TCR IMSA Challenge | Daytona 2026: Brown-Dupont conquistano la seconda consecutiva, beffando la #33 a due giri dalla fine

Di: Marco Colletta
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Pubblicato il 24 Gennaio 2026 - 09:30
Tempo di lettura: 11 minuti
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TCR IMSA Challenge | Daytona 2026: Brown-Dupont conquistano la seconda consecutiva, beffando la #33 a due giri dalla fine

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Finale da shock con Dupont che nega di nuovo il successo a Morris, un anno dopo la prima vittoria Hyundai a Daytona

Un avvio di stagione sicuramente elettrizzante quello andato in scena questo fine settimana a Daytona. La 4 Ore che ha fatto da apripista al 2026 dell’IMSA Michelin Pilot Challenge non ha di certo annoiato grazie a un susseguirsi di cambi di leadership a un indecisione sul primo vincitore TCR dell’anno, che si è protratta fino all’ultimo giro. A salire sul gradino più alto del podio ancora una volta Preston Brown e Denis Dupont.

I veri e propri protagonisti di questa prima gara sono però stati altri. Da un lato la Hyundai #33 di Bryan Herta Autosport che per gran parte della corsa si è mantenuta davanti a tutti grazie all’ottima partenza di Mason Filippi, allo stint da incorniciare di Josh Buchan, che addirittura alle sue prime battute si è portato da quarto a primo in poche curve, e al finale di Bryson Morris che ha dovuto resistere a Denis Dupont.

Dall’altro c’è la Cupra #99 del Victor Gonzalez Racing, che ha mostrato il passo vincente ma che a causa di una partenza dal fondo – dopo la squalifica nelle prove ufficiali – e quattro Drive Through rimediati in 240 minuti, è stata chiamata più volte alle rimonte forsennate (e spettacolari) di Franco Girolami prima e Tyler Gonzalez poi.

A ritagliarsi una fetta di scena ci sono stati anche la Cupra di Stallion Motorsports, capace di rimanere al vertice dopo la pole, ma finendo la gara dopo un’ora a causa di un’incidente, e la Honda di HART che ha fatto sognare i tifosi della Civic per un ritorno al successo a Daytona dopo 7 anni, anche se il finale rocambolesco non li ha nemmeno visti giungere al traguardo.

Alla fine a vincere è stato nuovamente l’equipaggio formato da Preston Brown e Denis Dupont, il quale ha bissato il successo dello scorso anno, riportando la #76 di BHA davanti a tutti. Un sorpasso al penultimo giro affondato dal belga su Bryson Morris, che ha negato a lui, Mason Filippi e Josh Buchan di partire in crescendo la stagione, anche perché tra le due Elantra si è proprio infilata la Honda di HART con Chad Gilsinger, Tyler Chambers e Cameron Lawrence.

QUALIFICHE

Le prime due sessioni di prove libere del weekend, disputate tra mercoledì e giovedì, avevano visto sempre Franco Girolami come pilota più veloce, il quale era così riuscito a portare per due volte la Cupra León VZ del Victor Gonzalez Racing in cima alla classifica dei tempi.

Il tre volte campione TCR è riuscito a replicarsi anche il giovedì sera, mettendo a segno la tornata più rapida anche nella sessione più importante, quella delle qualifiche con un tempo di 1:56.852 che aveva permesso a lui e a Filippo Barberi di conquistare la pole position al debutto nell’IMSA e a Tyler Gonzalez la seconda in tre gare. Un’irregolarità tecnica ha però spinto tutto l’equipaggio #99 in fondo allo schieramento, dopo essere stato estromesso dai risultati delle prove ufficiali.

A ereditare la pole position è stata quindi la vettura gemella #77 dello Stallion Motorsports che, a sua volta al debutto, è quindi scattata davanti a tutti grazie al miglior tempo fatto segnare da Celso Neto in 1:56.982. Anche per il brasiliano si è trattato della prima pole nel TCR, mentre è stata la prima lontano dal TCR South America per Raphael Reis, anche lui alla prima apparizione in terra nordamericana.

Una partenza al palo guadagnata per 270 millesimi sui favoriti dopo la ROAR Before the Rolex 24, ovvero la Honda #5 del KMW Motorsports, con Rocco Pasquarella che si è mostrato nuovamente veloce, tanto da guadagnare la prima fila.

