Corey Heim ha dominato finora la stagione, in modo quasi imbarazzante. Sono però in arrivo gli short track, occhio alla coppia Riggs-Majeski
Sta per finire agosto, la temperatura esterna sta calando, ma quella nell’ambiente NASCAR sta salendo. Iniziano i playoff e a cominciare il girone finale è la Truck Series. Poco più di due mesi e sette gare per selezionare i 10 piloti qualificati e assegnare il titolo 2025. Non bisogna nascondersi dietro ad un dito, finora la stagione è stata monopolizzata e dominata, quasi in modo imbarazzante, da Corey Heim, un talento a cui la categoria sta sempre più stretta visti i numeri da statistiche all time che sta portando a casa.
Ma i playoff sono i playoff e non guardano in faccia a nessuno. Phoenix è all’orizzonte e, proprio in quanto Phoenix, riapre il pronostico anche agli altri tre che, con moltissima probabilità, affronteranno Heim in Arizona. I protagonisti degli short track come Riggs, Majeski e Chandler Smith sono disposti ad affrontarlo nonostante tutto ad armi pari, annullando progressivamente il ritardo dalla #11.
I 10 piloti
65. Sessantacinque. Sì, non è un refuso: Corey Heim ha conquistato 65 playoff point in 18 gare. Un numero da record frutto di sette vittorie, 15 stage e la vittoria nella regular season. Tutti gli altri messi insieme ne hanno assommati 93 e questo rende ancora più l’idea, tanto quanto il fatto che il pilota Tricon arriva a Darlington con la certezza che anche stando a casa resterebbe sopra la linea del taglio.
Solo metà dei piloti si sono confermati rispetto all’anno scorso (Heim, Ankrum, Majeski, Enfinger e Caruth), in quanto ben quattro (Eckes, Sanchez, Gray e Dye) sono passati in Xfinity Series mentre il campione del 2023 Ben Rhodes è stato battuto per l’ultimo posto dal compagno di squadra Garcia. New entry assolute Riggs, Chandler Smith, Hemric ed Honeycutt.
Detto del dominio di Heim, dietro alla #11 il gruppo si presenta abbastanza compatto, ad inseguirlo ci sono Riggs e Smith e, poi, sette piloti racchiusi in appena 17 lunghezze, dunque la battaglia nel primo turno sarà intensa fin da subito.
Per quanto riguarda i team, Front Row Motorsports (Riggs e Smith), McAnally-Hilgemann (Hemric ed Ankrum) e ThorSport (Majeski e Garcia) hanno piazzato ciascuno due piloti ai playoff, uno ciascuno per Tricon Garage (Heim), CR7 Motorsports (Enfinger), Spire Motorsports (Caruth), in chiusura l’anomalia Honeycutt che ha conquistato gran parte dei playoff point con Niece Motorsports prima di essere scaricato e preso al volo da Halmar Friesen Racing fino al termine della stagione. Per i playoff, dunque, ci saranno in corsa quattro Chevrolet, quattro Ford e due Toyota.
Nelle 16 gare della regular season sono andate disperse quattro vittorie, prima fra tutte quella di Stewart Friesen in Michigan arrivata prima del drammatico incidente avvenuto per il canadese ad appena due gare dai playoff matematicamente conquistati. Tre le gare conquistate dagli ospiti della Cup Series: Kyle Busch ad Atlanta, Kyle Larson ad Homestead e Carson Hocevar in Kansas.

Di seguito verranno presentati uno per uno i piloti qualificati in ordine di classifica dopo il reset del punteggio. Le monografie sono a cura di Gabriele Dri e Francesco Gritti.
Corey Heim (2065)
Si può definire con una sola parola la stagione di Corey Heim? Sì, ed è “dominante”. Basta guardare i dati per comprendere quanto il classe 2002 nato a Marietta, Georgia, sia stato superiore alla concorrenza. Insomma, 7 vittorie (ottenute a Daytona, Las Vegas, Texas, Charlotte, Lime Rock, Watkins Glen e Richmond), 12 top 5 e 14 top 10 (più un’altra in Xfinity Series) in 18 gare, oltre a più di 1000 giri in testa, non si ottengono solamente desiderandoli! Si può dire, quindi, che il pilota del Toyota #11 di Tricon Garage abbia, senza usare mezzi termini, dominato la regular season, anche in virtù della concretezza che ha mostrato su circuiti estremamente diversi l’uno dall’altro.
Che sfide dovrà affrontare Corey durante i playoff? Probabilmente solo arrivare a Phoenix tranquillo ed evitare di commettere errori durante il finale di stagione. Certo, anche se la sua presenza al Championship 4 sembra già scontata (parte con 65 playoff point, 39 più di chiunque altro), il ventitreenne avrà bisogno di impegnarsi anche nelle prossime 6 gare per poter crescere ancora di più. Anche se il futuro sembra portarlo altrove, Heim deve ancora conquistare il titolo in Truck Series. In caso ciò non accada, beh, sarebbe un grande, anzi gigantesco, peccato, anche perché nessuno ama lasciare i lavori a metà…

