NASCAR | Truck Series, Daytona 2026: Chandler Smith vince a sorpresa la prima gara della stagione

Di: Francesco Gritti
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Pubblicato il 15 Febbraio 2026 - 13:30
Tempo di lettura: 13 minuti
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NASCAR | Truck Series, Daytona 2026: Chandler Smith vince a sorpresa la prima gara della stagione

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Chandler Smith vince la Fresh From Florida 250 al Daytona International Speedway

La stagione della NASCAR Craftsman Truck Series si apre con una delle gare più combattute mai svolte a Daytona. Chandler Smith conquista la vittoria della Fresh From Florida 250 grazie ad una piccola spinta, che dimostra quanto essere nel posto giusto al momento giusto possa fare la differenza, soprattutto sui superspeedway. Se sono queste le premesse, il 2026 si prospetta spumeggiante.

La stagione della NASCAR Craftsman Truck Series 2026 inizia, come da tradizione, al Daytona International Speedway, sede della Fresh From Florida 250. Il superspeedway in questione garantisce ogni anno gare piene di azione ed emozioni.

Il Daytona International Speedway è uno dei due superspeedway presenti nel calendario. Il circuito, costruito nel 1959, non è mai cambiato radicalmente, rimanendo sempre un ovale composto da 4 curve dalla lunghezza di 2.5 miglia (o 4 km), da percorrere sempre a pedale destro abbassato. L’ampio banking e le folli velocità che vengono raggiunte rendono la pista più veloce della Florida famosa per la possibilità di assistere a grossi incidenti, soprattutto nel finale di gara.

La Fresh From Florida 250 è la tradizionale gara di apertura del campionato. Tenutasi fin dal 2000, la prova di Daytona ha sempre regalato spettacolo: un esempio è rappresentato dall’edizione 2006, quando è stato registrato il record di velocità media in gara per la serie minore (ben 146 mi/h, circa 235 km/h). Anche la lunghezza, fissata a 100 giri, è oramai assodata, visto che non è mai cambiata negli anni.

Sono ben 44 gli iscritti alla prima gara dell’anno. Oltre ai 29 truck “titolari”, sono presenti a Daytona ben 15 veicoli che non parteciperanno a tutte le gare del campionato. Nei prossimi paragrafi saranno elencati i piloti presenti sui mezzi che non sono stati a un singolo pilota nel corso dell’intera stagione.

Spire Motorsports affida i suoi due Chevrolet, il #7 e il #77 a Michael McDowell e Carson Hocevar, entrambi piloti a tempo pieno del team in questione in Cup Series.

CR7 Motorsports schiera un secondo Chevrolet, il #97, per Jason Kitzmiller, il quale prova a qualificarsi a questa gara dopo averci provato anche nel 2022. Anche Rackley W.A.R. raddoppia, portando in pista Toni Breidinger. Niece Motorsports porta in pista ben 4 Silverado: il #4 viene guidato da Cleetus McFarland, (debuttante assoluto nella serie), il #42 da Travis Pastrana (al ritorno nella serie dopo 3 anni) e il #45 da Ricky Stenhouse Jr. (presente a tempo pieno in Cup Series con Hyak Motorsports) al debutto nella categoria.

Altri team che non partecipano a tutto il campionato sono presenti a Daytona su uno Chevrolet. FDNY Racing (Bryan Dauzat), GK Racing (Clay Greenfield), Norm Benning Racing (Norm Benning), TC Motorsports (Justin Carroll) e Greg Van Alst Motorsports (Greg Van Alst, iscritto anche nella gara di ARCA Menards Series con Maples Motorsports) provano a qualificarsi a questa gara.

Per quanto riguarda Ford, invece, il Team Reaume affida il #2 a Jason White, mentre il #22 viene guidato dal boss Josh Reaume. MBM Motorsports schiera un F150 per Tyler Tomassi, iscritto con lo stesso team anche alla gara di NASCAR O’Reilly Auto Parts Series. Il Ram #25 di Kaulig Racing, unico con “piloti volanti”, viene guidato da Tony Stewart (al ritorno in Truck Series per la prima volta dal 2005 e assente dalla NASCAR dal 2016).

Tricon Garage porta in pista ben 5 Toyota. L’#1 viene affidato a Taylor Gray (iscritto a tempo pieno in NASCAR O’Reilly Auto Parts Series) e il #5 a Nick Leitz. John Hunter Nemechek, pilota a tempo pieno in Cup Series con Legacy Motor Club, sale sul secondo Tundra di Halmar Friesen Racing, il #62. Timmy Hill e Hill Motorsports scendono in pista per la prima delle 17 uscite che hanno in programma.

