Alyoska Costantino

PAROLA DI CORSARO Una regola stupida dallo scopo inutile che passa per ciò che non serve

La griglia invertita della SBK e tutti le motivazioni (personali) per cui eliminarla di 07 aprile 2017, 20:03 Condividi
Una regola stupida dallo scopo inutile che passa per ciò che non serve

Se c’è una cosa che mal digerisco nel mondo dei motori sono le regole rivolte a svantaggiare, o ad ostacolare, un pilota o un team in particolare, magari il più vincente delle ultime stagioni. Negli ultimi quattro anni la Superbike non aveva più avuto guai del genere, dopo l’antisportività fatta a regolamento contro le Ducati 1098 di piloti come Checa e Giugliano nel 2012 (aumento di 6 kg rispetto alle moto a 4 cilindri).

A quanto pare però qualche genio del male della FOM ha deciso d'inserire per il 2017, la classica “capperata” (per non dire altro) di turno: l’inserimento della griglia invertita per gara-2, partendo dal quarto classificato in pole fino al nono che parte invece sesto, mentre i primi tre classificati del giorno prima partono rispettivamente nono, ottavo e settimo; dal decimo posto in poi si ritorna a utilizzare i risultati della Superpole 2, ma chi era nelle posizioni di testa ed era caduto il giorno prima in gara, parte dal decimo posto in poi, in sequenza rispetto alla sua posizione sullo schieramento. Scusate se la spiegazione può sembrare confusa, ma è una proprietà esclusiva della regola stessa, e dopo tre gare posso affermare tranquillamente il suo insuccesso.

A dire il vero, la Superbike già nel 2016 con i regolamenti ha preso una via quantomeno discutibile con lo spostamento al sabato della prima manche, e relativa perdita (pure abbastanza netta a quanto ho sentito) di spettatori televisivi; a fare da contrappeso alla novità dello scorso anno, c’era la volontà delle TV di trasmettere qualcosa in più il sabato, e l’avere un’ora e mezza libera sulle proprie reti la domenica può risultare comodo. Certo, se poi vai a vedere ciò che trasmettono la domenica su Italia 1 o Italia 2 al posto della gara di motociclette ti viene un colpo al cuore... ma tant’è che il motivo, pur se strano, c’è.

La regola della griglia invertita introdotta quest’anno è partita con dubbi seri non solo dai fan (che hanno ostentato anche apertamente l’esistenza o l’utilità di questa regola) ma anche dai commentatori stessi. Per chi, infatti, non ha seguito la primissima gara a Phillip Island, su Italia 1 si sono più volte confusi nel descrivere questa regola, che si pensava premiasse ingiustamente il 7° classificato, mettendolo in pole position il giorno dopo; durante la celebrazione del podio fortunatamente si sono accorti dell’errore. E per carità, non mi sto battendo per l’onore di Temporali e Rangheri, poiché secondo me non sono granché come conduttori, ma con questa regola chiunque avrebbe potuto impappinarsi (e a quanto ho capito, anche su Eurosport Italia è successa la stessa cosa).

Che cosa intendevo prima con “regola per svantaggiare qualcuno”? Semplice: le teste di legno che hanno messo sul banco quest’abominio di regola l’hanno fatta per creare una norma Anti-Rea. E’ di questo che si tratta.

Si sono accorti che Rea arriva un po’ troppo spesso primo, e poiché ciò è poco “spetaculare” (e già definire la SBK poco emozionante mi sembra una bella bestemmia) hanno pensato bene di mettere in ogni gara-2 i migliori dietro, così si vedono le rimonte “esaltanti”, ma che di esaltante fin qui hanno avuto ben poco poiché la differenza quasi abissale tra Kawasaki, Ducati e tutte le altre moto fa tornare Rea, Davies, Melandri e Sykes nel gruppo di testa in poco più di tre o quattro giri. Alla faccia.

Quindi quali sono i motivi che rendono questa regola stupida e inutile?

  • La poca chiarezza della regola;
  • Il fatto che punti a svantaggiare i piloti e le squadre più forti invece che usare mezzi ben più concreti;
  • La presenza già forte di sorpassi e duelli;
  • Nessun bisogno di spettacolo artificiale.

Di regolamenti assurdi ne abbiamo visti a bizzeffe in questi anni, e la Formula 1 ne è un validissimo esempio col suo DRS. Ma vi dirò una cosa: credo che questa regola dello schieramento invertito riesca a rivaleggiare alla pari a livello di oscenità con l’ala mobile della F1.

Perché sì, il DRS trasforma in qualcosa di piatto un’azione decisiva come un sorpasso, ma lo scopo originario per cui è stato concepito paradossalmente lo soddisfa: aumentare i sorpassi. Li rende poco sportivi, brutti, telefonati, permette di farli senza il minimo sforzo... ma raggiunge il suo (nefasto) scopo. La griglia semi-invertita delle moto di serie invece non riesce nemmeno in questo.

Per fortuna non ci sono stati ancora casi di gente che “sacrifica” la propria posizione per un posto migliore nella griglia del giorno dopo, eccetto Melandri in Thailandia, ma lì credo (o spero!) sia stato frutto più della stanchezza del ravennate che di una sua volontà a perdere il podio volutamente.

Sono comunque curioso di sentire i vostri pareri su ciò. Io questa copia spudorata della regola di GP2 la boccio completamente, voi?

Fonte immagine: worldsbk.com