Motomondiale | GP Olanda 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Olanda 2019, sintesi prove libere del venerdì

Le Yamaha di Quartararo e Viñales al comando delle sessioni, Lorenzo out per infortunio di 28 Giugno 2019, 22:30

Le prove libere del Gran Premio d’Olanda classe MotoGP hanno già regalato sorprese, alcune delle quali non proprio dolcissime da digerire. La notizia della mancata partecipazione di Jorge Lorenzo a questo Gran Premio, per la frattura della sesta vertebra dorsale, ha ulteriormente complicato la sua stagione, che aveva preso una piega disastrosa dopo lo strike causato in Catalunya alla curva Caixa. Per il maiorchino si prospettano settimane intere di riposo, nella speranza di tornare per Brno.

Con Honda a corto di un elemento, è stata la Yamaha a mostrare gli artigli. In testa alla seconda sessione e alla classifica combinata troviamo infatti Maverick Viñales, con un tempo di 1:32.638 fatto segnare durante il time attack della seconda prova. “Top Gun” però fa spavento anche sul ritmo questo weekend osservando fatti durante il mattino e in parte anche al pomeriggio, dimostrando come sia voglioso di rivincita dopo un primo terzo di mondiale massacrante a livello psicologico. E' stato Fabio Quartararo a confrontarsi con lui questo venerdì, guadagnando la prima posizione nella FP1 e venendo staccato di due soli decimi sul giro secco nella FP2; al contrario del compagno di marca, Quartararo non sembra avere lo stesso passo gara, ma potrebbero esserci comunque sorprese importanti, specie se la gara sarà compatta e combattuta come l’anno scorso. Valentino Rossi è nono e con buone chance di una Q2 diretta, mentre Franco Morbidelli ha chiuso solo 14° questa giornata.

Tutti i piloti che hanno disputato le due libere si sono migliorati sensibilmente dalla FP1 alla FP2, ma solo tre hanno abbattuto il muro del ’33. Oltre alle due Yamaha davanti c’è anche Danilo Petrucci in 1:32.952, ben tre decimi più rapido di Andrea Dovizioso che l’ha seguito. Il ternano spera nel poker di podi per continuare il buon momento in campionato, ma una scivolata al mattino ha rischiato di complicargli molto il weekend quando ha perso il posteriore al Ramshoek; nessuna conseguenza fisica per lui. Dovi non ha avuto intoppi di sorta e il suo quarto posto promette comunque bene in vista del Gran Premio. La velocità più alta fatta segnare quest’oggi è sua, con 320 km/h in fondo al lungo rettilineo verso curva 6.

Dopo Álex Rins, quinto con la prima Suzuki, troviamo la più grande sorpresa della giornata, seppur agevolata da molti fattori: Andrea Iannone ha fatto segnare il sesto tempo con un 1:33.355, che per pochi istanti è stato anche il tempo più veloce della sessione 2. Per permetterglielo sono stati necessari la scia di Marc Márquez e un giro a vita persa di Assen con la RS-GP anche scomposta nell’ultima chicane, ma bisogna pur sempre dare a Iannone ciò che è di Iannone, anche considerando che è stato fatto con gomma posteriore dura; purtroppo, a tre minuti dalla fine, “The Maniac” è stato protagonista di una scivolata nella stessa curva di Jorge Lorenzo, in uscita dalla 7. L’altra Aprilia, guidata da Aleix Espargaró, ha chiuso solo 19a, considerando però l’infortunio alla gamba rimediato dallo spagnolo nella gara di casa.

E’ in settima posizione che troviamo il campione del mondo Marc Márquez, con un tempo che non ha più migliorato dopo aver girato in coppia con Iannone durante la FP2. Tenere d’occhio il fenomeno è, come sempre, imperativo in vista della gara considerando che il passo fatto vedere con gomme M-M è tra il ’33 e mezzo e il ’33 alto; al mattino invece Márquez ha girato con le Soft stranamente. L’altra Honda in top ten è di Crutchlow, decimo, mentre al mattino Taka Nakagami non è andato male per poi essere ricacciato in 16a posizione. Tra gli esclusi importanti della top ten troviamo anche Pecco Bagnaia, 11°, Jack Miller, 13°, ed entrambe le KTM del team Ajo di Pol Espargaró e Johann Zarco, col francese scivolato nello stesso punto di Iannone e Lorenzo.

Per la prima volta dall’inizio del campionato ritroviamo una KTM competitiva in Moto2, seppur con un solo pilota. Brad Binder ha concluso al primo posto la FP2 di Assen, approfittando sia di un layout che assottiglia le differenze tra le moto, sia di un mezzo un po’ più stabile rispetto a quanto visto nelle ultime uscite in Italia e Catalunya. Tra le due moto del team Ajo, quella di Binder è quella di Jorge Martín, c’è tutto il resto della top ten che è conclusa proprio dal campione del mondo della Moto3, e a sorpresa troviamo, in seconda e terza posizione, Remy Gardner e Sam Lowes con due Kalex. Nonostante il risveglio di KTM sono ben sette i telai tedeschi nelle prime dieci posizioni, tra cui i tre contendenti al titolo Lüthi, Baldassarri e Álex Márquez (i quali vanno dalla settima alla nona posizione). Navarro sulla Speed Up è quarto, in una FP2 più veloce rispetto alla sessione mattutina. E’ stato annunciato dalla direzione gara che Stefano Manzi partirà ultimo in griglia domenica, a seguito di un contatto con Dimas Ekky Pratama alla curva 9 che ha steso violentemente a terra l’indonesiano causandogli un trauma cranico ed estromettendolo dalla gara.

Nella Moto3 i nostri italiani sono intenzionati a cancellare con un colpo di spugna gli avvenimenti di Barcellona, cosa che viene dimostrata anche nelle prove. Alle spalle di Jakub Kornfeil con la KTM Redox, primo al pomeriggio e nella combinata in 1:41.782, troviamo ben quattro italiani nelle successive cinque posizioni. A capitanare il plotone azzurro c’è forse l’italiano più in forma al momento, ovvero Tony Arbolino che si è tenuto dietro Niccolò Antonelli e il compagno Fenati; Celestino Vietti è invece sesto, preceduto dall’argentino Rodrigo. Solo 11° il secondo nella classifica iridata Lorenzo Dalla Porta, ma è andata ancora peggio ad Arón Canet che non ha potuto esprimere il suo potenziale a pieno a causa di un contatto con Alonso López, troppo lento nel T1 della pista van Drenthe. In ottava e nona posizione i due giapponesi di Honda Asia, Kaito Toba e Ai Ogura, che per l’occasione hanno sfoggiato una fantastica livrea ispirata alla prima Honda 125cc che ha vinto il campionato del mondo della classe leggera nel lontano 1961, la RC143.

Qui i risultati della sessione pomeridiana della MotoGP e l’analisi dei tempi fatti.

Fonte immagine: Twitter / MotoGP

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