Le qualifiche sono formate da due round, in cui i piloti hanno un solo tentativo per determinare la propria posizione al via. I migliori 10 della prima fase avanzano a quella successiva, che serve a definire le prime 5 file dello schieramento di partenza. Ty Majeski, pilota del Ford #88 di Thorsport Racing, conquista la terza pole position a Daytona (record nella Truck Series) grazie a uno straordinario 50.881″, tempo migliore di mezzo decimo rispetto a quello di Michael McDowell, secondo sullo Chevrolet #7 di Spire Motorsports.

Mini Tyrrell prende parte alla gara a seguito della decisione di includere tutti e 5 i Ram, che non hanno conquistato owner point (essendo assenti) durante la scorsa edizione del campionato. La decisione di assegnare degli “OEM” permetterà ai 1500 di partecipare alle prime gare (anche se non hanno rispettato i requisiti di accesso) senza rubare nessuno dei 36 posti in griglia. Il debuttante in questione, vincitore del reality show “Race for the Seat”, comincia quindi la sua prima gara in NASCAR dalla trentasettesima posizione.

Dato il limite di 36 vetture al via (esclusi eventuali Ram che non superano la fase di qualificazione, come già scritto nel paragrafo precedente), Dauzat, Hill, Carroll, Tomassi, Benning, Breidinger e Van Alst non prendono parte alla gara del venerdì sera.

La gara

McDowell, esterno, sfrutta la spinta del compagno Hocevar per imporsi immediatamente su Majeski, interno. I due avanzano così tanto da riuscire a sopravanzare il campione 2024, che viene bloccato fisicamente in curva 2.

La nascita di una terza corsia coincide con i primi rischi concreti di perdere la leadership. McDowell e Hocevar zigzagano per tutto il secondo giro prima di posizionarsi sui due poli opposti della pista: il veterano si sposta all’esterno, mentre il giovane all’interno, al termine della tornata.

La traiettoria di Hocevar sembra la migliore, visto che, all’inizio del terzo giro, prende la leadership. McDowell, però, non molla, e, dopo essersi spostato sulla linea centrale, accetta l’aiuto di Majeski e, così, supera Hocevar sul backstretch (tornata 4).

La corsa viene neutralizzata per la prima volta al termine del giro 6, in cui il debuttante McFarland, situato nella bassa top 10, perde il controllo del proprio Chevrolet, terminando la gara contro le barriere interne della pista. White sfrutta la caution per svolgere delle riparazioni al motore.

La ripartenza sorride a Hocevar, che, grazie anche all’ottima intesa con Taylor Gray, si impone su McDowell, che viene addirittura coperto dal compagno di squadra in curva 2. Il veterano, però, si ritrova la pista libera una volta raggiunto il backstretch. Al termine del primo passaggio in bandiera verde, McDowell è in testa. Hocevar, però, sfrutta la sua ottima intesa con Gray per tornare primo sul backstretch (giro 12). Contemporaneamente, all’esterno si crea una terza corsia.

La lotta per la prima posizione è estremamente aperta nella seconda metà del primo stage. Al giro 13, McDowell torna primo sul backstretch, con Hocevar che gli risponde alla seconda curva del passaggio successivo.

Al giro 15, Majeski spinge McDowell sul frontstretch. Il veterano sopravanza così Hocevar, che, nonostante una risposta strategica in curva 2, è secondo una volta raggiunta la linea del traguardo, alle spalle del compagno di squadra.

Hocevar e McDowell si scambiano più volte la testa nel corso del giro 16. I due piloti Spire, difatti, guadagnano in parti diverse del tracciato. Questa battaglia, però, distoglie l’attenzione dei compagni di squadra dall’avanzamento della terza corsia, pronta a diventare un vero e proprio pericolo per entrambi.

Hocevar strappa lo scettro della corsa dalle mani di McDowell all’altezza della quarta curva del giro 17. Il veterano, rimasto a capo della linea centrale, torna primo pochi metri prima del termine della diciottesima tornata.

