WEC Austin: Audi beffata dalla FCY, nuovo successo per Porsche #1

di 18 settembre 2016, 06:51 Condividi
WEC | Austin: Audi beffata dalla FCY, nuovo successo per Porsche #1

Anche la 6h di Austin, sesto appuntamento del WEC 2016, ha visto il successo finale della Porsche 919 Hybrid campione del mondo in carica, con Bernhard/Hartley/Webber. Vittoria arrivata in maniera molto più fortunosa delle due precedenti, al Nürburgring e in Messico, grazie ad una sosta effettuata in regime di Full Course Yellow a differenza delle Audi che avevano letteralmente dominato la gara sino a quel punto.

Una neutralizzazione giunta al termine della quarta ora di corsa, per l'incidente che ha coinvolto la Ford #66 e l'Oreca del team Manor. La Porsche #1 aveva notevolmente allungato lo stint corrente nel tentativo di superare ai box l'Audi #8 e si è ritrovata ad effettuare la sosta in regime di Full Course Yellow, ritrovandosi così al comando con un vantaggio di circa 20 secondi sull'Audi #7, la quale invece era arrivata ad averne 50 di vantaggio prima del pit stop.

Benoît Tréluyer si è lanciato quindi all'inseguimento della vettura cugina, ma dopo nemmeno 20 minuti è stato toccato dalla stessa Ford #66 che aveva già contribuito a creare la neutralizzazione fatale ad Ingolstadt, nel corso di un doppiaggio. La R18 #7 si è stampata contro le protezioni ed è stata poi costretta a rientrare ai box, perdendo otto minuti per la sostituzione dell'intero avantreno danneggiato.

Ancora più mattatrice della corsa è stata la vettura #8. Passata al comando dopo il secondo pit stop, la vettura di punta della Casa degli Anelli (almeno stando alla classifica di campionato) ha mantenuto saldamente la prima posizione fino all'inizio della terza ora, quando un probabile problema elettrico ha causato lo spegnimento del motore e una perdita di circa 30 secondi. Seguendo poi la strategia della vettura gemella, l'Audi #8 ha dovuto recuperare anche sulla Toyota #6 che era salita al terzo posto. Il muretto di Ingolstadt è riuscito a metterci una pezza optando per un'altra sosta durante la neutralizzazione per l'incidente di Tréluyer, risparmiando su una successiva fermata che ha invece dovuto effettuare proprio la vettura giapponese. Di Grassi ha resistito al ritorno di Sarrazin mantenendo il secondo posto sul traguardo.

Di nuovo a podio, quindi, la Toyota #6. Entrambe le TS050 sono state protagoniste nelle prime fasi di gara, combattendo a più riprese con le Porsche, ma ancora una volta non sono riuscite a tenere il passo sulla distanza. La gara di Conway/Kobayashi/Sarrazin ha preso tutta un'altra piega adottando la stessa strategia della Porsche #1, ma la sosta resasi necessaria all'inizio dell'ultima ora per arrivare al termine ha impedito alla Casa nipponica di centrare il secondo posto. Le prestazioni delle due TS050, pur non essendo paragonabili a quelle delle tedesche, sono comunque costanti e l'affidabilità rimane un grande punto di forza: a conti fatti, Toyota ha mancato il podio solo a Spa-Francorchamps, gara che senza la rottura del motore della #6 si sarebbe chiusa con una vittoria netta.

Quarto posto per una Porsche #2 decisamente incolore. Mai protagonista, Dumas/Jani/Lieb hanno pensato principalmente al campionato, incamerando altri dodici importantissimi punti. La classifica generale, infatti, li vede al comando con 130 punti contro i 92 dell'Audi #8 e della Toyota #6, a tre gare dalla conclusione del campionato.

Festa rinviata in casa Rebellion, che ha battuto nettamente la CLM ByKolles tra le LMP1 non ibride ma doveva sperare in un ritiro di quest'ultima per conquistare anticipatamente il titolo. Il vantaggio di Imperatori/Kraihamer/Tuscher è comunque di 59 punti su Trummer/Webb e al Fuji basterà praticamente arrivare al traguardo per chiudere i giochi con due prove d'anticipo.

Successo netto in classe LMP2 per la Alpine A460 del team Signatech. Lapierre/Menezes/Richelmi hanno addirittura doppiato l'intero plotone delle avversarie, precedendo la Ligier del team Morand e l'Oreca della G-Drive, partita dal fondo dello schieramento e risalita fino al podio. Buono il quarto posto della BR01 #27, con Maurizio Mediani che ha avuto ragione di Ryan Dalziel ad appena tre minuti dalla bandiera a scacchi. Buona gara anche per il team Manor, fino alla lunga sosta dovuta al suddetto incidente con la Ford #66: Merhi ha cercato di contrastare lo strapotere della Alpine #36 nelle prime fasi di gara, ma nel finale il cedimento della sospensione posteriore sinistra ha costretto la squadra britannica al ritiro. Sono ora 41 le lunghezze che separano i piloti Signatech da quelli Morand, quindi la scuderia francese non può ancora permettersi di arrivare alle spalle degli avversari nel prossimo round.

Non da meno è stato il dominio Aston Martin nelle due categorie GT. Nella Pro, il successo è andato alla Vantage #95 dei danesi Sørensen/Thiim, mentre i compagni di squadra Rees/Turner hanno decisamente sofferto di più concludendo al quinto posto. Il podio è stato completato dalle Ferrari, con la #51 davanti alla #71, davanti alla Ford #67. I vincitori odierni sono anche i nuovi leader della generale con 109 punti contro i 97 di Bird/Rigon e i 96 di Turner, ma il Balance of Performance per la 6h del Fuji è destinato a cambiare e a penalizzare maggiormente le vetture britanniche.

Tra gli amatori la vittoria è andata a Dalla Lana/Lamy/Lauda, anche qui in modo perentorio. Dopo una brutta partenza, nella quale Lamy si è lasciato sfilare dalle tre Porsche che lo inseguivano, al portoghese è bastata un'ora scarsa per riportarsi in cima alla classifica. La 911 del team KCMG ha chiuso al secondo posto davanti alla Corvette del team Larbre, mentre la Porsche del team Gulf è giunta quarta percorrendo gli ultimi due giri al rallentatore. Gara sofferta per la Ferrari #83 del team AF Corse, sesta ed ultima di categoria ma ancora forte di 25 punti di vantaggio su Al Qubaisi/Heinemeier Hansson in classifica generale; i piloti della Aston Martin #98 sono invece a -41, frutto soprattutto del pesante ritiro di Le Mans.

Ora un altro mese di pausa prima della 6h del Fuji che si svolgerà il 16 ottobre, aprendo il trittico asiatico con Cina e Bahrain a concludere la stagione.

Classifica

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