SBK GP Australia: Bautista incontrastato, battaglia Rea-Haslam per il secondo posto

Altri diciotto secondi rifilati agli avversari dallo spagnolo, il campione del mondo vince il duello interno
SBK | GP Australia: Bautista incontrastato, battaglia Rea-Haslam per il secondo posto
di 24 Febbraio 2019, 09:43

Il weekend di Phillip Island, il primo di quella che si preannuncia come una stagione sorprendente di Superbike, farà discutere a lungo ed entrerà di diritto nella storia di questa categoria. Álvaro Bautista, oltre a esser stato poche ore prima il primo pilota a vincere una manche sprint nel campionato Superbike, è diventato il primo pilota dai tempi di John Kocinski a vincere al debutto entrambe le manche del format originale. Una vittoria mai messa in discussione, con giro veloce e testa della corsa mantenuta dal primo all’ultimo passaggio.

Dopo due gare, più quella sprint, con questo andazzo, è lecito aspettarsi molto per il proseguimento della stagione di Bautista e Ducati ed è altrettanto lecito aspettarsi una risposta di Kawasaki. I diciotto secondi presi sul traguardo sono un possibile campanello d’allarme per le “Verdone”, tenendo comunque conto dell’unicità della gara di Phillip Island. Rea e Haslam si sono ritrovati a duellare per il secondo posto, in una sfida tutta Kawasaki che non vedevamo da molto tempo e che ha premiato il campione del mondo, il quale limita al massimo i danni dal ducatista; Haslam invece ottiene il suo primo podio dal ritorno nel mondiale SBK, dimostrandosi soprattutto pronto a combattere anche per la vittoria nel corso di questo 2019.

SPRINT RACE

Alla partenza della prima manche sprint il migliore allo scatto è il poleman Jonathan Rea, mentre i suoi due compagni in prima fila si scambiano le posizioni proprio come ieri, con Bautista secondo e Haslam attaccato e superato anche da Alex Lowes. Bautista tenta il sorpasso su Johnny già al curvone Stoner, ma il pilota Kawasaki si difende e l’intoppo di Bautista permette a Lowes di passare secondo. Altre due Yamaha in quinta e sesta posizione con van der Mark e Melandri, ma il “Porcospino” finisce largo alla curva 10 venendo superato da Sykes.

Nonostante Bautista sembri molto meno impetuoso rispetto a ieri, riesce a sverniciare Lowes alla fine del primo giro per ricominciare la sua battaglia con Jonathan Rea. Sempre alla curva Doohan, Sykes e Melandri finisco lunghi scendendo in ottava e decima posizione rispettivamente; ottimo Michael Rinaldi, settimo con una moto privata.

Al terzo giro la leadership cambia per la prima volta, con Bautista che si porta davanti tentando subito di scollarsi di dosso le Kawasaki. Rea stavolta non ci sta e, pur soffrendo la spaventosa velocità di punta della moto italiana, si butta all’interno della Southern Loop cercando il sorpasso, ma finisce largo e ridà la posizione al nuovo arrivato; non è finita perché Rea si riaffaccia all’Hairpin e si rimette davanti.

I due, nonostante la lotta durissima, vanno in fuga mentre alle loro spalle Haslam riesce a rimettersi in terza posizione risuperando le R1 di Lowes e van der Mark. Alle spalle di “Pocket Rocket” ci sono tutt’e quattro le Yamaha ufficiali, capitanate proprio da Alex Lowes e con Marco Melandri che chiude questo gruppetto, dopo aver superato le Ducati V4 di Laverty e Rinaldi. Gara sprint finora deludente per Sykes, Razgatlioğlu e Davies, tutti oltre la decima posizione.

Un altro lungo di Rea alla curva 2 permette a Bautista di tornare davanti e questo sarà il sorpasso decisivo. La loro lotta permette però a Leon Haslam di riportarsi sotto e di scavare un buco tra sé e le Yamaha, con Lowes e van der Mark impegnati a scontrarsi e a rischiare anche contatti alla curva Doohan; meno minaccioso Melandri su Cortese per sesto posto.

Il distacco tra i due leader rimane sui quattro decimi, con un leggero guadagno, giro dopo giro, dello spagnolo sul nordirlandese. I due hanno definitivamente seminato Haslam e la loro battaglia si sposta sul cronometro, che va a favorire il ducatista vincitore della prima Sprint race della stagione. Dietro ai primi tre troviamo Lowes, van der Mark, Melandri e Cortese; all’ultimo giro c’è anche un contatto nelle retrovie tra Mercado, Razgatlioğlu e Torres, caduti per colpa di un contatto innescato dall’argentino all’Honda Hairpin.

GARA-2

Durante i controlli sulle gomme e sulle pressioni da mantenere, la Honda Fireblade gestita da MIE Althea e guidata da Alessandro Delbianco risulta fuori norma ed è così relegata all’ultimo posto sulla griglia di partenza. Bautista, vincitore della manche sprint, può godere della prima posizione da subito; retrocesso invece Razgatlioğlu, steso in curva 4 nella stessa gara da un contatto con Leandro Mercado e Torres.

