SBK Test Phillip Island: una giornata a testa per Melandri e Rea

Il campione del mondo è primo nella combinata. Krummenacher e Mahias convincenti in SSP600 di 20 febbraio 2018, 19:00 Condividi
SBK | Test Phillip Island: una giornata a testa per Melandri e Rea

Un sostanzioso antipasto di due giornate effettuate a Phillip Island sono state il giusto preambolo all’inizio del campionato delle derivate di serie, il Mondiale SBK. Sia la classe maggiore che la SSP600, che inizierà il 2018 anche lei dal Victoria, hanno testato tra lunedì e martedì, proponendo sia conferme lampanti che spunti interessanti in vista del primo weekend di gara. Andiamo ad analizzare il tutto partendo, ovviamente, dalla Superbike.

Neanche a farlo apposta il più veloce durante la giornata finale, nonché nella classifica combinata, è Jonathan Rea. Il tre volte campione del mondo inizia splendidamente qui in Australia, proprio come da programma: durante la seconda giornata, la più favorevole grazie al sole splendente e all’assenza di forte vento (come invece al lunedì), Johnny ha approfittato della situazione per staccare un 1:30.598. La prima giornata invece è stata un po’ buttata all’aria per il dominatore della categoria, a causa di una caduta che ha compromesso il programma di giornata, poi recuperato con gli interessi al martedì. 71 giri conclusi dal #1 di casa Kawasaki.

Il primo inseguitore, su Ducati, è Marco Melandri, velocissimo al primo giorno ma stranamente più lento nel secondo, un cosa forse dovuta alla scelta di ricercare anche gli assetti adeguati per le due manche di sabato e domenica. Il “Porcospino” ha concluso ben 137 passaggi totali in queste due giornate (nella top five, colui che ne ha fatti di più), e in previsione del GP d’Australia pare essere l’avversario più agguerrito del nordirlandese di casa Kawasaki. La Panigale, per quanto penalizzata dai nuovi regolamenti, sembra dare molte garanzie sull’affidabilità, tallone d’Achille dell’anno precedente che è costato a Davies e a Melandri diversi Gran Premi. Terza posizione assoluta per Tom Sykes su Kawasaki, ultimo in classifica a girare sotto il muro dell'1:31 tra le due giornate (1:30.804). Anche il campione del mondo 2013 ha pagato una caduta al primo giorno, ma il risultato è comunque di buon auspicio per un evento che, storicamente, gli ha sempre detto male.

Subito dietro ai primi tre, la classifica è ben più serrata: durante il primo giorno è stato Leon Camier, piacevole sorpresa degli altri test pre-stagione, a ottenere il quarto posto, ma durante il secondo giorno il suo miglioramento è stato esiguo (1:31.537 il tempo finale) e il pilota Honda è sceso fino all’ottavo posto con 133 passaggi completati in totale, dietro alla coppia di Yamaha formata da van der Mark e Lowes. Il quarto posto è stato così ereditato da Eugene Laverty, visibilmente più soddisfatto rispetto a dodici mesi fa dalla sua Aprilia RSV4. L’irlandese è stato il pilota ad essersi migliorato maggiormente tra lunedì e martedì, di ben otto decimi. La situazione per il compagno, Lorenzo Savadori, è un po’ più negativa: 10° posto finale con 106 giri conclusi, a mezzo secondo dall'irlandese.

"Situazione Davies" ancora più colma di dubbi: il runner-up della scorsa stagione ha firmato il suo miglior giro in 1:31.614, che tradotto significa aver girato più di un secondo più lento del rivale Rea e di nove decimi rispetto a Melandri. Nei box si vocifera che il gallese si sia risparmiato per preservare il suo fisico per il weekend, ma essere fuori dalla top ten nella combinata di questi test di certo non migliora il morale del gallese, né del team Rosso. Anche la Ducati privata di Barni, guidata da Xavi Forés, è stata più veloce di lui in entrambe le giornate, rimediando un buon quinto posto finale a quattro decimi dal leader della classifica dei tempi.

La Supersport 600 vede invece brillare sia alcuni volti ben più che conosciuti, sia alcuni di nuovi: in prima posizione si è piazzato Randy Krummenacher, rientrante nella categoria 600 dopo la brutta esperienza in SBK passata troppo spesso nelle retrovie. L’elvetico, che quest’anno guiderà una Yamaha R6 del team Bardahl, è seguito a ruota dalle due R6 ufficiali del campione del mondo Lucas Mahias e Federico Caricasulo; l’ex pilota Kawasaki ha girato sul tempo di 1:33.499. La moto della Casa dei Tre Diapason pare essere diventata il vero punto di riferimento della serie, ma dovrà fare i conti ancora con Kawasaki e con MV Agusta, le principali antagoniste oramai da alcune annate a questa parte. A comandare lo squadrone delle “verdone” ci penserà il solito Kenan Sofuoglu, che quest’anno non partirà ad handicap come nel 2017; ottavo tempo per il turco, dietro anche ad Anthony West con la prima delle ZX-6R, in quinta posizione.

La punta principale schierata da MV Agusta pare essere Raffaele De Rosa, anche lui reduce da una stagione SBK col team Althea tutt’altro che da incorniciare, dopo il titolo STK1000 del 2016; l’italiano, l’unico in gara con la moto di Varese oltre al compagno Badovini, si è piazzato settimo davanti all’ex-campione del mondo. Sandro Cortese, nuovo arrivato in SSP600, ha iniziato molto bene la sua settimana in Australia, concludendo in quarta posizione questi test con il team di Mika Kallio. Attesa anche per Jules Cluzel, che ha accettato la scommessa del team indiano NRT (anch’esso dotato di Yamaha R6) e ha staccato un nono tempo finale dopo 105 giri completati.

La concentrazione ora si sposta su questo weekend, nel quale Jonathan Rea proverà da subito a mettere un margine di sicurezza sugli avversari a livello di punti. Attenzione anche alla Supersport, in cui la lotta sarà molto serrata sin dal primo round, che in puro stile Phillip Island dovrebbe regalarci vero spettacolo.

Qui i tempi e i cronologici della prima e della seconda giornata Superbike, e della prima e della seconda per la Supersport.

Fonte immagine: worldsbk.com

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