Alessandro Secchi

SEVEN Scoprire l'audio ambientale e capire quanto sia fantastico

Niente parole, niente polemiche. Solo silenzio e motori di 11 giugno 2018, 22:31 Condividi
Scoprire l'audio ambientale e capire quanto sia fantastico

La tre giorni passata a Barcellona a febbraio, al di là del freddo e della neve, mi ha consegnato un modo nuovo di seguire la Formula 1. Un contatto ancor più diretto di quello di un weekend di gara nel quale il silenzio non esiste perché sovrastato dal pubblico, dallo speaker, dalle trombette e da qualsiasi altro suono che, al giorno d'oggi, una Formula 1 ibrida difficilmente riesce a zittire.

Ho provato una sensazione unica: quella di poter ascoltare la stessa monoposto durante l'arco dell'intero giro, seguendola in base alle frenate ed alle accelerazioni tra una curva e l'altra. Il tutto per poi sentire da un chilometro di distanza la vibrazione sul cordolo dell'ultima curva e rivedere, dopo un minuto e venti, la sua immagine tornare sotto i miei occhi ricongiungersi e sincronizzarsi con il suo audio. E chi se ne frega del freddo, del cappellino sulle sopracciglia e le mani raggrinzite nel tenere la reflex, in attesa del momento buono per scattare. In quella tre giorni è stato come assistere ad uno spettacolo privato. Come se le monoposto fossero lì solo per me. Fantastico.

È un ricordo che mi è rimasto impresso perché mi ha legato allo sport più di quanto non sia successo in altre occasioni, anche ben più ufficiali. E, per quanto possibile, in questo weekend ho voluto riprovare quella sensazione, seppur a distanza di qualche migliaia di chilometri. Audio ambientale, si chiama così la funzione (di Sky, in questo caso) che permette di chiudere il commento ed ascoltare solo i motori ed i suoni provenienti, appunto, dall'ambiente. Niente parole: solo motori, cordoli, gomme che fischiano, grattate per terra, pubblico che si esalta. Il mio Gran Premio del Canada è stato un inno ai motori interrotti dal silenzio. E viceversa.

Ho così completato l'esperienza iniziata a Barcellona. Gli onboard mi hanno raccontato come ogni monoposto suoni in modo diverso l'una dall'altra, tra una Renault che fischia in modo clamoroso alle alte velocità ed una PU Honda che gracchia ancora come nei giorni migliori (o peggiori), anche se questo era ben chiaro già durante i test invernali. Ogni F1 ha una sua anima, e per quanto questi motori non siano ovviamente paragonabili a quelli di un tempo (non sia mai) se ne possono cogliere le differenze, quasi come una volta. Così come durante le libere di venerdì, in un momento altrimenti filtrato dal commento, ho colto la chiacchierata tra Alonso e Michael Andretti, con Nando intento a chiedere info sugli aerokit della Indy.

Valigie pronte? Lo sapremo. E poi ci sono le staccate, le chiacchiere dei meccanici ai box, il fischio di quell'anteriore destra che Hamilton blocca al tornantino, le vibrazioni clamorose sui cordoli, la turbolenza d'aria che si fa sempre più forte sul rettilineo di ritorno ed il fondo che spancia sull'asfalto a più riprese. Tante sfumature che vengono sopraffatte dal commento, che filtra e sterilizza un po' il tutto appiattendolo. Sfumature che invece sono importantissime per immergersi meglio in quello che si sta guardando. Certo, di sfumature se ne perdono altre come le indiscrezioni live e le informazioni su questo o quel pilota, ma si tratta di informazioni ampiamente recuperabili dopo se non durante la stessa sessione tra i social dei team, delle tv, della FIA stessa. Non c'è nulla che va perso.

Insomma, ieri sera mi sono goduto la gara potendo alzare un po' di più il volume. Tra un Tweet e l'altro ed il live timing a fianco non ho assolutamente faticato a seguire le varie fasi mentre scrivevo la cronaca della gara, anche se c'è da dire che quella di ieri è stata piuttosto lineare. Ma alla fine, quando Sebastian ha tagliato il traguardo, ho capito di non essermi perso niente ma, anzi, di essermi divertito quasi di più nel vivere la gara come volevo io, in quel valzer di suoni, e non tramite altre voci a far da filtro.

Esperienza da rifare, senza dubbio. Già dalla Francia. 

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