Tra neve, testacoda e colpi di scena sulla Bréole, il rally si accende prima della passerella bagnata di Monaco: sopravvive chi sbaglia meno. Solberg resiste
La giornata entra nel vivo con due speciali agli antipodi ma unite dallo stesso filo rosso: l’imprevedibilità. La PS12 La Bréole / Bellaffaire 2 è un autentico campo minato, con neve, ghiaccio e fondo mutevole che trasformano ogni nota in un rischio: errori, uscite e rientri miracolosi scandiscono una prova caotica e spettacolare, dove persino i leader devono “solo” restare in strada.
Poi arriva la PS13 sul circuito di Monte Carlo, una prova breve ma traditrice, segnata da una pioggia crescente fino a diventare torrenziale: i tempi si deformano, i distacchi si spiegano anche con la visibilità e l’acqua in carreggiata, e la classifica resta appesa alla capacità di leggere l’asfalto giro dopo giro. Dalla roulette del pomeriggio Oliver Solberg emerge nuovamente in testa.
CRONACA
PS12 La Bréole / Bellaffaire 2
La PS12 La Bréole / Bellaffaire 2 entra di prepotenza tra le prove simbolo di questo Monte-Carlo: caotica, spettacolare e imprevedibile, un vero campo minato dove neve, grip che cambiava curva dopo curva e visibilità ballerina hanno mandato in crisi mezzo Rally1. Il conto degli errori è stato impressionante: uscita di strada per Pajari (contro un albero con l’anteriore, equipaggio ok), testacoda e giravolte per Munster, Armstrong e Neuville, mentre Fourmaux ha commesso un errore senza conseguenze pesanti e Ogier è finito lungo, perdendo secondi preziosi ma riuscendo a ripartire.
Il momento più incredibile, però, è firmato Oliver Solberg: perde il posteriore e finisce fuori strada e dopo aver sradicato una staccionata, lo svedese fa inversione attraversando un prato innevato e tornando di cattiveria in prova. Nonostante i 12″ lasciati in quella disavventura lo svedese ha comunque ottenuto la vittoria di speciale a conferma di un feeling fuori scala con le condizioni estreme:
“Non so cosa sia successo lì, ma per tutta la prova sono stato super prudente”, ha spiegato lo svedese, “nelle note avevo segnalata la presenza di “rotaie”, stavo solo cercando di seguirle e in un’uscita, invece, c’era neve piena e compatta. Non me l’aspettavo: sono stato fortunato, molto fortunato”.
Giornata nerissima, invece, per Paddon, scivolato giù da una scarpata e rimesso in strada dal pubblico dopo alcuni minuti prima di fermarsi di nuovo per dare strada a Neuville per non ostacolarlo.

Nel WRC2 spicca, invece, il nostro Roberto Daprà, che firma lo scratch davanti a Yohan Rossel (Lancia), mentre la generale di categoria resta apertissima con Léo Rossel leader, Daprà secondo e Camilli terzo. Da segnalare il ritiro di Gryazin dopo un’uscita di strada.
PS13 Monaco Circuit
Sul leggendario tracciato del Circuit de Monaco, la PS13 ha chiuso la giornata in condizioni sempre più estreme: una pioggia partita leggera e diventata via via torrenziale ha trasformato l’asfalto in una trappola, spiegando tempi “sporchi” e distacchi anomali per una prova così breve e teoricamente lineare.
A prendersi lo scratch è stato Adrien Fourmaux, preciso e aggressivo nel momento più delicato, davanti a Katsuta (a soli 0”7) e a un Neuville finalmente più incisivo; Ogier resta vicino ai migliori, mentre Evans limita i danni senza prendersi rischi inutili. Solberg, solo decimo di speciale, gestisce però da leader: con il diluvio nel finale l’obiettivo non era fare spettacolo, ma portare a casa la prova e ripartire ancora al comando della generale, con Evans secondo e Ogier terzo, in un sabato che continua a premiare sangue freddo e lucidità nelle scelte.

WRC2
Nel pomeriggio la classe Rally2 ha vissuto un altro scossone pesante: Nikolay Gryazin, che fino a quel momento stava tenendo la scia dei migliori con la Lancia Ypsilon HF, è finito fuori dai giochi con il ritiro, lasciando la categoria senza uno dei riferimenti più credibili per il podio. Davanti, Léo Rossel ha continuato a gestire con lucidità una giornata piena di trappole, consolidando la leadership e imponendo un ritmo “pulito” in un Monte-Carlo dove basta una curva sporca per buttare via tutto.
Alle sue spalle si rimescolano le carte: Eric Camilli sale di peso nella lotta alta, mentre Roberto Daprà chiude il loop in quarta posizione, restando agganciato al gruppo che conta nonostante distacchi già importanti. Un pomeriggio in cui, più che la velocità pura, hanno contato nervi, precisione e capacità di sopravvivere.
WRC3: Rossi pregusta la vittoria
Nel WRC3 la situazione resta di pura sopravvivenza: dopo le ultime prove del sabato comanda Ghjuvanni Rossi in 3:34:36.6, ma con lo status di SuperRally a ricordare quanto sia stata una gara a eliminazione. Alle sue spalle Éric Royère paga 2:18.1, mentre Jean-Christophe Guibert scivola molto più lontano a +8:11.8. Più staccato Matteo Fontana, anche lui in SuperRally, a +18:23.6: distacchi pesanti che fotografano un WRC3 durissimo, dove ormai l’obiettivo principale è tenere la strada e arrivare.
Classifica assoluta (Overall) dopo SS13
- Oliver Solberg / Elliott Edmondson – 3:16:34.1
- Elfyn Evans / Scott Martin – +59.3
- Sébastien Ogier / Vincent Landais – +1:25.3
- Adrien Fourmaux / Alexandre Coria – +6:02.9
- Thierry Neuville / Martijn Wydaeghe – +7:23.0
- Jon Armstrong / Shane Byrne – +10:03.9
- Léo Rossel / Guillaume Mercoiret – (WRC2) +10:57.7
- Grégoire Munster / Louis Louka – +11:29.3
- Takamoto Katsuta / Aaron Johnston – +11:36.9
- Roberto Daprà / Luca Gugliemetti – (WRC2) +12:25.6
Immagini: Red Bull Content Pool
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