Solberg riscrive la storia del Monte-Carlo diventando il più giovane vincitore di sempre, Daprà fa la storia nel WRC2, Fontana brilla nel WRC3 ed M-Sport chiude a zero
Il Rallye Monte-Carlo 2026 sta scrivendo una pagina che difficilmente verrà dimenticata: Oliver Solberg conquista la vittoria più prestigiosa dell’inverno, diventando il più giovane vincitore di sempre della classica monegasca dopo tre giorni vissuti sul filo tra asfalto umido, ghiaccio nero e neve. Alle sue spalle Elfyn Evans prova a rimettere tutto in discussione fino alla fine, mentre Sébastien Ogier chiude un Monte da incubo, lontano dai suoi standard, in una gara dove anche i campioni hanno dovuto spesso limitarsi a sopravvivere.
Il caos non ha risparmiato nessuno: forature, testacoda, ritiri pesanti e una domenica segnata anche da una bandiera rossa hanno ribaltato più volte gli equilibri, con l’ennesima dimostrazione che qui la lettura del fondo vale quanto il cronometro.
Dietro, lo spettacolo è stato totale anche tra le categorie: nel WRC2 arriva una storia enorme per l’Italia con Roberto Daprà, capace di strappare un risultato da copertina mentre in WRC3 Matteo Fontana firma una rimonta e un’impresa che profumano di futuro, fino ai clamorosi exploit nell’assoluta sul Col de Braus e sul Turini.
E come se non bastasse, la domenica si porta via anche un simbolo: con i ritiri di McErlean e Armstrong, M-Sport chiude il Monte senza punti costruttori, interrompendo una striscia che durava da oltre vent’anni. In un rally così, l’unica certezza è che ogni chilometro può cambiare tutto.
CRONACA
PS14 Col de Braus / La Cabanette 1
La SS14 Col de Braus / La Cabanette apre l’ultima giornata nel segno del Monte-Carlo più classico e imprevedibile: all’inizio, nella zona di Lucéram, appare quasi “guidabile” con tratti bagnati e viscidi, ma basta una curva per scoprire che il grip è una promessa che dura pochissimo. Poi la prova cambia faccia: asfalto umido, placche di ghiaccio improvvise e un finale più “invernale”, con neve e slush che puniscono chi si fida troppo presto.
In questo caos si esalta Adrien Fourmaux, che firma lo scratch a pari tempo con Elfyn Evans, mentre Thierry Neuville chiude terzo a +7.2 trovando finalmente una linea più pulita dopo un avvio complicato. Solberg, leader, limita i danni con un +8.5 senza prendersi rischi inutili, mentre Ogier paga caro il tratto più sporco e le insidie finali, chiudendo con +15.9: una speciale dove anche mezzo secondo “regalato” diventa una voragine.

Da segnalare l’ottimo passo di Armstrong, nettamente davanti a Katsuta, e soprattutto il colpo di scena in casa M-Sport: Munster non parte, fermato da un problema meccanico in road section, mentre Pajari non prenderà il via oggi.
E nella giungla di tempi “anomali”, spicca anche il dato clamoroso: con un netto miglioramento delle condizioni rispetto ai passaggi precedenti, Matteo Fontana e Alessandro Arnaboldi hanno firmato il miglior tempo assoluto con la Ford Fiesta Rally3, la vettura meno potente del lotto, riuscendo a mettersi alle spalle non solo le Rally2 ma anche le Rally1. A completare il quadro, nel WRC2 Léo Rossel ha addirittura piazzato il terzo tempo assoluto, davanti a Neuville: un segnale di quanto questa prova, pur “più pulita”, restasse ancora capace di rimescolare gerarchie e certezze.
