Blog | Ferrari, il pericolo quarto posto (che le è sempre appartenuto) e l’innominabile parola: fallimento

Di: Alessandro Secchi
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Pubblicato il 6 Ottobre 2025 - 14:00
Tempo di lettura: 3 minuti
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La Rossa esce da Singapore malconcia, con Mercedes che scappa e Red Bull (con un solo pilota) che si avvicina. Ma è dura ammettere la realtà

Fino a poche settimane fa c’era la scusa che la Rossa era seconda nel mondiale Costruttori per tenere in piedi la narrazione, molto fantasiosa, di una stagione lontana dall’essere fallimentare. Eppure, per chi questo campionato l’aveva compreso, era chiaro che quel secondo posto – con la Rossa doppiata dalla McLaren – era gentilmente concesso non tanto dalla superiorità della Ferrari rispetto alle dirette rivali, quanto da elementi contingenti di un certo spessore.

La scampagnata della SF-25 al secondo posto del mondiale dedicato alle squadre era, infatti, stato permesso da un paio di elementi non di poco conto. Il primo era quello dei problemi tecnici avuti da Mercedes durante la parte estiva, oltre ai problemi di Kimi Antonelli che avevano causato altri ritiri con conseguenti zero punti in classifica. Il secondo elemento era, e resterà, quello di una Red Bull che corre il mondiale praticamente con una sola macchina. Dei 290 punti totali del team di Milton Keynes, 273 sono segnati a nome di Max Verstappen.

Diventa quindi logico capire che il secondo posto, di cui alcuni esponenti della Rossa si sono vantati per diverse gare, fosse, in realtà, una fantastica allucinazione. Ora che in Mercedes i conti sono tornati e che Red Bull – sempre col solo olandese – è tornata a macinare punti, la situazione sta iniziando a diventare complicata. Il team di Brackley ha preso il largo ed ora la Rossa è molto più vicina a chi la segue (Red Bull, 8 punti) che a chi le sta davanti (Mercedes appunto, di 27).

In tutto questo, si sentono sempre e solo le stesse parole da parte del suo team principal. C’è potenziale da estrarre, la colpa è delle qualifiche, il passo c’è (al venerdì) e poi, magicamente, sparisce. In tutto questo la comunicazione della Rossa fa passare come buoni risultati dei quinti, sesti, settimi posti che, solo tre lustri fa, avrebbero fatto gridare allo scandalo, certificando l’abitudine ad una mediocrità di risultati che non dovrebbe essere di casa a Maranello.

Leclerc ha il volto di chi non ce la fa più ed è l’unico a dire le cose come stanno, Hamilton si fa bastare soddisfazioni di poco conto come stare davanti in qualifica, una volta tanto, nell’anno peggiore della sua carriera. Insomma, sembra di vivere in un metaverso nel quale nessuno non solo non si incazza, ma non proferisce nemmeno parola su risultati disastrati, doppie squalifiche, esclusioni in Q1 o Q2, magici telai che si rompono e si riparano da soli e freni che saltano in aria.

La parola fallimento per questa stagione, nella quale vincere una gara rappresenterebbe un vero miracolo senza alcun merito, sembra non poter essere utilizzata. Ma non viene in mente altro termine per definire, a sei gare dal termine, una delle stagioni più brutte della Rossa degli ultimi trent’anni; con l’aggravante di aver preso in giro, ancora una volta, milioni di tifosi con frasi fatte ed illusioni da fuffaguru all’inizio dell’anno.

Così non si va da nessuna parte. Ma a doverlo capire, evidentemente, resta chi non ne è in grado.

Immagine di copertina: Media Ferrari

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