Alessandro Secchi

SEVEN Quale destino per Monza?

di 30 marzo 2016, 17:00
Quale destino per Monza?

Dopo la notizia di dieci giorni fa con il presidente Aci Sticchi Damiani rinunciatario al Fatto Quotidiano sulle possibilità di Monza di rinnovare il suo contratto, se ne sono lette di tutti i colori. L'Autodromo stesso ha cercato di tergiversare con un comunicato, comparso su Facebook, nel quale veniva sottolineato che l'impegno c'era ancora e c'è per portare a compimento quello che sembra un miracolo.

Nel frattempo, però, non si sente più nessuno. Monza è in balia del Mugello, di Imola, di Las Vegas, di Ecclestone, di tutti. Ognuno dice la sua in una situazione abbastanza assurda ed economicamente grave per la città e l'Autodromo stesso. Sembra un accanimento terapeutico per la vergogna di non voler dire come stanno veramente le cose.

Bernie l'ha detto chiaro e tondo che la F1 senza Monza può sopravvivere, d'altronde di paesi pronti a sborsare dollari pesanti (e più di quelli pagati dal nostro Autodromo) ce ne sono. Il problema è il contrario: di Monza, senza F1, resterebbe ben poco. Il discorso è però molto semplice: sembra che di questo interessi solo agli appassionati e a chi tiene davvero ad un gran pezzo di storia delle corse. Nell'immaginario collettivo il Gran Premio d'Italia è unito a doppio filo a Monza. Non ci sono Imola né Mugello che tengano.

Non siamo noi, però, a poter fare qualcosa: siamo spettatori impotenti del solito spettacolino italiano, che come toglie in altri ambiti per il piacere di pochi, a questo giro sembra aver colpito qualcosa che ci tocca da vicino. Un anno fa, all'inaugurazione del Museo della velocità, veniva regalata la maglia che vedete in copertina.

Mi chiedo: chi ci credeva veramente, in una Monza forever? Purtroppo gli accordi non si fanno con le parole.

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1 commento

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  1. Griforosso
    #1 Griforosso 30 marzo, 2016, 22:33

    Una notizia, questa, che in un periodo come questo mi turba
    molto. In campo sportivo del motore, ovviamente. Il nostro sport viene gestito
    sempre più con principi che solo i Politici hanno messo in atto in Italia. Con
    tutto quello che, a mio avviso, c'è di losco dietro. Gruppi e Gruppetti di
    potere che si fanno la guerra e l'Appassionato subisce. Ora hanno pure elevato
    il costo dell'Assicurazione delle gare che parte da €.6.500,00= per arrivare ad
    oltre €.8.000,00= a seconda dell'importanza della gara stessa e sino a 100
    concorrenti. Quindi se non hai un numero adeguato di iscritti alla gara il
    bagno è sicuro. Non è che abbiano fatto uno schema tipo di contratto con
    garanzie/franchigie/premi a cui attenersi lasciando all'Organizzatore
    "trovare" la Compagnia di Assicurazione (che spesso diventava sponsor
    della manifestazione). Ora DEVI sottoscrivere "quella assicurazione"
    e non importa se tu Autodromo o Organizzatore hai sempre avuto un TUO
    Assicuratore godendo, magari, di buone condizioni, migliori di quelle
    obbligatorie ora, ottenute negli anni per la qualità del proprio modo di
    lavorare. A quando, con questi chiari di luna, un ISIS anche nel Motor Sport ?
    Esagero ? Si lo so, ma con una botta dopo l'altra si arriva ad un punto di
    sconforto che ti fa dire cose esagerate. Speriamo bene. Un saluto a tutti gli
    Appassionati e sempre VIVA FERRARI E ALFA.

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