La lotta fra Hocevar e McDowell si conclude durante il giro 19, in cui, dopo aver subito il sorpasso decisivo, il veterano (così come tutta la corsia centrale) sprofonda nel gruppo. La linea esterna, guidata da Eckes, avanza, obbligando il Silverado #77 a zigzagare per difendere la testa della corsa. Il vero rivale di Hocevar, durante l’ultimo giro del primo stage, è Tanner Gray. Il fratello di Taylor, diventato leader della corsia esterna, mette in difficoltà il rivale in forza a Spire fino al passaggio sotto la bandiera a scacchi biancoverdi.

Carson Hocevar, pilota dello Chevrolet #77 di Spire Motorsports, riesce a difendersi dagli attacchi avversari, vincendo così il primo stage a Daytona. Tanner Gray, Eckes, Nemechek, McDowell, Honeycutt, Majeski, Taylor Gray, Queen ed Enfinger completano la top 10. La corsa riparte dopo il rifornimento generale, condito dal lucky dog di White.

Nemechek, spinto da Taylor Gray, allunga dall’esterno su Hemric, che resta immediatamente arretrato nei confronti della coppia di Toyota. I due Tundra, una volta giunti sul backstretch, si prendono la leadership della corsia interna. Il pilota Cup, però, torna esterno poco prima di raggiungere la linea del traguardo.

La leadership di Nemechek dura poco. Al giro 29, difatti, il pilota “in prestito” ad Halmar Friesen Racing si sposta sulla nascente corsia centrale e sprofonda nel gruppone. Hocevar, esterno, torna così in testa alla corsa.

Al giro 30 le corsie tornano ad essere due. Quella esterna, guidata da Hocevar, viene recuperata in curva 4 da quella interna, con a capo Taylor Gray. Nonostante ciò, l’alfiere Spire taglia il traguardo in prima posizione.

Al giro 32, Taylor Gray riprova a dire la sua in curva 4. Questa volta, però, c’è McDowell a dare manforte al compagno di squadra, che viene spinto vistosamente sul frontstretch. Un evento nefasto, però, si abbatterà su Hocevar poco dopo.

Il giovane allunga sul frontstretch grazie alla spinta di McDowell. Taylor Gray si fa vedere in curva 2, ma Hocevar riprende la prima posizione sul backstretch prima di spostarsi interno. Alla 4, però, l’alfiere Spire decide di tornare esterno, compiendo un errore fatale.

All’inizio del giro 34, difatti, Hocevar si ritrova senza scia, perdendo così numerose posizioni. Riggs guadagna la testa dello schieramento nel momento in cui Hemric raggiunge i meccanici per una sosta improvvisata, che gli fa perdere diverse miglia nei confronti degli avversari.

Al giro 35, Smith si sposta esterno e supera Riggs sul frontstretch. Il pilota del #34, compagno di squadra del nuovo leader della corsa, si fa vedere qualche volta prima della fine del secondo stage, che avviene prima del previsto.

Alla quarta curva del giro 36, difatti, Garcia allarga la linea e tocca con lo spigolo posteriore sinistro quello anteriore destro di Stewart. Durante la caution conseguente all’impatto, entrambi i truck rientrano in pit lane per delle riparazioni. Nonostante abbia provato a riprendere la pista, la leggenda in forza a Ram si ritira prima del passaggio sotto la bandiera a scacchi biancoverdi.

Chandler Smith, pilota del Ford #38 di Front Row Motorsports, vince lo stage 2 a Daytona, terminato alle spalle della pace car. Riggs, Majeski, Taylor Gray, McDowell, Leitz, Eckes, LaJoie, Nemechek e Rhodes completano la zona punti. Al termine della sosta generale, in cui Hemric guadagna un giro, si riparte.

Leitz, esterno, prova senza successo ad allungare all’inizio del terzo stage. La spinta di LaJoie, difatti, non basta per contrastare Majeski, Stenhouse Jr. e Riggs, sulla linea interna, che completano il primo giro davanti tutta l’outside lane.

La terza corsia, creatasi pochi secondi prima della fine del giro 46, si fonde in malo modo con quella centrale durante il 47. Per questo motivo, i piloti situati su quelle due linee perdono i giochi di scia, garantendo a chi si trova interno la supremazia in classifica.

Al giro 51, la corsia centrale, guidata da Nemechek (spinto da Hocevar) risale lo china, ma Majeski si impone nuovamente in curva 4. La coppia di piloti Cup, però, riesce a recuperare ulteriore terreno sul frontstretch.

