NASCAR Keselowski fa doppietta a Darlington!

Sia in Xfinity che in Cup Series beffa per le #42 del team Ganassi guidate rispettivamente da Chastain e Larson
NASCAR | Keselowski fa doppietta a Darlington!
di 04 settembre 2018, 11:00

Fino a due giorni fa Brad Keselowski non aveva mai vinto a Darlington. In 24 ore si aggiudica le gare di Xfinity e Cup Series battendo in entrambi i casi la Chevy #42 del Chip Ganassi Racing. Al sabato ad essere sconfitto - o meglio, eliminato dalla contesa, come potrete leggere più avanti - era stato Ross Chastain, la domenica invece Kyle Larson, in testa per 284 dei 367 giri e alla fine solo terzo. Per Keselowski è la 25esima vittoria in Cup Series, esattamente 30 in meno di Rusty Wallace, il mito di cui ha utilizzato la livrea nell'ormai classico "Nascar Throwback Weekend" che omaggia la storia della categoria.

La gara

Dopo un ritardo di un'ora per la presenza di fulmini attorno al circuito la gara può cominciare. Dalla pole parte il grande favorito Denny Hamlin, ma subito dietro gli si accoda l'altro favorito, ovvero Kyle Larson. La leadership di Denny resiste per i primi 11 giri, poi per gli altri 356 o quasi sarà un monologo di Larson. Dietro di loro ci sono Truex, Logano e Bowman, ma quest'ultimo è vittima di una foratura e perde due giri; a prendere il suo posto nella top5 è Erik Jones. 

Larson ha un passo che nessuno riesce a imitare e il suo vantaggio in pochi giri arriva fino ai 6" e nemmeno il primo giro di soste lo impensierisce. L'unico ad avere problemi è Jimmie Johnson, il quale prima è costretto ad una sosta supplementare per una ruota malfissata e poi, nell'effettuare questo pit stop, commette un'infrazione e deve scontare un drive-through. Per lui i giri persi in un attimo sono tre.

L'unico problema per Larson arriva nel finale della prima stage: il suo ritmo lo ha portato a doppiare gente del calibro di Stenhouse, Buescher e Austin Dillon che sono in quel momento nella top15. Tutti lottano per restare a pieni giri e Dillon resiste fino al contatto con lo stesso Larson. Il passaruota della Chevy #42 si danneggia leggermente e così Larson decide di alzare il piede nell'ultimo giro della stage senza tuttavia perdere la prima posizione; dietro a Kyle si classificano Jones, Truex, Logano e Keselowski.

Scende la sera su Darlington ma il leader non cambia, dato che Larson rimane in testa anche dopo la caution e le soste (con Jones che perde la seconda posizione per una penalità). Dopo una ripartenza senza scossoni, la prima vera caution arriva al giro 129, quando Kyle Busch, in quel momento settimo, tocca in fase di doppiaggio la #23 (in fase transitoria fra il BK Racing e i nuovi proprietari del Front Row) mandandolo a muro. Dal giro di soste che ne consegue, Larson perde la prima posizione a favore di Truex; non sarà l'ultima volta della serata.

Kyle alla ripartenza viene passato anche da Harvick (solo 22° in qualifica); i primi due si danno battaglia e così Larson ne approfitta e dopo 20 giri è di nuovo in testa alla gara. Il degrado delle gomme è notevole a Darlington e quindi c'è il tempo per un altro giro di soste e in questo caso la vittima è Truex, sempre per una penalità. Tutti si fermano, tranne Larson e Harvick, i quali decidono di tirare dritto e risparmiare per il finale della gara un set di gomme. Il problema è il carburante - è uno stint da 70 giri - ma Kyle riesce a gestire al meglio pneumatici e il pieno e vince la seconda stage, mentre Harvick è costretto ad alzare il piede per non rimanere a secco. Dietro alla #42 si piazzano Keselowski, Logano, Elliott e Jones. Nel convulso finale, tra doppiati che si sdoppiano e che vengono ridoppiati, proprio sul traguardo Larson beffa Austin Dillon (sì, proprio lui) per pochi centimetri lasciandolo a un giro, e soprattutto facendo così impedisce al pericoloso Truex di tornare a pieni giri dopo il problema alla sosta.

Dopo 200 giri sono ancora in pista 39 delle 40 vetture che avevano iniziato la gara. Non è una cosa alla Darlington e infatti la stage finale lascia il segno su qualche pilota. Dopo un'altra ripartenza tranquilla con Larson davanti a Elliott, Logano e Keselowski, cominciano i veri guai: il primo a finire a muro per una foratura è Suarez, che già era oltre la top20 e finirà staccato di 9 giri, poi prosegue la domenica orribile per Jimmie Johnson, il quale è costretto al ritiro per la rottura della pompa dell'olio e infine - sempre per problemi meccanici - è il turno di DiBenedetto e Timmy Hill.

Dopo 100 giri consecutivi in testa Kyle Larson cede momentaneamente la testa della gara: il team della #42 tenta l'overcut e quindi con gomme fresche prima Keselowski e poi Logano passano in testa, ma quando Larson monta finalmente pneumatici nuovi recupera da 6° a 1° (e 12") in 20 giri, tornando là dove era. Per quanto riguarda la strategia, c'è chi vuole fare l'ultima stage in 3 soste e chi in 2 e nella lunga fase di green l'attenzione è tutta su questo. Non sono solo i ritiri a fioccare, ma anche le penalità e a finire sotto l'occhio dei commissari finiscono A.Dillon, Bowman e McMurray. 

