SUPERCROSS Intervista esclusiva a Ken Roczen

Il fuoriclasse tedesco si concede in esclusiva al nostro sito di 02 luglio 2018, 12:00 Condividi
SUPERCROSS | Intervista esclusiva a Ken Roczen

Abbiamo il piacere di pubblicare un'intervista esclusiva per Passione a 300 all'ora alla stella del Supercross Ken Roczen.

Il pilota tedesco, protagonista nel Supercross con Honda, si è concesso al nostro sito rispondendo ad alcune domande del nostro Andrea Ettori, che ha lavorato intensamente in queste settimane per portare a termine questa intervista, con grande orgoglio suo e nostro.

Pubblichiamo quindi l'intervista sia in italiano che in inglese, ringraziando immensamente sia Ken che Mandie Fonteyn, PR del team HRC, per la grande disponibilità!

Ecco l'intervista completa: buona lettura!

Ciao Ken! Come va, quali erano le tue aspettative per quanto riguarda il National, come pensi di stare andando, fino adesso?

Le mie aspettative per quanto riguarda il National erano… Ti dirò, non c’erano aspettative, dovevo correre qualche gara per ritrovare me stesso, il mio centro, direi. Quindi, nessuna aspettativa, e dopo un paio di gare, tutto ha ripreso a essere familiare di nuovo. Penso che per adesso, tutti siano d’accordo che stiamo andando abbastanza bene, siamo lì in cima, ho avuto un gran weekend in Colorado, anche meglio di come sarebbe dovuto andare, a questo punto. Ma, io sono una persona ambiziosa e sto lavorando duramente e questo è quello che posso fare ed è per questo che sento di poter tornare al top abbastanza in fretta, anche solo dopo qualche gara. Per ora, siamo abbastanza concreti, facendo un passo verso la direzione giusta ogni settimana.

Dopo il 2017, guardando al 2018, ti aspettavi di essere così veloce sin da subito?

No. Pensando indietro, [il 2017] credo sia stato uno dei più duri, ci sono state gare che non ho fatto, praticamente per tutto l’anno, poi sono tornato… Ma no, non mi aspettavo di andare discretamente da subito, perché comunque, anche se abbiamo cominciato con dei buoni risultati, non mi sentivo a mio agio, non ero ancora “io”, abbiamo avuto qualche podio, io andavo sempre meglio, ma essere là con i top rider, essere di nuovo in cima, tornare là, fa parte della mia mentalità. Era difficile aspettarsi qualcosa per il 2018, almeno per le prime gare, quello che volevo era non cacciarmi nei guai e ottenere dei risultati, che fossero un quinto, un quarto posto, una vittoria, un secondo posto, non mi importava.

Dopo San Diego, hai avuto un’altra sfida da affrontare: qual è stata la differenza (se ce ne sono state) tra questa sfida da superare e l’altra?

L’infortunio di San Diego è stato molto peggio, non era solo una frattura alla mano, sentivo che c’erano molti più danni rispetto a una “normale” frattura del metacarpo, sarei stato in grado di tornare a correre in una settimana, ma questo non era il caso. Sono stato fortunato ad aver riavuto una mano di nuovo, quindi… Mentalmente, è stata molto più dura rispetto all’altro infortunio, perché stavo andando bene e mi ci è voluta tutta la stagione per tornare, avevo bisogno di correre tante gare. Avevo fatto di nuovo dei passi indietro, praticamente in un anno e mezzo ho corso quattro gare.

Molte persone in Europa considerano la [Honda] CRF450 tra le migliori moto, parliamo della tua esperienza con questa moto e come è stata.

Il mio lavoro con la moto, assieme al team, è stato veramente il migliore in assoluto, quando c’è da provare qualcosa, si fa qualsiasi cosa per mettermi a mio agio, è fantastico poter avere tutto questo e sfortunatamente, considerando da quanto sto con il team, non sono stato in grado di correre molte gare, ma i risultati hanno dimostrato che sono lì su, quindi… Mi piace. E’ una famiglia e sono veramente molto dispiaciuto di aver perso così tante gare, ma spero di avere ancora tanti anni per gareggiare.

Parliamo delle differenze tra il motocross europeo e qua.

Amo molto la MXGP, penso che la MXGP sia la F1 del Motocross, per come è costruita e quello che c’è attorno, è molto, molto professionale, credo. Mi piace moltissimo, e io vengo dall’Europa, è una serie che mi è sempre piaciuta. Qua, invece, lo stile di guida e tutto il resto sono molto diversi, ci sono molte più gare e pensando agli anni passati, qua l’intensità è molto più alta, nel Supercross qua, ci sono molte persone intorno, ci sono molte gare grosse che non abbiamo in Europa. E’ simile… Ma differente!

C’è qualche pilota di MXGP che vorresti sfidare qua negli USA?