Layne Riggs (2026)
Possiamo definire Layne Riggs l’anti-Heim? No. Tuttavia potrebbe essere interessare vedere i due talenti a confronto. Va detto, però, che, seppur sia cresciuto moltissimo tra la fine del 2024 e il 2025, Layne non è ancora riuscito a mettere davvero i bastoni fra le ruote al rivale. Nonostante ciò, il bottino della regular season è decisamente invitante, dato che si è portato a casa 2 vittorie (a Pocono e IRP), 8 top 5 e 11 top 10: mica bruscolini!
Il ventitreenne di Bahama, North Carolina, seppur abbia la stessa età di Heim, possiede, però, una carta in meno rispetto al dominatore del 2025 chiamata esperienza. Già, perché per Layne questa è la prima partecipazione ai playoff. Il Ford #34 avrà pochi problemi ad arrivare al Round of 8: Riggs ama moltissimo Darlington e pensa di avere concrete chance di vittoria a Bristol. Bisogna però capire se effettivamente riuscirà a strappare un biglietto per il Championship 4 al termine della “lotteria” del trittico Roval-Talladega-Martinsville. In caso tutto segua i piani, non mi stupirei se lanciasse il guanto di sfida a chiunque a Phoenix. E onestamente non vedo l’ora che ciò accada.

Chandler Smith (2019)
Il ritorno di Chandler Smith nella NASCAR Truck Series dopo due stagioni di assenza, in Xfinity Series con tre successi e un percorso concluso sul più bello, non è stato semplice soprattutto nella fase invernale quando il 23enne della Georgia ha rischiato davvero di rimanere senza sedile. Alla fine Chandler si è accasato con Front Row Motorsports ed il talento non è andato perduto. 13 top10 in 18 gare non sono numeri da poco, tuttavia – per quanto visto a inizio stagione – le quattro top5 sono relativamente poche.
I due successi sugli short track di Bristol e North Wilkesboro lo dovrebbero mettere ai primissimi piani in caso di approdo a Phoenix, tuttavia Smith ha bisogno di un piccolo cambio di passo per lottare per la vittoria. Dopo una primavera di assoluto livello, quasi come unico rivale di Corey Heim, in seguito è arrivata una leggera flessione di risultati che lo hanno tenuto comunque a galla (terzo in classifica generale). A sottolineare questo dato, inoltre, una sola stage vinta (Bristol), poi solo tanti piazzamenti. Con un Majeski in rimonta e una Martinsville che incombe, serve una vittoria quanto prima per ritornare nel novero dei favoriti al titolo.

Daniel Hemric (2011)
A tre anni e mezzo dall’ultima volta, Daniel Hemric è tornato alla vittoria. E con questa fanno due in carriera. Certo, la prima è stata di un certo peso (successo e titolo a sorpresa a Phoenix in Xfinity Series), ma al ritorno nella Truck Series dopo ben nove anni Daniel ha dimostrato che la stoffa del gregario di lusso c’è ancora. Dal lontano 2016, alla guida delle auto del team di Brad Keselowski, Hemric aveva toccato un truck appena una volta nel 2018, eppure alla quinta apparizione sullo short track di Martinsville, la #19 ha battuto tutti infilando il compagno di squadra Ankrum nei giri finali.
Proprio il confronto con il teammate è un termine di paragone utile a capire non solo la stagione di Hemric, ma anche quella del McAnally-Hilgemann Racing. I due piloti, infatti, si sono equivalsi a lungo, nelle statistiche e in classifica generale, segno che la squadra – in forte crescita – ha saputo reggere questa fase di sviluppo portando in alto due vetture. Alla fine Hemric ha avuto la meglio ed inizia i playoff davanti ad Ankrum anche se di solo un punto. Ma, a questo punto, Daniel guarderà più al distacco che ha davanti a sé e non a quello dietro. Occhio a Phoenix, perché di bump&run perfetti all’ultima curva Hemric ne sa già qualcosa.