A parte queste eccezioni la gara scorre via tranquilla fino al giro 312: Newman frena, forse un po' troppo alto di linea, in curva 4 per entrare in pit lane; da dietro Bowyer arriva in pieno con gomme fresche e non si accorge della #31 che rallenta e lo centra in pieno. Con 50 giri alla fine le diverse strategie vengono annullate e tutti rientrano ai box; Larson rimane in testa davanti a Keselowski e Logano (gli unici che tra l'altro erano a pieni giri in quel momento).

La ripartenza è ai -45, ma lo stint dura ben poco dato che 8 giri dopo anche Byron ha un problema al motore. La folle corsa di Larson aveva lasciato solo 7 piloti a pieni giri, ma la nuova sosta dei leader rimette in corsa molte auto. Altra ripartenza ai -34 con l'unica modifica che Logano è davanti a Keselowski (seppur per pochi metri, poi la #2 torna in seconda posizione), ma alla bandiera verde è sempre e solo Larson, magari meno dominante sugli short-run, ma comunque efficace. Un altro mini-stint poi Jeffrey Earnhardt va in testacoda per l'ultima caution della notte.

Si giunge così alla sosta decisiva: gli esperimenti nei movimenti della pit crew di Keselowski funzionano e così Larson, come a inizio gara, è costretto a cedere la prima posizione seppur per pochissimi centimetri. Alla ripartenza Brad rimane davanti, ma non sono finiti qui i problemi per Larson, dato che le modifiche di assetto effettuate non migliorano la vettura e così lo sorpassa anche Logano.

Una gara dominata da Kyle Larson si conclude così con un trionfo del Team Penske (che non vinceva qui dal lontano 1975) con Keselowski che vince la prima gara stagionale davanti a Logano. Larson si deve accontentare del terzo posto davanti a Harvick, Elliott, Kurt e Kyle Busch, Jones, McMurray e Hamlin. Per quanto riguarda il campionato manca solo una gara ai playoff. Kyle Busch poteva vincere matematicamente la regular season, ma il +39 su Harvick con cui partirà a Indy sono un vantaggio di tutta sicurezza; pur senza vincere anche Hamlin e Almirola si sono qualificati lasciando così solo due posti da assegnare. Nonostante i brutti risultati, Johnson e Bowman si sono messi in sicurezza su Stenhouse e quindi solo una vittoria a sorpresa di qualcuno al momento fuori dalla top16 potrebbe escluderli dalla post-season. 

Le altre categorie

Come detto in apertura, nella gara della Xfinity Series la vittoria è andata a Brad Keselowski, ma il protagonista della gara è stato Ross Chastain. Chiamato dal team Ganassi per colmare un buco che gli sponsor di John Hunter Nemechek non erano riusciti a colmare, il pilota che quest'anno ha stupito molto per quanto ha reso con vetture sottofinanziate, ha colto nel migliore dei modi la prima delle tre occasioni che gli si sono presentate. Partito dalla pole, è stato in testa per 90 dei primi 111 giri vincendo anche entrambe le stage, poi la svolta della gara.

Messo sotto pressione da Keselowski prima e da Harvick poi, Ross ha difeso ottimamente la posizione fino al giro 112 quando Harvick ha tentato l'attacco all'interno. Entrambi hanno deciso di non mollare (Harvick poteva anche alzare il piede e riprovarci dato che mancavano 35 giri alla fine, ma non posso biasimarlo) e così Kevin ha perso aderenza ed ha mandato Chastain a muro. Immediata la vendetta (involontaria secondo Ross, ma sappiamo bene la verità) di Chastain che a sua volta spedisce Harvick a muro. Per il veterano della Cup Series la gara finisce qui, per quello della Xfinity Series prosegue invece e terminerà con un 25° posto. Se il contatto è da catalogare come un semplice incidente di gara - anche se le conseguenze per Chastain sono molto maggiori - le successive dichiarazioni di Harvick sono invece inconcepibili per la narrazione dei fatti e per il giudizio che Kevin ha avuto su Ross. 

Dopo l'incidente che cambia volto alla gara non succede più nulla. A Keselowski è bastato evitare i due che aveva davanti per passare in testa e vincere davanti a Custer, Reddick, Hamlin e Sadler. Per quanto il riguarda il discorso campionato l'incidente di Bell permette ad Allgaier di allungare in campionato sulla coppia Sadler-Custer. B.Jones, Tifft e R.Truex hanno ottenuto la qualificazione ai playoff e dunque rimangono solo 3 posti liberi. Reed, Cindric (in lacrime dopo essere stato spedito a muro da Truex appena al secondo giro; nelle ultime tre gare ha portato a casa, e non per colpa sua, -10 punti) e Chastain, con Ross che nonostante tutto ha guadagnato 5 punti sul 17°, hanno un margine di sicurezza su Annett, ma da qui ai playoff ci sono ancora due gare da disputare.

I risultati odierni

La classifica della "Bojangles' Southern 500"

La classifica generale

Così il campionato a 1 gara dai playoff

I prossimi appuntamenti

Domenica prossima la Nascar fa tappa a Indianapolis. Il clou sarà la Cup Series con la gara di domenica che chiuderà la regular season. Sabato, invece, per la Xfinity Series il penultimo appuntamento prima dei playoff. Ancora una settimana di pausa per i Truck che torneranno venerdì 14 a Las Vegas.

Immagine: GettyImages per nascar.com

Un ringraziamento a Marcello per avermi perfettamente sostituito nella cronaca notturna della gara che - purtroppo - non sono riuscito a vedere interamente in diretta.

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