SBK | GP Argentina 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Argentina 2019, sintesi prove libere del venerdì

Bautista e Rea nettamente in testa, tempi piuttosto alti. FP1 buttata per l’asfalto troppo sporco di 12 Ottobre 2019, 10:08

Le prove del venerdì del Gran Premio d’Argentina 2019 hanno lasciato qualche dubbio: non tanto su chi possano essere i protagonisti del weekend, quanto più sulle condizioni stesse della pista di San Juan Villicum, completamente sporca e senza gommatura, tanto da suscitare parecchie reazioni negative tra i piloti che hanno disputato attivamente la FP1, tra cui Marco Melandri e Loris Baz. La prima sessione è stata letteralmente buttata da metà schieramento e solo dodici piloti hanno deciso di scendere in pista, in gran parte coloro che non avevano mai visto il nuovo tracciato argentino.

In testa ad entrambe le sessioni troviamo uno dei debuttanti su questa pista, ovvero Álvaro Bautista. Lo spagnolo ha chiuso in testa entrambe le sessioni e il tempo migliore, fatto nella FP2, è di 1:43.614, dato ancor più interessante del solito: rispetto alla prima sessione il #19 ha girato un secondo e mezzo più veloce, ma il distacco dai migliori giri fatti al venerdì lo scorso anno è di quasi due secondi; in quel caso il leader della prima giornata era stato Jonathan Rea in 1:41.7. Ancor più imbarazzante il confronto con la Superpole dello scorso anno, oltre quattro secondi più veloce dei tempi fatti segnare ieri.

In ogni caso sono state le Ducati a dominare la FP2, con Michael Rinaldi e Chaz Davies che si sono inseriti in terza e quarta posizione sia pur ad oltre 1.2 secondi dallo spagnolo. Incomprensibile invece la giornata di Eugene Laverty, staccato di sette secondi dalla vetta e quasi al di fuori del 107%, nonostante abbia girato abbastanza (16 passaggi).

A contendere la leadership di Bautista ci ha pensato Jonathan Rea: il cinque volte campione del mondo è rimasto a solo un decimo di distacco e, se le condizioni dovessero rimanere queste, saranno i due leader della classifica a darci un duello che, in qualche modo, abbiamo visto pochissimo in questo 2019. Le altre Kawasaki non se la passano altrettanto bene, con Razgatlıoğlu sesto e Haslam settimo ma protagonista di un brutto highside. Nella FP1 c’è anche stato l’exploit di Jordi Torres, quinto sulla ZX-10R del team Pedercini, che però è stato subito ricacciato oltre la top ten nella seconda sessione. Il pilota di casa Leandro Mercado lo segue a ruota in 12a posizione.

Esattamente come l’anno scorso, chi sembra soffrire è la Yamaha. Se nella prima sessione il primo degli yamahisti era stato Lowes, sesto e a due secondi da Bautista, nella seconda la prima R1 è la #11 di Sandro Cortese per il team GRT. L’italo-tedesco si è classificato solo ottavo (a oltre un secondo) e da lui parte un terzetto di Yamaha che comprende anche le due ufficiali di van der Mark e Lowes. Le speranze per vedere la moto nipponica sul podio questo weekend sono poche e anche il poleman dello scorso anno, Marco Melandri, finora ha deluso concludendo solo 14° il turno finale.

Per ora la BMW è sugli scudi, seppur con un solo pilota. Tom Sykes si è classificato quinto alle spalle della coppia Ducati Rinaldi-Davies, ma il passo mostrato dall’ex-iridato (per quel che può valere in queste condizioni) è stato parecchio discontinuo, con solo un picco nell’1:44.9 registrato verso fine turno. La seconda S1000RR di Reiterberger sparisce, un’altra volta, nelle retrovie della classifica con un 17° tempo piuttosto deludente.

La prima Honda nella combinata è quella di Alessandro Delbianco, che qui a San Juan paga un gap motoristico inferiore rispetto alle concorrenti. Nonostante gli sforzi dell’italiano, non si va oltre a un 15° posto, davanti a Ryuichi Kiyonari. Leon Camier, dopo la sorprendente prova di Magny-Cours, occupa la penultima posizione, davanti al solo Eugene Laverty.

Qui i risultati della prima sessione, della seconda e l’analisi dei cronologici della FP2.

Fonte immagine: worldsbk.com


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