Tyler Ankrum (2010)
Tyler Ankrum arriva ai playoff con uno sguardo diverso quest’anno, quello di un uomo che ha ritrovato sé stesso, che non vuole sentirsi “fuori posto” nonostante l’esperienza accumulata e l’età che, seppur lentamente, avanza. La vittoria a Rockingham, la prima da Kentucky 2019, ha aiutato molto, almeno a livello mentale, il classe 2001 di San Bernardino, California che, quest’anno, ha fatto della costanza il suo marchio di fabbrica. Il suo bottino personale, difatti, ammonta a ben 8 top 5 e 11 top 10.
Cosa ci si può aspettare da lui in questi playoff? Tyler è un jolly, lo è fin dal 2019, il suo primo anno completo nella serie. Un pilota veloce come lui può davvero ambire a raggiungere il Championship 4. Insomma, il mezzo, lo Chevrolet #18 di McAnally-Hilgemann Racing, è competitivo e il californiano ha abbastanza autoconsapevolezza da poter sfruttare ogni occasione buona, soprattutto in una categoria come la Truck Series in cui ogni decisione è importante. Il futuro, però, è ancora tutto da scrivere.

Ty Majeski (2010)
Ty Majeski, il campione in carica, guadagna l’accesso ai playoff per la quarta stagione consecutiva. Questa volta, però, l’atmosfera che si respira da ThorSport Racing, la squadra che fornisce il Ford #98 a Ty, è molto diversa, e non solo per il ritiro annunciato di Crafton, leggenda della Truck Series. Già, perché nonostante la grande velocità dimostrata finora, il trentunenne di Seymour, Wisconsin, non è ancora riuscito a vincere una gara. Il suo bottino personale ammonta, difatti, a 5 top 5 e 11 top 10.
Ty entra nei playoff con la consapevolezza di dover vincere, e di aver bisogno di farlo il prima possibile. Si sa, il pilota del Ford #98 è molto veloce sugli short track, quindi potremmo assistere a un Majeski già molto competitivo durante il Round of 10, oltre che a Martinsville. Il numero ridotto di playoff point, però, potrebbe rendergli più difficile la difesa del titolo conquistato al termine della scorsa stagione.

Grant Enfinger (2007)
Il 2024 miracoloso di Grant Enfinger è seguito da un 2025 che, per il momento, non ha assolutamente deluso le aspettative. L’esperienza accumulata negli anni dal quarantenne di Fairhope, Alabama, ha lasciato ancora una volta un segno gigantesco nel bollettino dei risultati: 6 top 5 e 11 top 10 non sono risultati che tutti possono ottenere. Manca all’appello, però, una vittoria.
Lasciato alle spalle un 2024 pieno di soddisfazioni, Grant si è lanciato nel 2025 con l’obiettivo di replicare quanto fatto in passato. CR7 Motorsports è ora un team in grado di consentire ad Enfinger, alla guida dello Chevrolet #9, piazzamenti costanti nella parte più alta della classifica. Le chance di arrivare al Championship 4 ci sono, anche se il minimo errore potrebbe far terminare in anticipo la lotta titolo del nativo dell’Alabama.

Rajah Caruth (2005)
Il 23enne di origine caraibica ha piazzato di nuovo il colpo: anche se la stagione non è stata delle più positive, soprattutto perché altalenante, Rajah Caruth con un successo si è garantito l’approdo ai playoff. L’anno scorso era arrivato subito a Las Vegas, questa volta a metà regular season a Nashville. E stavolta la vittoria è stata necessaria perché nel 2024 il pilota di Spire Motorsports era in top10 anche in base ai punti ottenuti, stavolta sarebbe stato nettamente out, 12°.
Lo step per fare il salto di qualità non si è ancora visto in Caruth, anche se degli sprazzi ci sono, seppur non frequenti. Eppure il sostegno alle spalle, quello di un marchio come Hendrick in abbinata con Spire, c’è eccome e non si vedono crisi all’orizzonte, dunque ora tocca a Rajah a dimostrare non solo di essere un vincente, ma anche un potenziale campione. Bisogna fare un po’ di pulizia qua e là, come il commettere meno errorini o il trovarsi in situazioni scomode. In caso di avanzamento al Round of 8, allora per Caruth potrebbero arrivare le tre gare che decideranno che tipo di pilota sia.

