solo parte sull’apron e di traverso riesce a salvare la vettura pizzicando il muretto con la posteriore sinistra. Corey prosegue a marce ridotte, ma non arriva la caution.

Il gruppo spezzato da questo intoppo lascia 11 auto davanti. Forse c’è la speranza che questo calmi gli animi e invece in curva4 in vista del traguardo volante arriva il primo vero incidente. Sammy Smith dalla corsia esterna è molto incerto nel trovare il varco all’interno e sbaglia, non scende quando avrebbe la possibilità e lo spazio, attende e quando lo fa le misure non ci sono più, Mayer lo tocca e si innesca il botto che manda ko Ruggiero e Sanchez e coinvolge anche H.Burton e Creed. Hill vince la prima stage su Love, Kvapil, Allgaier, Perkins e poi chi arriva ammaccato d’inerzia ovvero Creed, Sawalich, Sanchez, Clements e Jones. Lucky dog per Day, wave around per Ryan Sieg.

Il primo giro di soste mette Love davanti a Kvapil, Hill, Caruth, Jones, Sawalich, Dye, Allgaier, Clements e Gray con molti ai box per riparazioni, 31 auto a pieni giri, Creed, Hocevar e Fenhaus (senza cofano, volato via nel finale) a -1 ed Harrison Burton a -2. Bandiera verde dopo una caution fin troppo lunga, ma c’erano parecchi detriti in pista, ai -22 e l’accordo in casa RCR regge malgrado la spinta di Kvapil.

Carson non si ferma qua, infatti il trenino che vede alle spalle anche Jones e Dye ci prova, ma l’interno reagisce, avanza al punto che Caruth riesce a smarcarsi e portarsi nella fila di destra mentre Hill non riesce a spostarsi immediatamente, ma quando lo fa la coppia RCR si è spezzata con l’inserimento di Sawalich, che dura poco, in mezzo a loro. Poi William senza motivo torna giù da Allgaier. Mentre Creed torna ai box, Smith e Mayer cercano di riaprire la terza corsia, Love deve scendere con Hill lasciando Sawalich di nuovo all’esterno, con quest’ultimo poi fatto saltare da Caruth e ammonito per essere andato sotto la linea gialla.

I giri passano veloci ed i due RCR controllano il gruppo, prima bloccando Allgaier interno, poi Caruth all’esterno. La spinta dell’esterno però è notevole e Rajah incrocia la traiettoria, costringendo Love a sinistra, tuttavia la #88 rimbalza, Kvapil spinge Hill (e il JRM si spezza aiutando l’avversario più pericoloso) che controlla facilmente Jones e rimane al comando. Love invece si perde dietro a Brandon e scivola in classifica.

Nel gruppo scremato la vettura danneggiata di Day si nota, infatti rischia un paio di volte sempre in curva4, ma stavolta tiene la barra dritta. Davanti ancora un po’ di impicci in casa JRM, con la #1 e la #7 in corsie diverse e così Austin ha vita facile. Hill vince anche la seconda stage su Kvapil, Allgaier, Sawalich, Caruth, Retzlaff, Smith, Clements, J.Burton e Perkins con Love solo 12°; lucky dog per Hocevar.

Il secondo giro di soste non rimescola troppo la classifica, dunque Hill è ancora in controllo alla ripartenza dei -53 alla quale manca Thompson per problemi allo sterzo che provocheranno di lì a poco il ritiro. Hill controlla un interno nutritissimo dopo il choose cone per tenere a bada Allgaier e rimanere al comando e tenere a bada le due corsie, almeno fino a quando torna su Sawalich che tenta l’attacco al leader. Alle loro spalle Caruth rischia in curva3, ma anche lui si salva.

Il rimescolamento prosegue: Allgaier si perde nel mezzo e apre il varco in cui emerge dal nulla Love (ripartito 14°) che si trova al posto giusto al momento giusto e ad Hill basta scendere un attimo per riformare la coppia RCR. Il rimescolamento, tuttavia, non è ordinato: in coda Green attacca Staropoli che si sposta a sinistra, i due si toccano ed Austin finisce in testacoda da solo nell’apron di curva1, ma si ferma in tempo e non arriva la caution. Masticano amaro Poole ed Ellis che hanno dovuto frenare leggermente e così perdono la scia lasciando in testa un plotone di 21 auto ai -45.

All’esterno, nel frattempo, a insidiare alla lontana ci sono Sawalich, Jones, Kvapil, il virtuale lucky dog H.Burton e Retzlaff e questo trenino lentamente recupera terreno al punto che Mayer cambia corsia; Williams va nel garage col motore rotto.

Ai -40 si apre la finestra per l’ultima sosta e al giro successivo i primi ad approfittarne sono Hill, Love, Retzlaff, Perkins, J.Burton e Alfredo che ha recuperato dopo l’incidente iniziale. Al passaggio successivo è la volta di Dye e Gray che lasciano la leadership a Mayer seguito da Allgaier. Ai -37 piccolo suicidio di Sawalich che pitta completamente da solo perdendo la scia del gruppo, forse penalizzato dal compagno Jones che abortisce all’ultimo l’ingresso ai box.

