SBK GP Australia 2018 - Anteprima

Il mondiale delle derivate di serie riparte dal velocissimo tracciato australiano di 23 febbraio 2018, 20:45 Condividi
SBK | GP Australia 2018 - Anteprima

Questo weekend il Mondiale Superbike, accompagnato dal campionato Supersport 600, riaprirà ufficialmente i battenti per la nuovissima stagione, la trentesima. Il 2018 pare l’anno cruciale per il destino della serie, che da un paio di anni a questa parte sta vivendo un momento tutt’altro che splendido nonostante il buon numero di partecipanti, sponsor e di marchi presenti in gara. Una crisi la cui colpa sembra ricadere, per i più, verso Dorna, la quale è sembrata voler trascurare sempre più il campionato SBK, concentrandosi maggiormente sul Motomondiale. Nel 2017 Gregorio Lavilla, capo della gestione del mondiale, insieme a un team mirato allo scopo di riportare in auge il mondiale, ha varato provvedimenti di dimensioni a dir poco mastodontiche, e che senza ombra di dubbio possono essere considerati come il cambio regolamentare più massiccio che la SBK abbia mai visto dalla sua nascita.

Il primo massiccio cambiamento, nonché il più discusso (e criticato) riguarda la limitazione dei giri motore, differenziata da moto a moto e che sarà riosservata già dal terzo GP, osservando la classifica e i risultati ottenuti da moto e squadre fino a quel momento. Le limitazioni iniziali previsto da questo “Balance of Performance” sono le seguenti:

  • Aprilia - 14.700 giri;
  • BMW - 14.700;
  • Ducati - 12.400;
  • Honda - 14.300;
  • Kawasaki - 14.100;
  • MV Agusta - 14.700;
  • Suzuki - 14.700;
  • Yamaha - 14.700.

Come osservabile dalle modifiche, il mezzo apparentemente più penalizzato potrebbe essere proprio la Panigale bicilindrica di casa Ducati, prossima al pensionamento a favore della “sorella” V4 nel 2019. I test per la casa bolognese sono stati al di sotto delle aspettative, al contrario invece dei progressi fatti dalla Honda e dalla sua Fireblade, in particolare col nuovo pilota Leon Camier. Tornando al discorso regolamenti, l’ulteriore diminuzione dovrebbe essere di 250 giri ogni tre round (quindi a ogni verifica di centralina da parte di Dorna) per le moto più forti.

La seconda novità riguarda l’introduzione della Coppa per i privati, un’interessante aggiunta volta a rinnovare l’interesse, sopito da qualche anno, dei team privati a correre nel campionato al massimo delle loro possibilità. I team privati godranno di ulteriori vantaggi sul piano tecnico: in loro aiuto sono state inserite nella lista delle componenti a basso costo delle “parti approvate” (otto precisamente) per quanto riguarda il motore, che dovranno quindi essere fornite dalle case ufficiali a un prezzo inferiore. L’aggiornamento degli stessi motori sarà invece gestito da un sistema a punti (simile a quello usato dalla Formula 1 sino al 2016) in modo da evitare lo sviluppo esasperato dei propulsori.

L’ultimo cambiamento riguarda gli orari di warm-up e prove libere, spostate di qualche ora a vantaggio del pubblico a casa. Altre modifiche massicce invece, come l’inversione della griglia in gara-2 sulla base dei risultati di gara-1 o la prima manche nel pomeriggio del sabato, sono rimaste inalterate per questa stagione, nonostante i parecchi dubbi sollevati (soprattutto dai fan e dalle reti televisive).

Si parte dal weekend che, oramai da qualche anno, regala due delle manche più belle in assoluto di tutta la stagione, giusto per cominciare nella maniera più adeguata: Il Gran Premio d’Australia sulla pista del Victoria, a Phillip Island. La tappa australiana è sempre stata imperativa per la Superbike, che ha saltato questo appuntamento solo nel 1993; nei primi due anni il GP si è corso ad Oran Park, circuito sostituito dal ’90 proprio dal tracciato attualmente in uso. Il record di vittorie qui è del “Coccodrillo” Troy Corser, capace di vincere ben sette volte tra il 1995 e il 2006, seguito a ruota dal connazionale Bayliss (sei successi) e dall’attuale dominatore della categoria, Jonathan Rea (cinque). Il nordirlandese è da due anni che riesce a mantenere ininterrottamente, proprio grazie all’iniziale doppietta a Phillip Island, la testa della classifica e tutto fa presagire a una ripetizione del copione anche quest’anno. Ducati è il marchio con più vittorie, ben 22.

