SBK | GP Aragón 2019, sintesi prove libere del venerdì

SBK GP Aragón 2019, sintesi prove libere del venerdì

Bautista comanda agevolmente entrambe le sessioni, lotta serrata alle sue spalle di 05 Aprile 2019, 18:52

Se c’erano dei dubbi sulla performance di Bautista ad Aragón in sella alla Ducati Panigale V4 R, data la natura del Motorland come pista meno di motore, questi sono stati dissolti già durante le prove libere di questo venerdì. Allo spagnolo di Toledo è andata la prima posizione in entrambe le sessioni di oggi, ed è stato l’unico a girare sotto il muro dell’1:50 finora; alla fine della FP2, il suo vantaggio è di mezzo secondo su Alex Lowes, in seconda posizione con la Yamaha del team Pata, dopo che era salito addirittura sopra il secondo di distacco durante la mattinata. Il tempo finale fatto segnare dall’ex-campione della 125cc è 1:49.607.

Stride che Álvaro abbia migliorato di pochi millesimi la sua prestazione tra mattina e pomeriggio, sintomo di come questo possa essere il suo limite, sul giro secco, con le gomme utilizzate oggi. Dietro di lui comunque la lotta è molto più serrata ed entusiasmante, cosa che potrebbe ripetersi anche domani durante la Superpole e gara-1: dietro alla R1 di Lowes, troviamo il campione del mondo Jonathan Rea, staccato dal connazionale di soli 23 millesimi. Basti pensare che in un solo secondo troviamo ben undici piloti, perché partendo dal #22 della Casa di Iwata si scende fino al suo compagno Michael van der Mark in 12a posizione. L’olandese è stato piuttosto in ombra questo venerdì, e il suo miglioramento dalla mattina al pomeriggio è stato di soli due decimi.

Ritornando davanti, troviamo quattro marchi diversi nelle prime quattro posizioni. A completare questo poker è la coppia Tom Sykes-BMW, che si conferma ancora una volta una moto agilissima nel tratto misto del terzo settore ma carente di motore nel quarto; basti pensare che l’inglese di Huddersfield paga la bellezza di mezzo secondo nel T4 alla Ducati di Bautista, e tre decimi alla Kawasaki di Rea. Purtroppo, l’aggiornamento al motore che BMW aveva promesso è stato posticipato a Imola, per cui sarà compito dei piloti domani dare il massimo con questa moto; Markus Reiterberger ha terminato ottavo la sua FP2, staccato poco più di mezzo secondo dal compagno.

La prima moto privata è quella di Eugene Laverty in quinta posizione, ed è la seconda Ducati in classifica. L’irlandese è in cerca di una grossa rivincita dopo le enormi sfortune della Thailandia, e il suo tempo, 1:50.356, lo piazza a soli due decimi da Lowes, per quanto il distacco dal capoclassifica sia comunque abissale. Un buco più consistente lo troviamo tra la quinta e la sesta piazza, con tre decimi di differenza tra Laverty e Cortese.

Haslam occupa la settima posizione: “Pocket Rocket” è reduce da una Superpole nel 2015 qui, quando ha corso per l’ultima volta su questa pista in sella a un’Aprilia RSV4, ma finora la gerarchia di casa Kawasaki pare chiara; c’è da dire che il #91 è stato comunque molto vicino al compagno Rea durante la FP1, ma il suo miglioramento nella seconda sessione non è stato così entusiasmante. Terminano la top ten le due Ducati di Rinaldi, nono, e Davies, decimo. Il gallese si è tolto la soddisfazione di stare davanti a tutti per buona parte del primo turno e di concluderlo in quarta posizione, ma con temperature più consone alla gara Chaz potrebbe non essere della partita per il podio.

Con Melandri 11° e finora abbastanza attardato, il gruppo dei partecipanti si chiude con le tre Kawasaki private di Razgatlioğlu, Mercado e Torres, e le tre Honda di Camier, Kiyonari e Delbianco in grossa difficoltà, con distacchi che dal resto del gruppo vanno dagli otto decimi in su, mentre per arrivare a Bautista salgono addirittura sopra i quattro secondi per il giapponese e l’italiano.

Qui i risultati della FP2 e l’analisi dei tempi sul giro.

Fonte immagine: Twitter / WorldSBK

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