Nemechek sale quindi in prima posizione. Majeski, alla quarta curva del giro 52, prova, senza successo a passare il figlio d’arte, che riesce a restare davanti a tutti grazie alla spinta di Hocevar. Il giovane di Spire, però, sembra avere altri piani.

Hocevar, difatti, rompe l’alleanza con Nemechek, spostandosi interno alla seconda curva del giro 53. Il ventitreenne nato a Portage, Michigan, una volta superato il rivale e guadagnata la testa della corsa, torna sulla linea esterna.

Al giro 55, Majeski prende la linea interna in curva 2. Le chance di guadagnare la prima posizione da parte del campione 2024 diventano nulle nel momento in cui la spinta di Nemechek permette a Hocevar di allungare sul rivale, che si accoda alla 4.

La corsia interna questa volta guidata da Eckes, si rifà pericolosa al giro 58. Hocevar, questa volta, si sposta vicino alla doppia linea gialla in curva 2. Una volta raggiunto il backstretch, però, il giovane di Spire perde numerose posizioni, visto che si ritrova senza scia in mezzo al gruppo. Nemechek sfrutta la situazione favorevole per passare in testa.

Ben presto, però, entra in pista la pace car. La perdita di velocità da parte di Hocevar, difatti, era dovuta a una foratura alla gomma posteriore sinistra. Il giovane di Spire, mentre tenta di raggiungere la pit lane, perde il controllo del proprio Silverado in curva 4, causando la quarta caution di giornata. Durante la neutralizzazione delle posizioni, i piloti decidono di fermarsi addirittura due volte, dato che, così facendo, possono raggiungere la bandiera a scacchi senza ulteriori pit stop. Hemric lucky dog.

La ripartenza vede Haley, interno, che sfrutta la spinta di Rhodes per mettersi davanti a Tanner Gray, esterno, in curva 1. Sul backstretch si crea una terza linea, con a capo proprio il fratello di Taylor. Il nuovo acquisto di Ram, spostatosi in centro, viene superato dall’alfiere Toyota alla terza piega del tracciato.

Al giro 66, però, Haley mostra i muscoli. Il pilota Kaulig fa squadra con l’ex compagno LaJoie, che gli permette di superare Tanner Gray grazie ad una spinta da manuale. Il ventiseienne nato in Indiana si sposta poi sulla linea esterna, che diventa dominante entro poche miglia.

Durante i minuti successivi, sono (stranamente) pochi gli eventi degni di nota. Al giro 71, Enfinger perde la carcassa della gomma posteriore destra sul backstretch, mentre al 73 la presenza di doppiati rende la linea dominante l’unica effettivamente presente in pista.

Sul backstretch del giro menzionato poco fa, la presenza di White in una posizione pericolosa (a velocità molto inferiori rispetto a quelle del gruppo) obbliga Ankrum ad allargare leggermente la linea. Il pilota di McAnally, in questa occasione, tocca con lo spigolo posteriore destro del suo Chevrolet la gomma anteriore sinistra del Ford di Riggs.

Questa manovra, almeno inizialmente ignorata da tutti, risulta molto importante ai fini dell’economia di gara. Al giro 74, difatti, la gomma anteriore sinistra di Riggs si affloscia in curva 4. Il pilota, nonostante la situazione sia particolarmente complessa, riesce a controllare il proprio Ford, che, dopo una strisciata contro le barriere di curva 4, viene condotto fino alla piazzola di sosta senza generare alcun pericolo per gli avversari.

Le posizioni rimangono cristallizzate fino al giro 80. Hocevar, in questo frangente, fora nuovamente la gomma posteriore sinistra e perde il controllo del proprio Chevrolet sul frontstretch. Il pilota Spire passa dai meccanici per sostituire la gomma rimasta a terra e per dei controlli al fondo del truck, probabilmente danneggiato. Durante la caution, molti piloti nelle retrovie, tra cui spicca Ankrum, svolgono una sosta addizionale. Enfinger lucky dog.

Alla ripartenza, Haley, esterno, scatta bene. Nonostante ciò, Tanner Gray, aiutato alla spinta di Nemechek, riesce a superare il rientrante nella serie in curva 2. Una volta giunti sul backstretch, si crea una terza corsia, che, però, non riesce a rappresentare una minaccia per le posizioni di testa.

Tanner Gray, Nemechek e Ruggiero, tutti situati sull’inside lane, formano la top 3 alla fine del primo passaggio in bandiera verde. Subito dopo, il leader della corsa zigzaga sul backstretch per evitare l’avanzata della linea centrale. La scelta strategica dell’alfiere Tricon funziona, visto che riesce a terminare il giro in prima posizione.