Solo un terzo tempo per la prima delle Hyundai di Bryan Herta Autosport, la #33 che l’anno scorso aveva iniziato la stagione proprio con il miglior riscontro nelle qualifiche. Un distacco superiore ai quattro decimi per l’equipaggio formato da Bryson Morris, Mason Filippi e Josh Buchan. Entro il secondo si è piazzata anche un’altra Honda, quella di MMG.

Oltre il secondo di gap dal battistrada si sono ritrovate le posizioni dalla quinta in poi, con la Hyundai #76 a precedere quella del campione in carica Harry Gottsacker (#18), che si è ritrovato a partire solo sesto. A chiudere la Top10, la prima Audi del Baker Racing, con Dean Baker e Riedmann, quindi la Cupra di Gou, la quarta Hyundai di BHA e infine anche la seconda Audi di Baker.

RISULTATI COMPLETI QUALIFICHE

GARA

Partenza regolare per la lunga corsa che questa volta non ha riservato colpi di scena come la passata stagione. Neto è riuscito a mantenere la prima posizione, anche se Pasquarella ha provato fin dalle prime curve a farsi spazio per salire al comando. Di certo infuriata è stata invece quella di Girolami, che già alla prime frenata aveva preso il posto davanti all’Audii di Rockwell, risalendo fino al 13esimo posto al termine del primo passaggio.

I primi quattro chilometri della gara si sono conclusi con Neto davanti per soli 67 millesimi su Filippi che intanto ha superato sia Pasquarella che Montour. Il pilota di Hyundai è poi andato a prendersi la leadership della corsa nelle battute iniziali del secondo giro, mentre brasiliano è rimasto incollato allo statunitense non perdendo il ritmo impresso dal #33.

La rimonta di Girolami è arrivata a portare l’argentino al quinto posto in solo un quarto d’ora, con il tre volte campione TCR che è salito a meno di tre secondi dalla leadership in appena sette giri. Il terzo posto provvisorio è arrivato poco dopo, dopo nemmeno venti minuti, essendosi sbarazzato in un passaggio sia di Montour che di Pasquarella, superato anche dal canadese.

Le posizioni sono rimaste pressoché invariate fino all’arrivo della prima caution della corsa giunta al 40esimo minuto. Solo dopo poco più di cinque minuti è avvenuto il primo valzer di pit stop, che ha permesso a Girolami di uscire davanti a tutti, con il compagno di squadra Tally e la Honda di Montour alle sue spalle. La Hyundai del leader è scesa in quarta posizione, in quanto Filippi ha lasciato il sedile a Buchan, mentre molto lento è stato lo stop di Neto, che è rimasto in macchina precipitando però al penultimo posto.

Incredibile colpo di scena al 55esimo minuto quando, ancora in regime di Safety Car e quasi in procinto di ripartire, una vettura GS arrivata di gran carriera ha colpito prima la Cupra di Stallion Motorsports – con Neto che stava scaldando le gomme e non ha visto l’arrivo della GT4 – e quindi quella di Gou Racing. Per le due León VZ dei team “cugini” la corsa è finita prima ancora del termine della prima ora.

La neutralizzazione ha finalmente avuto termine dopo oltre 35 minuti e alla ripartenza Girolami ha dovuto fare le spalle grosse davanti a Montour e Buchan, che hanno subito preso posizione su Tally. L’australiano è quindi salito in seconda piazza e poi in prima in meno di mezzo giro, mettendo anche diverse vetture GS tra sé e l’argentino, grazie a uno slalom da cineteca attuato nell’infield.

Una ripartenza da dimenticare invece per Montour, che non solo ha perso posizioni, ma al secondo giro di bandiera verde è finito anche contro le barriere della prima curva dopo un contatto con Girolami – che successivamente ha subito un Drive Through -, dal quale ad averne la peggio è stata la Honda canadese, la quale rimanendo ferma ha anche obbligato all’esposizione della seconda bandiera gialla.

Il ko della Civic ha permesso a Dupont di salire in terza posizione, davanti al compagno di squadra Miller, mentre a scalare diverse posizioni – durante le prime fasi della ripartenza – sono state le Audi con la #31, la #56 e la #52 piazzatesi quinta, sesta e settima.

Questa volta la bandiera gialla è stata protagonista per nemmeno dieci minuti e con 2h40 rimaste, i motori sono tornati a spingere al massimo. In ripartenza Buchan ha perso la leadership, a vantaggio di Miller dal terzo posto, con Girolami rimasto secondo. L’australiano ha però ripreso quanto meno il piazzamento sull’argentino in primo momento, salvo poi riottenere anche quella sul compagno di squadra, ritornando al comando della corsa in meno di un giro dopo averla persa.