PS15 La Bollène-Vésubie / Moulinet 1
La prima ascesa al Turini (SS15) ha, inevitabilmente, confermato tutta la crudeltà monegasca di questo Rallye: partenza su asfalto umido quasi rassicurante, poi – in quota – un cocktail micidiale di ghiaccio duro a bassissimo grip e neve, prima di ridiscendere verso Moulinet tra “slush” e chiazze bagnate che trasformavano le staccate in una roulette. In questo scenario Elfyn Evans è stato il più lucido e ha piazzato lo scratch, precedendo un Adrien Fourmaux molto incisivo e un Sébastien Ogier in controllo ma non perfetto.
Oliver Solberg, invece, ha rischiato grosso con un lungo in un tornante nella parte alta, limitando i danni e chiudendo terzo a 8”8 ma vedendo il suo margine in generale scendere a 42”0. Prova da dimenticare per Thierry Neuville: un errore con appoggio alla roccia e soprattutto lo stop per cambiare una ruota gli hanno fatto perdere oltre due minuti, pur restando aggrappato alla quinta posizione assoluta.
Dietro, Armstrong e Katsuta si sono giocati i distacchi sul filo della fiducia con il proprio mezzo, mentre il fondo continuava a cambiare “colore” curva dopo curva: qui, più che la velocità pura, contava leggere la strada un secondo prima che diventasse una pista di pattinaggio.
Ma, più che mai, è stata una prova figlia dell’evoluzione del fondo: con il passare delle vetture la strada si è progressivamente pulita, offrendo più grip e ribaltando la gerarchia dei tempi. In questo scenario Matteo Fontana / Alessandro Arnaboldi hanno firmato un altro risultato clamoroso, siglando il miglior tempo assoluto con la Ford Fiesta Rally3 e precedendo di appena 1”1 la Lancia Rally2 di Yohan Rossel / Arnaud Dunand; alle loro spalle Elfyn Evans ha messo lo scratch tra le Rally1, chiudendo terzo assoluto e limitando i danni in ottica classifica generale.
PS16 Col de Braus / La Cabanette 2
La PS16 del Rallye Monte-Carlo ha alzato ancora una volta la temperatura del weekend, ma si è conclusa in anticipo: la speciale è stata interrotta con bandiera rossa dopo un’uscita di strada di Sarrazin che ha lasciato l’auto in una posizione tale da rendere impraticabile il passaggio. Nessuna conseguenza fisica per l’equipaggio, ma abbastanza caos da spingere la direzione gara a fermare tutto e a instradare i concorrenti, dal numero 32 in poi, su un percorso alternativo.
Fino a quel momento, il tratto aveva mostrato un passo generale più sostenuto rispetto alla prova del mattino, senza però eliminare le trappole: lo dimostrano due ritiri pesantissimi, con le Ford di Jon Armstrong e Josh McErlean costrette ad alzare bandiera bianca, segnale chiarissimo che, anche quando “sembra” meglio, qui basta un attimo per pagare carissimo.
In chiave sportiva, Adrien Fourmaux ha sfruttato l’inerzia positiva costruita nelle ore precedenti e, grazie a una scelta pneumatici non convenzionale (due neve e due chiodate), ha trovato la chiave giusta per interpretare il fondo e rafforzare la sua spinta nella classifica Super Sunday. Oliver Solberg ha continuato a muoversi con margine e lucidità, restando vicino ai riferimenti, pur commettendo in PS16 una piccola sbavatura in staccata: episodio senza danni, ma utile a ribadire che l’obiettivo principale, a questo punto, era portarla a casa.
Giornata invece più complicata per Elfyn Evans, apparso meno incisivo del solito e incapace di tenere il ritmo dei diretti rivali, mentre Sébastien Ogier ha proseguito su una linea di gestione, limitando l’esposizione al rischio in un momento in cui ogni errore pesa doppio.

Nel WRC2 la situazione davanti è solida, con Léo Rossel che continua a comandare con un margine vicino ai due minuti, ma il vero duello è per la piazza d’onore: Eric Camilli e Roberto Daprà restano attaccati, separati da appena 4”6, e con la sola Power Stage all’orizzonte il finale promette di essere tesissimo. Una PS16 quindi segnata dallo stop forzato, ma capace comunque di lasciare il segno in un Monte-Carlo che, fino all’ultimo chilometro, non regala mai nulla.
