La prima giornata di test a Barcellona spalanca subito le porte alle polemiche per un autogol clamoroso
Della prima giornata di test a Barcellona, più di quanto successo in pista (poco) e più che degli assenti illustri, merita due parole l’argomento che già sapevamo avrebbe suscitato qualche polemica: il test a porte chiuse.
In una F1 comandata da chi è disposto, per visibilità, a pubblicare reel con i cani dei piloti con pass paddock al collo, nel contesto di un mondo iperconnesso e di una platea che attendeva da tempo di vedere le monoposto del nuovo ciclo tecnico, blindare la pista di Barcellona è la scelta più inutile che potesse essere fatta.
Attenzione, però. Perché, in questo caso, il concetto di porte chiuse non è esattamente attinente al termine. La possibilità limitata di pubblicare immagini da parte dei team (sei al giorno in pista e sei del garage) lascia trasparire l’intento di voler indirizzare la comunicazione in un certo modo, ovvero mostrare determinate cose senza il rischio di doverne mostrare altre.
Cerco di essere più chiaro. La preoccupazione per questo ciclo tecnico monta da mesi, soprattutto riguardo i dubbi sulla gestione della nuova parte elettrica, la durata delle batterie e via dicendo. Ecco, in questo modo la F1 ha tentato di garantire (a sponsor, partners etc) e garantirsi che ci fossero poche speculazioni su eventuali problemi in pista, controllando e limitando quello che può essere pubblicato.
La realtà più probabile è che le preoccupazioni che abbiamo letto, sin dalle prime simulazioni di queste nuove monoposto, abbiano spinto per una specie di nascondino male eseguito. Di fatto, bloccare la fuoriuscita di informazioni è molto difficile al giorno d’oggi (delle tre bandiere rosse l’abbiamo saputo comunque) e fatico a capire l’esigenza di limitare le pubblicazioni da parte dei team sui social nel momento in cui tutto procede regolarmente.
Inizialmente mi ha fatto sorridere leggere che le guardie fuori dalla pista cercavano di fermare chi tentava di avvicinarsi. Ripensandoci, mi ha fatto tenerezza e poi mi ha dato fastidio. La F1 una volta era uno sport del popolo e spero che un giorno possa tornare tale. Certo, serve cambiare proprietà e interesse nei confronti dello sport stesso, e non succede di certo dalla sera alla mattina.
Detto questo lo confermo anche dopo aver visto le immagini di oggi. Le nuove macchine sono belle, nelle forme e nelle dimensioni. L’ala anteriore più stretta, interna alle ruote, fa tutta la differenza del mondo così come quei 30 centimetri in meno di passo, che sembrano pochi ma non lo sono per niente. Viste frontalmente, immaginandole senza Halo, si torna insomma alle linee pre 2009. Una boccata d’aria dopo tre lustri, eccezion fatta forse per il 2017, poco digeribili. Anche se faccio finta di dimenticarmi la ripartizione 50/50 tra termico ed elettrico: un dettaglio, per me, totalmente assurdo.
Immagine di copertina: Media Haas
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