Kaden Honeycutt (2003)
Sembrava un sogno la stagione di Honeycutt, poi è arrivato il temporale. Alla prima vera occasione in NASCAR, per uno dei più forti degli ultimi anni con le Late Model, l’approdo a tempo pieno nella Truck Series in un top team come Niece (come pilota di punta designato in una squadra che sa garantire questo, meno alle altre vetture) è stato molto tranquillo con ottimi risultati in top10 (nove finora) ed un controllo della situazione non indifferente. Almeno fino alla tarda estate.
Non sapremo forse mai chi ha contattato chi per primo, tuttavia il mercato 2026 è iniziato presto e la decisione di Kaden di cambiare team e costruttore in vista del prossimo anno non è piaciuta a Niece Motorsports che ha di fatto scaricato Honeycutt a due gare dai playoff. Il pilota, tuttavia, aveva la scialuppa di salvataggio nella #52 di Halmar Friesen Racing che, senza titolare infortunato, lo ha chiamato da qui fino al termine della stagione. Al debutto sulla Toyota Honeycutt ha chiuso al decimo posto, ora l’assestamento dovrà concludersi in fretta, altrimenti il rischio di una imprevista eliminazione potrebbe essere dietro l’angolo.

Jake Garcia (2002)
Di sicuro Jake Garcia è stata la sorpresa positiva della stagione della NASCAR Truck Series. Le sue prime due stagioni nella categoria sono passate sottotraccia (degni di nota il secondo posto nel caotico finale di Phoenix nel 2023 e poco altro), tuttavia dopo in 2024 in progressivo calo – se non crollo con zero top12 nelle ultime dieci gare – Garcia ha saputo riscattarsi e onorare la fiducia concessagli da ThorSport.
Escluso Majeski, che pure lui non ha iniziato l’anno al meglio, Jake ha saputo battere in classifica generale ben due ex campioni quali Rhodes e Crafton. L’approdo ai playoff ovviamente è arrivato grazie all’infortunio di Stewart Friesen, tuttavia nel momento buono della stagione, Garcia ha saputo reggere il peso della pressione (se si esclude l’errore al Watkins Glen in cui ha travolto Zilisch). A Richmond, dove partiva con soli 11 punti di margine proprio su Rhodes, il 20enne della Georgia ha guidato (nella lotta relativa) per tutta la corsa, ha capito quando attaccare e quando gestire e con questo ha portato a casa la qualificazione. Ora serve proseguire con questa mentalità, perché nel Round of 10 si potrebbe approfittare dei guai altrui.

Cosa può succedere
Presentando i playoff della NASCAR Truck Series 2025 non si può che essere brutalmente onesti: il sistema stesso dei playoff rischia di crollare nelle prossime settimane. Basta un semplice risultato, ovvero la sconfitta di Corey Heim a Phoenix (o prima, ma è improbabile), per dare un’altra picconata a questo format di campionato dopo altri casi, non ultimo quello di Joey Logano nella scorsa stagione.
Il primo round per Corey dovrebbe andare abbastanza liscio con solo l’imprevedibilità di Bristol a creare qualche rischio nei contatti ravvicinati. Il problema per la #11 saranno tuttavia – relativamente – gli short track, presenti in forze nei playoff: Bristol, New Hampshire, Martinsville ed in chiusura Phoenix. Su questa tipologia di tracciati, infatti, Heim in più di qualche occasione ha dovuto inseguire e concedere delle vittorie agli avversari diretti come Riggs (cappotto ad IRP), Smith (Bristol e North Wilkesboro, ma qui Heim era davanti nel finale), Hemric (Martinsville, tuttavia Corey aveva vinto le prime due stage) e pure Ankrum (Rockingham).
Un ulteriore spauracchio per Heim, ma in realtà per tutti, è ovviamente Talladega al centro del Round of 8, dunque per Corey sarà fondamentale sfruttare la novità Roval per balzare direttamente a Phoenix evitando guai in Alabama e poi a Martinsville. La #11 ha dominato sia a Lime Rock che al Watkins Glen, dunque la chance per avere un ottobre tranquillo in casa Tricon c’è nell’ottica di preparare al meglio Phoenix. In Arizona Heim poi dovrà ribaltare quanto successo negli ultimi due anni quando nel 2023 la caccia al titolo finì con una faida con Hocevar (e Rhodes ringraziò tutti e due) e nel 2024 invece non riuscì a fare nulla contro Majeski.

