Alessandro Secchi

SEVEN E se Williams avesse scelto un italiano?

Così, pour parler...
E se Williams avesse scelto un italiano?
di 17 gennaio 2018, 23:30

"La Williams ha ufficializzato la sua coppia di piloti titolari per la stagione 2018. A Lance Stroll è stato affiancato il russo Sergey Sirotkin, che dopo una trafila nelle serie minori ed un 2017 da collaudatore in Renault esordirà nella massima serie. Il ruolo di terzo pilota sarà ricoperto da Robert Kubica, che per diverso tempo è stato in lizza per un sedile da titolare ma, per ora, resterà a disposizione per svolgere dei test e delle prove libere con il team." Questo è un fatto.

"La telenovela Williams si è conclusa con l'ingaggio di Sergey Sirotkin come pilota titolare al fianco di Lance Stroll per la stagione 2018, mentre la favola di Robert Kubica, per diverso tempo indiziato come successore di Felipe Massa, si è chiusa parzialmente. Il polacco sarà terzo pilota ed avrà opportunità di disputare test e forse delle prove libere." Questo è lo stesso fatto, scritto in modo diverso.

"Un russo venuto dal nulla, con la valigia piena di soldi, ruba il sedile della Williams a Robert Kubica, che dopo sette anni avrebbe meritato di diritto di tornare in Formula 1 regalandoci una delle più belle storie sportive." Questo è sempre lo stesso fatto, raccontato in un altro modo ancora.

Come vedete, c'è modo e modo di dire la stessa cosa. Lo stesso fatto può essere raccontato in N modi, non solo tre come ho fatto io, e la modalità spesso non viene scelta in base a quello che il lettore merita di leggere ma in base a ciò che chi scrive intende far leggere e capire.

Va da sé che ognuno è libero di fare, scrivere e dire un po' quel che gli pare, ma così come rispetto la libertà altrui pretendo che la stessa libertà mi venga concessa nel dire che in questi giorni, settimane, mesi, abbiamo vissuto un periodo mediatico che mi ha lasciato piuttosto scettico.

Le critiche piovute addosso alla Williams per aver scelto "i soldi" al posto del "talento", quando un anno fa si sperava che il nostro Giovinazzi trovasse i fondi necessari per farsi una stagione intera in Sauber rendono l'idea di quanto si viaggi unicamente a convenienza. Perché di questo, a mio modo di vedere, si tratta. 

Sulla favola di Robert Kubica si è detto tutto ed il contrario di tutto. Lui non ha bisogno di presentazioni: il fatto che sia arrivato a giocarsela per un posto da titolare dopo sette anni e con un braccio menomato rende bene, benissimo l'idea della sua forza di volontà. Ma ridurre il tutto al fatto che il russo avesse più soldi è semplicistico, da luogo comune da servire quando non ci sono altri elementi. 

Io credo che la campagna mediatica pro-Robert alla quale abbiamo assistito abbia, in parte, ingigantito le aspettative e la relativa pressione su di lui: ad un certo punto sembrava che un sedile gli spettasse praticamente di diritto quando invece era ancora tutto in sospeso. Soprattutto si è continuato con questa storia della favola senza voler considerare che si tratta di un pilota che non corre in questa serie da sette, ripeto sette anni. Ai tempi ci furono dubbi su Schumacher per le tre stagioni di assenza, ce ne furono per le due di Raikkonen, ma non si sono mai spese parole su un'eternità come quella vissuta da Robert senza correre una corsa. Sempre e solo "favola", "tempi fantastici", "un cerchio che si chiude". Si sarebbe chiuso se Renault, invece di mettere in cassaforte Sainz, avesse puntato l'all-in su di lui. Non è successo. Perché? Per motivi che possiamo immaginare o altri che non conosciamo. 

E ancora, i soldi. Da quello che si legge in giro, in realtà, la differenza tra il capitale immesso da Sirotkin e quello a disposizione di Robert quando il sedile era traballante non era poi così esagerata, quindi sono portato a pensare che la scelta del russo non sia da considerare unicamente figlia di un bonifico dell'est. Perché altrimenti parliamo di Stroll, che praticamente ha in mano il team e spende quasi quanto il budget annuale di una scuderia di bassa classifica solo per le prove private di Lance. 

Come se poi fosse solo Sirotkin, eventualmente, a comprarsi il sedile. Ma ecco che mi giunge una domanda. E se, al posto del russo, a contendere il posto a Kubica fosse saltato fuori un qualche baldo giovane nostrano, con tanto di valigione dal peso specifico importante? Quale cortocircuito si sarebbe verificato nell'informazione e in chi critica Sirotkin da quando il suo nome è stato accostato al sedile Williams? Se ora, al fianco di Stroll nelle foto ufficiali, ci fosse un tale Mario Bianchi e questo avesse quindi soffiato, seguendo lo stesso ragionamento, il sedile al talentuoso Kubica solo grazie al peso del dinero, avremmo il coraggio di inveire contro il pilota di casa nostra o, cosa molto più probabile, gioiremmo di un connazionale finalmente titolare in Formula 1? Ai test di Budapest c'era Luca Ghiotto a girare proprio con il team di Grove. E se ora fosse lui il titolare e non un "russo qualsiasi" (che la sua gavetta se l'è fatta come tanti, chiariamoci)? Davvero leggeremmo commenti contro il pilota di casa nostra reo di chissà quale scippo?

Suvvia. Il grande film di e su Robert ha toccato i sentimenti di tutti, miei compresi. Ma ha esagerato, al momento, nel coinvolgere emotivamente dando speranze che forse non dovevano essere rese così importanti. Io non credo che in F1 ci sia (più) spazio per storie da Libro Cuore, sebbene sarebbe piaciuto molto anche a me rivedere Robert titolare, e chissà che non possa accadere in futuro. Credo invece che siano state fatte tutte le valutazioni del caso da Renault prima e Williams poi. Ma non possiamo negare che l'astio nei confronti di Sirotkin sia per lo più una conseguenza di tutto quello che abbiamo visto e sentito in questi mesi. Come se fossimo stati derubati di qualcosa che era già nostro.

No, non è così e lo ripeto: se al posto di Sergey ci fosse Mario da Pescara le cose sarebbero ben diverse. E vorrei rileggere tutti, dal primo all'ultimo.

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