PS17 La Bollène-Vésubie / Moulinet 2
Nella Power Stage (SS17) è Elfyn Evans a piazzare lo scratch in 20:06.7, chiudendo una prova tirata fino agli split e mettendo sul tavolo un riferimento pesante per tutti. Oliver Solberg arriva al traguardo a +6.5, ma il dato che conta è un altro: SOLBERG VINCE IL RALLYE MONTE-CARLO, diventando il più giovane vincitore della storia della gara. Evans completa il rally in seconda posizione assoluta a +51.8, mentre Sébastien Ogier chiude terzo: per lui è un Monte amaro, il peggior risultato di sempre qui, con anche la Power Stage conclusa a +17.3 dal compagno gallese.

Dietro, Adrien Fourmaux porta a casa il quarto posto finale (a +18.1 in prova), davanti a Thierry Neuville, protagonista anche di un testacoda nella speciale ma comunque quinto al traguardo del rally. In WRC2, festa grande per Léo Rossel, che si prende la vittoria di categoria, mentre Roberto Daprà suggella un weekend enorme con il podio finale: decisiva la penalità di Eric Camilli, arrivato 20 minuti in ritardo al CO e punito con +3’20, che spalanca all’italiano la strada verso la seconda piazza. Da segnalare anche la penalità per Hayden Paddon (+1’00 per anticipo al CO), in un finale dove ogni secondo ha pesato come un macigno.
A fine prova, Solberg si è lasciato andare a parole cariche di incredulità: “In questo momento non capisco ancora molto bene”, ha sorriso. “È un’altra giornata emozionante. Questo è stato il rally più difficile che abbia mai fatto nella mia vita. È il mio primo rally su asfalto con questa macchina e siamo qui… a vincerlo. Voglio dire un grande grazie a Toyota per la fiducia e per aver creduto in me: il lavoro di squadra è stato eccezionale.”

La prima gioia per la Lancia
La Super Sunday del Rallye Monte-Carlo si chiude con un risultato dal peso specifico enorme anche oltre la classifica assoluta: a firmare il miglior “mini-rally” della domenica è Yohan Rossel con la Lancia Ypsilon Rally2 HF, un successo che vale come messaggio tecnico e sportivo, perché costruito con lucidità su chilometri dove il fondo cambiava volto curva dopo curva.
E in mezzo a questo scenario da pura lotteria, il nome che brilla più di tutti è quello di Matteo Fontana: superlativo nella lettura dell’asfalto, nel capire quando spingere e quando sopravvivere, capace di trasformare l’evoluzione del grip in un alleato e non in una trappola. Dopo aver già stupito con il passo da “categoria superiore”, Fontana ha completato una domenica da protagonista assoluto, confermando che la sua non è stata un’eccezione ma una prestazione di livello, di quelle che restano impresse.
M-Sport, doppio ritiro e striscia interrotta:
Doppia beffa in casa M-Sport sulla penultima speciale: nel secondo passaggio del Col de Braus / La Cabanette (SS16) arrivano due ritiri pesantissimi, con McErlean fuori e Armstrong fuori nel momento più delicato del rally. Un colpo durissimo anche in ottica campionato: per la prima volta dal RAC Rally 2001, un pilota M-Sport non porterà punti utili al costruttori, chiudendo una striscia che sembrava interminabile.

WRC2
Nel WRC2 il Monte-Carlo si chiude con un verdetto che sa di impresa azzurra: Roberto Daprà firma un secondo posto storico per l’Italia, costruito con lucidità per tutto il weekend e trasformato in certezza proprio all’ultimo respiro. La svolta arriva sulla Power Stage, quando Eric Camilli incappa nella beffa più crudele: il francese si presenta in ritardo al controllo orario e si vede infliggere una penalità pesantissima (3’20”), che lo fa precipitare alle spalle dell’italiano e spalanca a Daprà la porta del podio finale.