E a proposito di Ducati, l’avversario attualmente più in palla che potrebbe fermare lo strapotere del pilota di casa Kawasaki è proprio Marco Melandri. Qui il ravennate non ha mai vinto ma è stato capace di ottenere molti podi: i suoi migliori risultati sono stati due secondi posti, nel 2012 e nel 2014. Nel 2017, dopo l’anno sabbatico lontano dalle corse, Marco è stato capace di tornare subito a podio, per cui le chance per vederlo come protagonista sono molto alte.

Chi invece non sembra molto a suo agio nell’ultimo periodo è il suo compagno Chaz Davies. Dopo un inverno di test molto più simile a un calvario, il gallese arriva nella pista in cui da due anni prova a battere il suo rivale Rea, senza esserci ancora riuscito. Quest’anno l’impresa pare essere ancora più ardua, ora che la Ducati sembra soffrire più di tutti il nuovo regolamento; di certo la grinta di Chaz ci metterà una pezza, ma basterà per ottenere i tanto agognati 25 punti?

Non ha molto da gioire nemmeno l’ultimo dei “Fantastici Quattro”, ovvero Tom Sykes: l’etichetta di gregario sembra esser diventata una sua parte integrante contro questo Rea, e Phillip Island non è di certo il luogo ideale dove ribaltare il pronostico; i curvoni veloci del Victoria sembrano essere totalmente inadatti alla guida spigolosa di Tom, che qui come migliori risultati ha tre terzi posti nel 2012, 2014 e 2017.

Possibile protagonista del 2018 potrebbe essere la Yamaha. La Casa dei Tre Diapason è sembrata tra le poche totalmente d’accordo con l’epocale cambio regolamentare di fine 2017, in cerca di quello spunto finora mancato per raggiungere le due forze dominanti del mondiale. Alex Lowes e Michael van der Mark sono perciò pronti finalmente a puntare a qualcosa di più di un semplice podio, e iniziare col piede giusto è imperativo quest’anno.

Discorso molto simile anche per casa Aprilia, che vede nella pista dell’isolotto australiano una storica alleata con i successi portati a casa solo pochi anni fa da Biaggi, Laverty, Guintoli e Haslam. Appena due anni sono bastati per cambiare radicalmente le carte in tavola e per mettere in difficoltà la RSV4, che nel 2018 tenterà di risollevarsi dopo un 2017 quasi del tutto disastroso. Eugene Laverty, vincitore qui due volte, è carico come un tempo e lo è anche Lorenzo Savadori, che di certo vorrà ripetere gli ottimi risultati di due anni fa in sella alla moto di Ioda Racing (team ora ritiratosi).

Tra poche ore scatteranno le qualifiche della SBK, seguite da quelle della SSP600, anch’essa colma di curiosità.

Che il campionato delle derivate di serie abbia inizio.

Info tracciato

Lunghezza: 4,445 km
Rettilineo: 835 m
Curve: 12 (5 a destra, 7 a sinistra)
Senso: antiorario
Record della pista: 1:31.168 (Eugene Laverty, Aprilia, 2013)

Albo d'oro

*Anthony Gobert è a quota 5 vittorie e 2 pole position

Orari televisivi

Sabato 24 febbraio

02:30 - Superpole Superbike (Italia 2)
03:30 - Superpole Supersport (Italia 2)
05:00 - Superbike gara-1 (Italia 1 e Italia 2)

Domenica 25 febbraio

03:30 - Supersport gara (Italia 1 e Italia 2)
05:00 - Superbike gara-2 (Italia 1 e Italia 2)

Repliche:
24/02 - 14:00 (Italia 1), 18:00 (Eurosport 2)
25/02 - 14:00 (Italia 1, gara-2), 17:45 (Eurosport 2, gara-1), 18:15 (Eurosport 2, gara-2)

Fonte immagine: worldsbk.com

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