Al giro 88, Hocevar si gira nuovamente in curva 4, ma non viene proclamato il regime di caution. Al novantesimo passaggio le tre corsie tornano alla pari. Ci vuole poco, difatti, per assistere a una nuova lotta per la prima posizione.

Cambio di leadership al giro 91. Eckes, a capo della linea esterna, avanza in modo incontrastabile e, in curva 4, supera Tanner Gray. I due continuano a lottare fino al passaggio numero 93, il cui il maggiore dei due fratelli su Toyota sprofonda nel mezzo del gruppo sul backstretch. McDowell sfrutta il caos per guadagnare la prima posizione.

Al giro 94, McDowell si sposta esterno in curva 2. A seguito dell’attacco fallito di Honeycutt, il veterano torna interno, lasciando così la testa dell’outside lane a Eckes. Il pilota di McAnally, rientrato in Truck Series dopo un anno trascorso nella classe di mezzo, guadagna la prima posizione una volta giunto sulla linea del traguardo.

McDowell, però, non si arrende. Il veterano, rimasto a capo della linea interna, si allea con Honeycutt e Haley, situati alle sue spalle. A volte, l’unione fa davvero la forza, dato che i tre superano Eckes al giro 95. Poco dopo, Riggs svolge una sosta improvvisa.

La corsa viene neutralizzata per la sesta (e ultima) volta al giro 96. In curva 4, Majeski spinge male Taylor Gray, che perde il controllo del proprio Toyota, che viene centrato dallo Chevrolet di Sutton e da quello di Boyd. Durante la caution si assiste alla sosta di Tyrrell, che, per evitare le vetture incidentate, ha strisciato contro le barriere per diversi metri. Ennesimo lucky dog di Hemric.

All’overtime, McDowell, interno, sembra inizialmente prevalere su Honeycutt, esterno, grazie alla spinta di Haley. In curva 2, però, il push di Ruggiero si rivela decisivo per permettere al nuovo arrivato in Tricon di imporsi sul veterano.

Honeycutt, una volta raggiunto il backstretch, si sposta interno per qualche secondo prima di tornare esterno. McDowell, rimasto sull’inside lane, va in testacoda in curva 4 e prende la strada della pit lane, perdendo di fatto ogni chance di vittoria.

Ultimo giro: sul backstretch, Nemechek esce dalla scia di Honeycutt e si butta interno, spingendo Ruggiero, nel frattempo passato in inside lane, oltre la doppia linea gialla. Il figlio d’arte prende così la testa della corsa.

Dopo essersi spostato al centro in curva 4, Nemechek stringe la linea per difendersi dall’avanzata di Ruggiero. La manovra del pilota di Cup Series, necessaria per coprirsi dal protetto di TRD, si rivelerà completamente inutile. Già, perché, nel caos degli ultimi metri, Majeski spinge Smith, che riesce a imporsi inaspettatamente sul resto del gruppo.

Chandler Smith vince a sorpresa la Fresh From Florida 250 al Daytona International Speedway. Il pilota di Front Row Motorsports è seguito sul traguardo da Ruggiero, Eckes, Majeski, Nemechek, Stenhouse Jr., Queen, Honeycutt, Ankrum e Friesen, che completano la top 10.

Chandler Smith, nato nel 2002 a Talking Rock, Georgia, conquista la prima vittoria del 2026. L’ottavo successo in Truck Series del pilota di Front Row Motorsports permette al giovane di rifarsi dopo aver fallito la qualificazione alla Daytona 500. Il campionato, però, è lungo e, con il nuovo format, questo trionfo non garantirà all’ex protetto TRD di accedere per direttissima alla lotta titolo.

I risultati odierni

La classifica della “Fresh From Florida 250”

La classifica generale

Così in campionato dopo 1 delle 25 della NASCAR Truck Series 2025

La vittoria odierna permette a Chandler Smith (65) di guadagnare la testa del campionato.

I prossimi appuntamenti

La NASCAR Craftsman Truck Series torna in pista sabato 22 febbraio per la Fr8 208, secondo round del campionato. Oltre alla serie in questione, saranno presenti all’EchoPark Speedway anche NASCAR Cup Series, NASCAR O’Reilly Auto Parts Series, AMS Legends of GA All-Star Race e AMS Bandolero of GA All-Star Race.

Immagine: Media NASCAR

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