Un giro più tardi, con la penalità scontata da Girolami, tre delle quattro Elantra N di Bryan Herta si sono trovate nelle prime tre posizioni, con Buchan davanti a Miller e Dupont. Pasquarella ha invece conservato il quarto posto come primo degli altri. Nei giri successivi è arrivata l’inversione di posizione tra i due inseguitori al leader, con il belga che si è poi immediatamente incollato agli scarichi del campione australiano, mentre l’americano ha perso contatto dai primi due.

Il sogno di Cupra è diventato sempre più un incubo in quanto anche la terza caution è stata causata dallo stop di una León VZ. In questo caso la colpa è stata della #21 di Victor Gonzalez Racing, mentre Tally si trovava in ottava posizione. L’auto spagnola si è ammutolita nell’infield, lasciando così la sola #99 ancora in attività, anche se al momento in nona piazza.

A ridosso dello scoccare della metà di gara è arrivato anche il momento del secondo pitstop per le vetture TCR, alcune delle quali hanno affrontato anche il secondo cambio pilota. A uscire davanti a tutti è stato Dupont, che essendo rimasto al volante ha ereditato la leadership. Alle sue spalle Vance, quindi Conwright, Farnbacher (subentrati rispettivamente a Sam Baker, Rumburg e Pegram) e solo al quinto posto Morris, che ha preso il posto di Buchan.

Tre minuti dopo il giro di boa, la bandiera verde è tornata protagonista a Daytona e Dupont ha subito messo mezzo secondo di vantaggio sul duo Audi. Il caos creato a centro gruppo dalle vetture GS ha poi portato Farnbacher al comando, davanti a Dupont e Vance, mentre il campione in carica Gottsacker si è addirittura issato al quarto posto davanti a Morris.

Il periodo di regolarità è però durato solo tre minuti, in quanto ancora una volta la Pace Car è stata costretta a rimettersi davanti a tutti per rimuovere i detriti lasciati dai piloti GS.

Con 105 minuti rimasti sul cronometro, la competizione è ripartita, ma almeno nel primo giro le posizioni sono rimaste congelate, tranne per Gonzalez. Una partenza a fionda per il pilota che ha conquistato le ultime due vittorie IMSA, volando dal nono al quarto posto, mettendosi giusto alle spalle di Morris per la terza piazza.

Dopo poco meno di una decina di minuti è arrivato l’attacco di Gonzalez a Morris, con il pilota Cupra che è riuscito a chiudere il sorpasso per il terzo posto nel corso del sessantesimo giro.

Farnbacher è rimasto al comando anche quando insidiato da Dupont al 64esimo giro, aiutato da Gonzalez che nel tentativo fallito dal belga, ha provato a infilarsi per la seconda piazza.

Ancora una volta la corsa è stata neutralizzata da una bandiera gialla esposta a un’ora e mezza dal termine, che ha permesso dopo una decina di minuti di effettuare un’altra sosta per tutte le vetture. Questa volta i più rapidi sono stati i meccanici della Hyundai #33 che hanno consentito a Morris di saltare da quarto a primo, ed essere seguito da Farnbacher, Dupont e Barberi. La #99, con il cambio pilota, ha infatti perso nuovamente la posizione provvisoria sul podio.

A un’ora e un quarto dalla fine il regime di bandiera verde è tornato padrone a Daytona. Morris è rimasto davanti, ma l’aggressivo Barberi ha provato a saltare in seconda posizione, giocandosi la piazza con Dupont. Purtroppo l’italiano è stato costretto a rientrare ai box, insieme a Gottsacker (a causa della perdita del paraurti posteriore) al termine del primo giro dopo la ripartenza. Al pilota di Mestre è stato inflitto un Drive Through per essere ripartito in anticipo dalla piazzola di sosta.

Quest’alternanza di verde e gialla ha obbligato a un nuovo stop della corsa dopo l’incidente che ha coinvolto Dean Baker, mentre era ottavo, il quale ha distrutto l’anteriore della sua Audi.

Gli ultimi 60 minuti sono scattati con la bandiera verde, ma negli stessi istanti un problema di delaminazione all’anteriore sinistra dell’Audi di Conwright, che lo ha costretto ai box. Davanti a tutti Dupont è rimasto al comando davanti a Farnbacher, ma con un sorpasso all’esterno nell’infield, il tedesco ha ottenuto la leadership della corsa, mentre Morris ha provato a passare il compagno di squadra per risalire al secondo posto.