Molte persone parlano dell’eventualità che Jeffrey [Herlings] venga qua, ma è a un livello per cui se venisse qui, o rimanesse lì, starebbe davanti. Allo stesso tempo, Tomac sta andando veramente bene; io stavo cominciando a risalire, ma non mi considero al loro livello top, non ancora. Sarebbe interessante, ma non vedo perché debba venire qui, ha tutto là, sta andando alla grande, sta vincendo tutto e sta facendo un sacco di soldi, non penso che verrà mai qui, io non verrei qui se fossi in lui, non vorrei. Ha tutto là, perché complicarsi la vita?

Hai molti fan in Italia, ti rivedranno mai in Europa, un giorno?

Spero, sono molto in contatto con Tony Cairoli, è un mio buon amico e i fan italiani sono sempre stati fantastici con me, ma l’Italia è una meta molto specifica, riesco a tornare in Germania una volta ogni due anni, per due settimane… Non lo so, è dura andare in Italia, a meno che non ci vada in vacanza! (ride)

ENGLISH VERSION

How are you doing, what are your expectations coming into the Nationals and how do you feel you’re doing so far?

My expectations coming into the Nationals were… Like, there were no expectations, I just had to do a couple of races to find myself, my spot, I should say. So there were zero expectations, and after one or two races everything started feeling a lot more familiar again. I think that as for now, everybody would agree we’re doing pretty good, running up there, I had a great weekend in Colorado, again, maybe better than it should’ve been at this point. But, I’m an ambitious person and I’m working hard and that’s all I can do and that is why I feel I can be up there fairly quick even just after a few races. As for now, I feel like we are doing pretty solid, one step in the right direction every week.

So after 2017, coming into 2018, did you expect to be so fast right off the beginning?

Oh, no. Thinking far back, that was probably one of the toughest ones, because there were rounds I didn’t race and pretty much an entire year, a comeback… So, no I didn’t expect to be decent right away, because again, we just started off with some good results, I didn’t feel right on the track, I mean, I wasn’t in my “me” yet, but we had a few podiums, I was going a lot better, but to be there with top notch riders, to be up there again, to bounce back, it’s just my mentality. It was hard to expect something coming for 2018, at least for the first few rounds, that’s what I do, be safe and get some solid results, whether it was a fifth, a fourth, a win, a second, it didn’t matter.

After San Diego you faced another challenge: how this challenge differed - if at all - from that one you had to kind of overcome?

The San Diego injury was a lot, it was not just a hand break, I felt there was lot more damage done again than just a “normal” metacarpal hand break, I would have been able to ride in a week and that was not the case. I got pretty lucky that I still have a hand again, so… This was mentally tougher for me than the last one [injury], just because because I was going on good and I needed the whole season to get back, to get a lot of races under my belt. Steps back again, I missed a lot of races, basically for a year and a half I did four races.

A lot of people in Europe consider the [Honda] CRF450 to be one of the top manifacturer bikes, let’s just talk about your experience with this bike and how it has been.

I mean, my work with the bike, together with the team it has been the best ever, when it comes to try things, whatever we do for me to get comfortable, it is great to have that and unfortunately, for the time I have been with the team, I haven’t been able to do many races, but I think the results have shown that I’m up there, so… I love it. It’s a family and I’m super-bummed I missed so many races, I hope I have many years left in me to race.

Let’s talk about the main differences from the European Motocross and here.

I really love the MXGP, I think the GPs is the Formula 1 of Motocross and the way they’re built up with everything around, it’s just very very professional, I think. I like that a lot, obviously I’m from Europe, I’ve always loved the GPs. Here the riding style and everything is a lot different, a lot more races and I think about the past years, the intensity has always been very high, in the Supercross here, you have a lot more people around, you have big races we don’t really have that in Europe. It’s the same, but… Different!

Is there any MXGP rider you’d like to challenge here in the US?

A lot of people always talk about maybe Jeffrey [Herlings] coming over, but he is at such a level that whether he is coming here or there, he’d be at front. At the same time Tomac is going really well; I was starting to get back up there, but I don’t really count myself into the top notch level yet. It would be interesting, but I don’t really see why he would even come over, he’s got it all over there, he’s killing it over there, winning all the races and making a lot of money, I don’t think I would ever come over, if I was him, I wouldn’t. He’s got everything over there, why mess it up?

You have a lot of fans in Italy, will they see you anytime in Europe?

I hope so, I’m in contact a lot with Toni Cairoli, he is a good friend of mine and the Italian fans has always been great to me, but Italy is very specific, I get to go to Germany once every two years for two weeks, I don’t know, it’s really tough going to Italy, unless I’m going there on vacation! [laughs].

Nessun commento

Prendi parte alla discussione

I tuoi dati sono al sicuroIl tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Anche gli altri dati non verranno divulgati a terzi.

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.