Alessandro Secchi

SEVEN Tifo e simpatie: se in F1 non esistessero i colori..

Tifo e simpatie: se in F1 non esistessero i colori..
di 24 settembre 2013, 14:30

Ci avete mai pensato? Io sì, spesso.

Penso spesso ad un Mondiale, assolutamente utopistico, in cui le auto sono tutte verniciate di nero, oppure ancora meglio in semplice carbonio a vista. In cui i piloti sono in completo altrettanto nero, caschi compresi, e l'unico modo per distinguerli di gara in gara è un bel numerone sulla fiancata della vettura.

Piloti anonimi, senza distinzioni, tutti uguali.

Mi piacerebbe un Mondiale corso così. Senza sapere, gara dopo gara, chi è al volante e giudicando solo, ed esclusivamente, quello che si vede con gli occhi e non con il cuore. Valutare i sorpassi senza sapere chi è colui che sorpassa nè chi il sorpassato, dando loro il giusto peso. Applaudire il vincitore senza conoscerne il nome. Senza altre argomentazioni, senza tifo premeditato che distorce i pensieri a prescindere.

20 gare all'insegna del puro vedere senza sapere, dell'assistere senza giudicare, dell'esaltarsi senza preconcetti, che magari porterà a fine stagione a parteggiare per questo o quell'anonimo pilota, sulla base di quanto fatto fino a quel momento, nella speranza che risulti poi proprio quello per cui tifiamo veramente ogni Domenica.

Infine, mi piacerebbe vedere svelata a fine Mondiale l'identità dei piloti, ed assistere alle facce della gente. Vedere chi sarà stato in grado di innamorarsi del pilota che in realtà tifa davvero. Scoprire chi si sarà reso conto di aver tifato un pilota che nella realtà non può vedere neanche in fotografia e chi si sarà accorto di esser stato deluso da un pilota che in realtà tifa da morire.

Scopriremmo, con nostra sorpresa, quanto il nostro tifo influenzi inconsciamente qualsiasi azione da parte dei veri piloti. Ci renderemmo conto di quanto i nostri giudizi sono basati da concetti di base imprescindibili alimentati dal cuore e non dal cervello, nè dal colore della vettura, tanto meno dal nome del pilota.

Non saremmo in grado di spiegarci il perchè dell'applaudire il sorpasso di un anonimo driver in black che, nella realtà, detestiamo e al quale non saremmo mai capaci di dare un 10 in pagella.

Assisteremmo alla morte dell'incoerenza, e questo ci farebbe bene. Ci renderebbe più sportivi di quanto non pensiamo di essere.

Purtroppo, è pura fantasia.

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