Rimangono 10 audaci in pista ai -35: Mayer, Allgaier, Day, Kvapil, K.Sieg, Emerling, Clements, Smith, Caruth e Jones, staccati Scott, Anderson, Hocevar, Poole, Bilicki, Ellis, Decker e Ware, poi il leader virtuale Love davanti a Perkins e Hill. Gli audaci però si fermano subito ai -34 con Mayer che rimane davanti a questi, ma il trenino di Love li passa a velocità doppia e Jesse così è il leader virtuale.

Mancano appena cinque auto là davanti, gli altri sono stati già raggiunti, ma il ricompattamento è sempre una delle fasi più delicate, e infatti qui arriva l’incidente. Quando il gruppetto Mayer torna sotto, si forma un 2-wide ai -29, quando proprio i cinque rimasti stanno andando ai box, in curva3 Ryan Sieg scende leggermente, tocca l’incolpevole (per una volta) Jeb Burton e innesca il big one che vede coinvolti anche Alfredo, Allgaier, Jones, Decker, Mayer, Clements e Gray. Nessun lucky dog, bandiera rossa per 13’07” per pulire la pista.

A sorpresa Hill decide di tornare ai box, sente che le gomme si stanno già usurando e può rischiare anche questa mossa. Riparte 12° dietro a Love, Perkins, Smith, Kvapil, Caruth, Retzlaff, Sawalich, J.Burton, K.Sieg, Emerling e Day in un gruppo molto selezionato al punto che sono sopravvissuti appena in 24 e fa impressione il fatto che sono 21 Chevy, due Toyota (Sawalich e Gray) e una Ford (quella di Dye).

Green ai -24 e Love fatica più del previsto per tenersi dietro Sammy Smith, anzi il 3-wide che si apre all’interno con Jeb Burton rallenta la #2 e fa avanzare la #8. Chi ne approfitta di questo? Ovviamente Hill che sbuca fuori, approfitta del rimbalzo di Jeb e si rimette dietro al compagno di squadra formando un tandem che torna ad avanzare ai -20, proprio mentre arriva una caution. Ed è un altro big one in cui Day tocca Sawalich e si salvano del tutto praticamente solo i quattro che erano davanti a loro: Love, Hill, Perkins e Sammy Smith. Anche Retzlaff, Kvapil ne escono quasi indenni mentre a finire ko sono Sawalich, i cugini Burton, K.Sieg, Hocevar, Scott, Staropoli, Dye, Gray e Caruth. R.Sieg è il lucky dog.

Dopo le riparazioni, si riparte ai -13 con un gruppo molto ridotto: Love, Hill, Perkins, Smith, Retzlaff, Kvapil, Anderson, Ellis, Alfredo, Poole, R.Sieg, K.Sieg, Bilicki, Scott, Hocevar, Ware, Caruth, Allgaier e Dye. 20 auto a pieni giri, 19 Chevy e una Ford. Arriva subito una caution per detriti perché J.Burton, già doppiato, perde ancora pezzi; lucky dog per Staropoli.

Nuovo tentativo ai -8 e Perkins e Smith cercano in tutti i modi di sostenere rispettivamente Hill e Love. La corsia di Jesse sembra quella messa meglio sulla carta, ma Poole e Allgaier riaprono la terza corsia, Love deve coprire, Kvapil si perde, Jesse perde inerzia e Hill chiude bruscamente sul compagno di squadra che, si capisce, non prende bene la manovra. Il gruppo è ancora disordinato ed Hill è troppo solo, infatti al giro successivo lo attacca, però Sammy Smith è ancora una volta poco lungimirante, spinge Austin e lascia il più forte davanti.

E la manovra non paga, perché pochi secondi più tardi Hocevar spinge Caruth sul rettilineo opposto, Rajah sbanda, si appoggia a Kvapil e poi finisce in testacoda; lucky dog per Green.

Si va ad uno sprint di due giri con Hill davanti a Smith, Love, Poole, Perkins, Allgaier, Retzlaff, Anderson, R.Sieg e Kvapil. Dopo il choose cone, Hill sta con Poole e Allgaier, Smith con Love e Perkins, dunque sulla carta Austin sembra ancora leggermente sfavorito. E invece tutte le carte si mettono in direzione #21. Dopo curva2 saltano fuori dalla linea Kvapil e Alfredo, l’esterno si disunisce ed Hill vola via con il suo trenino.

All’ultimo giro Austin copre gli attacchi al suo esterno che si ostacolano a vicenda lasciando spazio all’interno ad Anderson. Allgaier si libera di Poole e così Hill si trova completamente solo con ampio margine, sembra persino troppo, ma Justin, con una vettura ammaccata dagli incidenti, non riesce a prendere abbastanza scia.

Austin Hill vince così la sua 11esima gara su uno superspeedway davanti ad Allgaier, R.Sieg, Anderson, Smith, Ellis, Kvapil, Perkins, un deluso Love e Caruth. Le Chevrolet monopolizzano la top20 (Dye è 21°) sbriciolando un record NASCAR che durava da 43 anni.

I risultati odierni

La classifica della “United Rentals 300”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 delle 33 della NASCAR Xfinity Series 2025

I prossimi appuntamenti

Stasera a Daytona con diretta a partire dalle 19:30 ci sarà la 500 miglia della NASCAR Cup Series, la gara più prestigiosa della stagione. Diretta su P300.it come per tutte le altre gare NASCAR. La O’Reilly Auto Parts Series torna in pista sabato prossimo ad Atlanta.

Immagine: Media NASCAR

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