WRC | Mārtiņš Sesks riparte da dove aveva lasciato: continuità o salto di qualità?

Di: Edoardo Scialanga
@edosciala03 edoardo_scialanga
Pubblicato il 12 Febbraio 2026 - 13:00
Tempo di lettura: 2 minuti
Condividi su
WRC | Mārtiņš Sesks riparte da dove aveva lasciato: continuità o salto di qualità?

RICEVI LE NOTIFICHEP300.it SONDAGGIO

Stesso programma, stessa vettura, stesso team: il 2026 dirà se l’esperienza fa davvero la differenza

Per Mārtiņš Sesks il 2026 è, almeno sulla carta, una copia perfetta del 2025: stessa vettura, stessa navigazione con Renārs Francis, stesso programma part-time con M-Sport Ford WRT al volante della Ford Puma Rally1. Cambia soltanto l’anno sul calendario.

La domanda, però, è inevitabile: se tutto è uguale, può essere diverso il risultato?

Sesks si prende qualche secondo prima di rispondere. La chiave, dice, è tutta nella gestione della conoscenza accumulata.

Ora ho questa esperienza, e il compito è mettere questa conoscenza al posto giusto, sulle cose giuste, e fare le scelte giuste. È qualcosa di nuovo anche per me: vedremo come riusciremo a usare ciò che abbiamo imparato. In Svezia capirò se riesco davvero a farlo.

Il programma 2026 ricalca esattamente quello dello scorso anno: almeno sei rally – Svezia, Portogallo, Acropoli, Estonia, Finlandia e Sardegna, con la possibilità di aggiungere anche l’Arabia Saudita. Una scelta che, pur non essendo ancora un impegno full-time, appare strategica.

Nel 2025 Sesks aveva alternato lampi di velocità pura a difficoltà fisiologiche su eventi mai affrontati prima o disputati per la prima volta con una Rally1. Quando invece le condizioni erano nuove per tutti – come in Arabia Saudita – aveva mostrato quella velocità “grezza” che gli aveva spalancato le porte del WRC.

In Arabia era tutto nuovo per tutti. È lì che volevamo dimostrare che c’è una grande differenza tra affrontare un rally per la prima volta mentre altri lo conoscono da anni e trovarsi invece tutti nelle stesse condizioni. In quei casi la velocità pura cambia per tutti.

La differenza nel 2026 è semplice ma sostanziale: ogni evento del suo calendario lo ha già affrontato almeno una volta. Questo significa meno incognite, meno stress organizzativo e più energia mentale da dedicare alla guida.

La Svezia sarà il primo test concreto di questa teoria. Qui Sesks e Francis chiusero sesti nel 2025. Oggi arrivano con una conoscenza diretta delle prove, del ritmo e della logistica.

Mi sento più rilassato, perché più o meno sappiamo cosa aspettarci. Sappiamo com’è il rally, dove andremo, come sarà organizzato. Anche restare nello stesso hotel aiuta: sembra una cosa banale, ma riduce lo stress e permette di concentrarsi meglio.

Non è solo una questione di comfort: è una questione di focus. La vera sfida per Sesks nel 2026 non sarà dimostrare di essere veloce – quello lo ha già fatto – ma trasformare la velocità in costanza. Se l’esperienza accumulata farà davvero la differenza, la risposta arriverà già questa settimana sulle nevi di Umeå.

Immagini: Red Bull Content Pool

Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi

È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.