Davanti, Léo Rossel gestisce e porta a casa la vittoria di categoria, mantenendo la tradizone di famiglia inaugurata dal fratello Yohan nel 2022. Ma dietro di lui è il trentino a prendersi la scena: non solo per il risultato, ma per la freddezza con cui ha saputo capitalizzare ogni occasione in un Monte-Carlo dove, fino all’ultimo chilometro, non c’è mai nulla di garantito.

WRC3
In WRC3 la domenica ha raccontato una piccola storia di resilienza tutta italiana, con Matteo Fontana protagonista assoluto in rimonta. Partito all’alba con un passivo pesantissimo – quasi 12 minuti di ritardo – il pilota della Ford Fiesta Rally3 non si è disunito e ha trasformato l’ultima giornata in una caccia continua, spingendo con lucidità sulle insidie del Turini tra cambi di grip e tratti traditori.
Il suo capolavoro, però, sta soprattutto nei picchi: trionfo nell’assoluta al Col de Braus e poi scratch anche sul Turini, risultati clamorosi ottenuti con la vettura meno potente del lotto, capaci di tener testa non solo alle Rally2 ma persino a diverse Rally1. Una rimonta di carattere, che da “giornata compromessa” si è trasformata in un finale da copertina nonostante abbia mancato la vittoria di categoria – andata al bravo Eric Royere– per meno di 4′.
Classifica finale assoluta (dopo SS17)
- Oliver Solberg 4:24:59.0
- Elfyn Evans +51.8
- Sébastien Ogier +2:02.2
- Adrien Fourmaux +5:59.3 (+0:30 pen.)
- Thierry Neuville +10:29.8
- Léo Rossel (WRC2) +12:58.4
- Takamoto Katsuta +13:05.4
- Roberto Daprà (WRC2) +15:07.9
- Arthur Pelamourgues (WRC2) +18:09.4
- Eric Camilli (WRC2) +18:36.4 (+3:20 pen.)
- Hayden Paddon +18:47.5 (+1:30 pen.)
SS17 – Power Stage (top-5)
- Evans 20:06.7 + 5pts
- Solberg +6.5 +4pts
- Ogier +17.3 +3pts
- Fourmaux +18.1 +2pts
- Yohan Rossel (Rally2) +20.4 +1pt
Super Sunday (top 5):
- Yohan Rossel / Arnaud Dunand (Lancia Ypsilon HF) — 1:07:55.0 — 5 punti
- Elfyn Evans / Scott Martin (Toyota GR Yaris Rally1) — +22.4 — 4 punti
- Adrien Fourmaux / Alexandre Coria (Hyundai i20 N Rally1) — +26.3 — 3 punti
- Matteo Fontana / Alessandro Arnaboldi (Ford Fiesta Rally3) — +29.7 — 2 punti
- Oliver Solberg / Elliott Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) — +29.9 — 1 punto
Classifica piloti assoluta dopo Monte-Carlo:
- Oliver Solberg – 30
- Elfyn Evans – 26
- Sébastien Ogier – 18
- Adrien Fourmaux – 17
- Thierry Neuville – 10
- Léo Rossel – 8
- Takamoto Katsuta – 6
- Yohan Rossel – 6
- Roberto Daprà – 4
- Arthur Pelamourgues – 2
Chiudiamo questo Rallye Monte-Carlo con il cuore pieno e la testa già alla prossima sfida: grazie a chi ci ha seguito prova dopo prova, tra neve, ghiaccio nero, slush e colpi di scena continui. Il vostro supporto – commenti, condivisioni, messaggi – è benzina pura. Ora si gira pagina: appuntamento al Rally di Svezia, dove (non) cambieranno fondo e condizioni, ma non la nostra voglia di raccontarvi tutto, fino all’ultimo chilometro.
Immagini: Red Bull Content Pool acmmedia
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