Al 99.9% però chi sfiderà Heim a Phoenix? Sulla carta, vedendo le prestazioni sugli short track, il trio Riggs-Smith-Majeski è il favorito, tuttavia con un Chandler in discesa come rendimento non è da escludere la candidatura di Enfinger. Per gli altri, invece, sarà da sfruttare al meglio la chance Talladega per strappare un posto inaspettato. Magari in Alabama la coppia McAnally-Hilgemann di Hemric ed Ankrum riuscirà a collaborare per togliere di scena (non fisicamente) degli avversari dalla classifica.
Tutta una incognita, invece, la strada di Kaden Honeycutt che dovrà adattarsi in brevissimo tempo, dopo l’anteprima di Richmond, non solo ad un nuovo team (Halmar Friesen), ma anche ad un nuovo costruttore (Toyota anziché Chevrolet). Il talento per il pilota texano è indiscusso, ma bisogna avere anche le basi giuste per sfruttarlo. In lotta per non essere eliminati immediatamente, invece, Caruth e Garcia con il primo che deve trovare costanza di rendimento mentre il secondo può sfruttare il momento positivo delle ultime settimane.
Per quanto riguardo il titolo owner, come spesso succede nella NASCAR Truck Series le carte in tavola sono mischiate: la #13 (la vettura di Garcia) infatti è rimasta fuori dai playoff a vantaggio della #7 di Spire Motorsports che, come da regolamento, non ha potuto sfruttare le due vittorie di Busch ed Hocevar, ma i punti – e tanti – grazie ai piloti a rotazione ne ha portati a casa. Alla #7 si aggiungono tutte le auto citate fra i piloti, inclusa la #52 che Friesen ha portato ai playoff col successo in Michigan e che nelle ultime dieci gare sarà condotta da Honeycutt, il quale aveva a sua volta portato la #45 di Niece all’11esima posizione in classifica, prima delle vetture eliminate.
Infine, per quanto riguarda il titolo di rookie dell’anno, nessun debuttante si è qualificato ai playoff e dunque la contesa è ancora aperta. Gio Ruggiero è 12° in classifica generale con 479 punti e parte per l’ultima fase dell’anno con ampio margine su Connor Mosack (385) e Perez (346), ancora più distanti Sutton, Fenhaus e Breidinger. Molto ristretta la battaglia per il campionato costruttori: Toyota guida a quota 651 davanti a Chevrolet (649) e Ford (625).
Il programma del weekend a Darlington
Venerdì 29 agosto:
21:05 Prove libere Truck Series (FS2)
22:10 Qualifiche Truck Series (FS2)
Sabato 30 agosto:
18:00 Gara Truck Series (diretta PPV su p300.it x Recast TV con possibilità di visione anche in differita; FS1)
In pista a Darlington anche la NASCAR Cup Series. A Portland, invece, impegnate Xfinity e ARCA West Series.
Immagini: Media NASCAR
AVVISO: Se vuoi ricevere le notifiche dei nuovi articoli pubblicati, scegliendo tu per quali categorie abilitare gli avvisi, collegati al nostro NUOVO GRUPPO TELEGRAM
Stai visualizzando da visitatore. Accedi o registrati per navigare su P300.it con alcuni vantaggi
È vietata la riproduzione, anche se parziale, dei contenuti pubblicati su P300.it senza autorizzazione scritta da richiedere a info@p300.it.
Supporta P300.it
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi sostenere il nostro lavoro, puoi aiutarci con un piccolo contributo.P300.it è una realtà totalmente indipendente, il tuo supporto è per noi importante.