Se davanti la situazione è rimasta congelata con i primi tre sempre racchiusi in meno di mezzo secondo, in fondo al gruppo è iniziato l’ultimo giro di soste, con Barberi e Wilkins ad aprire le danze. L’italiano, violando il limite di velocità, ha però subito un’altro Drive Through: il quarto per la #99 nel corso della gara.

Dei piloti di testa, il primo a rientrare è stato Morris, quando occupava il terzo posto, quindi è stato il turno di Dupont e infine quello di Farnbacher. Lo stop di Pegram Racing è stato abbastanza confusionario in quanto i meccanici hanno dato l’impressione di dover cambiare le gomme, salvo poi mantenere lo stesso set anche per l’ultimo stint.

E proprio questo momento è stato decisivo dato che la #72 ha subito un Drive Through perché la gomma anteriore destra era stata posizionata in piazzola, ma senza la presenza di un meccanico per la sostituzione.

Il sorpasso per il primo posto è arrivato prima ancora che la Civic scontasse la sanzione, con una staccata decisa, alla Le Mans Chicane, del giovane di BHA ai danni del tedesco di Pegram Racing a 25 minuti dal termine.

Oltre al danno, la beffa in casa Pegram Racing perché la Civic #72 ha subito anche una foratura all’anteriore destra (quella che avrebbero dovuto sostituire, ndr) alla staccata della prima curva a 22 minuti dalla bandiera a scacchi, vanificando così anche l’opportunità di poter chiudere in Top5. La fine della corsa di Farnbacher è arrivata poche curve più tardi, con l’europeo che ha parcheggiato la sua macchina dietro le barriere.

Dopo un’intensa sfida di nervi tra le due Hyundai per tutta l’ultima mezz’ora, al terz’ultimo giro – grazie anche ai doppiaggi da parte delle vetture GS dei giri precedenti – è arrivata anche la Honda di HART a infilarsi nella battaglia per la vittoria. Nell’infield, durante il penultimo giro, Dupont ha rotto gli indugi sorprendendo Morris per il primo posto e così ha fatto anche Lawrence alla chicane sul rettilineo di ritorno per il secondo.

All’ultimo passaggio Morris ha provato a riprendersi quanto meno il piazzamento sulla vettura di HART, ma senza successo.

Denis Dupont e Preston Brown vincono per la seconda volta consecutiva la 4 Ore di Daytona, regalando anche a Hyundai e Bryan Herta Autosport la seconda affermazione nella grande classica. Seconda posizione per la Honda #89 di HART con Cameron Lawrence, Chad Gilsinger e Tyler Chambers, quindi terzo gradino del podio per la Hyundai #33 con Mason Filippi, Josh Buchan e Bryson Morris.

Fuori dal podio la terza Hyundai del BHA, la #98, seguita dall’Audi #52 di Baker Racing, quindi dalla Honda #5 di KMW Motorsports, che dopo l’entrata in pista di Tim Lewis Jr non ha più mantenuto le prestazioni al vertice mostrate da Rocco Pasquarella. Dopo i problemi al paraurti posteriore l’Elantra N #18 del campione in carica Harry Gottsacker termina al settimo posto. Al traguardo anche l’Audi RS 3 #31 di RVA e la Hyundai #15 di Rockwell in ottava e nona piazza.

Dopo i quattro Drive Through rimediati e il ritorno in pista di Franco Girolami, anche l’ultima Cupra – la #99 di Victor Gonzalez Racing – ha alzato bandiera bianca a pochi giri dal termine, chiudendo in decima piazza.

RISULATI COMPLETI GARA

CLASSIFICA E PROSSIMO APPUNTAMENTO

Si apre dunque allo stesso modo di un anno fa la classifica della classe TCR nel Michelin Pilot Challenge con Denis Dupont e Preston Brown davanti a tutti.

  1. Preston Brown / Denis Dupont – 350 pts
  2. Tyler Chambers / Chad Gilsinger / Cameron Lawrence – 320 pts
  3. Josh Buchan / Mason Filippi / Bryson Morris – 300 pts

Il TCR IMSA Challenge tornerà in pista tra due mesi con il secondo appuntamento della stagione che si disputerà a Sebring nel weekend del 19-21 marzo.

Immagini: IMSA / Jake Galstad

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