Alla partenza la Ducati di Bautista prende il largo da subito, inseguita da Leon Haslam e da Jonathan Rea, ed è ottima la partenza di Michael Ruben Rinaldi che dalla terza fila si mette addirittura sesto nelle prime due curve, in mezzo al serpentone di Yamaha R1. Sempre alla Southern Loop cade Delbianco, concludendo una gara iniziata male e finita molto peggio.

Terribile lo scatto di Tom Sykes che scende 14°, mentre davanti la situazione è molto concitata con van der Mark che all’Honda Hairpin rischia di entrare in contatto con la Kawasaki di Rea, riuscendo però a uscirne indenne. Alla fine del primo giro, dopo Bautista e le due Ninja, troviamo van der Mark, Melandri, Rinaldi e Lowes, entrambi superati in staccata da Eugene Laverty.

Già alla fine del giro 2 il distacco tra il primo e il secondo è sul secondo netto, ma per una Ducati che brilla ce ne sono altre due, quelle private, che soffrono: Laverty subisce il doppio attacco di Lowes e Toprak Razgatlioğlu tra le curve 1 e 2, scendendo all’ottavo posto davanti alla coppia Cortese-Davies. Il duo in questione ha già superato Rinaldi, affondando in 14a piazza dopo pochissimi giri, e punta ora all’irlandese. Davanti, altre due Yamaha si giocano il quarto posto, con van der Mark quarto e Melandri quinto. Tornando a Davies, il #7 rischia di centrare Laverty al tornantino in discesa, ma concretizza il sorpasso alla curva Doohan.

Con Melandri passato davanti al compagno di marca olandese, il ritmo del duo di Iwata si alza e permette di riagganciarsi a Rea e Haslam, che girano forte ma sono totalmente fuori dalla portata di Bautista. Si avvicina anche Lowes a van der Mark che perde leggermente terreno. Con la situazione davanti in stasi, la lotta per le posizioni ai margini della top ten si accende, con Davies che entra in crisi di gomme e viene attaccato dal duo Razgatlioğlu-Cortese; Camier con la Honda risale in decima posizione.

A otto giri dal termine Rea decide di fare la sua mossa su Haslam alla curva 1, ma il campione inglese non ci sta e risponde all’Honda Hairpin rimettendosi davanti. E’ una battaglia sensazionale, quella dei due della Kawasaki, ma permette a Melandri di accorciare ulteriormente le distanze e lo stesso vale per van der Mark. Si assistono anche a dei ritiri: Razgatlioğlu si ferma per un guasto tecnico e Rinaldi si deve fermare per cambiare la gomma posteriore oramai distrutta.

Più volte Rea e Haslam si scambiano la posizione con grandi staccate alla curva 1 e a quattro giri dalla fine è Rea ad approfittare di un’accelerazione poco felice del #91 sul Gardner Straight per ripassare in piazza d’onore. Qui inizia lo "strappo" decisivo di Johnny per scrollarsi di dosso il compagno, che però stringe i denti e rimane vicino. Dietro di loro van der Mark passa Melandri per il quarto posto alla curva 4, ma Melandri risponde al tornantino 10; la moto del ravennate, paragonata alle Kawasaki e anche alla Yamaha, pare soffrire di motore e così la lotta delle due R1 permette la fuga delle moto di Akashi.

Gli ultimi metri di Bautista sono praticamente a passo d’uomo, per un weekend storico. Dietro allo spagnolo incredulo, Rea conserva la seconda posizione per tre decimi su Haslam, mentre nell’ultimo giro la lotta Yamaha vede un terzo incomodo, in altre parole Lowes, che riesce a inserirsi tra il compagno olandese e il pilota GRT italiano. Settimo un Davies leggermente più tenace che in gara-1, davanti a Cortese, Laverty e Camier, autore di una prestazione quantomeno sufficiente per Honda. Sykes solo tredicesimo dietro anche a Reiterberger.

La classifica iridata vede l’ex-pilota MotoGP iniziare la stagione con un bottino pieno fino all’orlo, pari a 62 punti. Il campione del mondo Jonathan Rea è giunto secondo in tutte e tre le gare e ciò gli è valso un totale di 49 punti, ma è strano sapere che il fenomeno di questa SBK sia stato totalmente oscurato da un altro pilota. A pari punti al terzo posto il “Porcospino” Melandri e Alex Lowes.

Appuntamento tra tre settimane per una GP teoricamente più rilevante per capire i veri valori in campo di moto e piloti. Dopo la velocissima Phillip Island, si giunge nell’altrettanto veloce ma profondamente diversa Buriram, al Chang International Circuit per la quinta edizione del Gran Premio di Thailandia. Qui Jonathan Rea vanta un bottino di sei vittorie su otto gare, ma riuscirà a replicare ciò quest’anno, con la nuova concorrenza?

Qui i risultati della SP Race, i risultati della seconda manche e la graduatoria completa.

Fonte immagine: worldsbk.com

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