Motomondiale | GP Austria 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Austria 2019, sintesi prove libere del venerdì

Marc Márquez veloce da subito, Dovizioso si prende la FP1. Yamaha davanti, Suzuki soffre di 09 Agosto 2019, 17:41

Le prove libere del venerdì di Spielberg hanno dato conferme e sorprese. Rientra nella prima categoria la Honda #93 di Marc Márquez, in testa al gruppone della MotoGP anche sui lunghi rettilinei austriaci. Lo spagnolo di Cervera è stato l’unico, insieme al secondo classificato nella combinata, a scendere sotto il muro dell’1:24, stampando un 1:23.916 e migliorando di tre decimi il tempo nella sessione mattutina. Al contrario delle previsioni, forse Márquez potrebbe non essere l’unica Honda in lotta per il podio, poiché anche Takaaki Nakagami ha dimostrato di andare forte quest’oggi, stampando un 1:24.071 che lo separa da Márquez di un decimo e poco più. All’interno della top ten e della virtuale Q2 anche Cal Crutchlow, nono, con Bradl solo 16° ma a soli otto decimi di distacco.

Quelli che rientrano tra le sorprese sono gli yamahisti, in primis Maverick Viñales che si è piazzato a 66 millesimi dal tempo migliore fatto da “MM93”. “Top Gun” non vuole mollare lo slancio ottenuto prima della pausa estiva e perso momentaneamente a Brno, ma dovrà dimostrare di averne anche in vista della gara poiché al momento il suo ritmo dista circa quattro decimi da quello messo in piedi dal connazionale hondista, che ha girato tra l’1:24.1 e l’1:24.5 con Hard davanti e Soft dietro. Al quinto posto è tornato a farsi vedere Quartararo, che potrebbe duellare contro Nakagami e Miller per essere il primo dei piloti privati.

Il weekend su cui Ducati punta forte è iniziato bene ma comunque alle spalle di Márquez, tranne nella FP1 in cui il primo posto è andato al caposquadra Andrea Dovizioso. Il forlivese è stato uno dei tre piloti che non si è migliorato al pomeriggio sul tempo della mattina, in modo da concentrarsi sull’utilizzo di gomme diverse dalle morbide e anche a causa di una caduta a tre minuti dalla fine, alla Remus. Nonostante ciò, “Dovi” si è dichiarato soddisfatto e lo è anche Jack Miller, quinto nella FP2 e sesto nella combinata, ma con un miglioramento minimo tra le due sessioni; l’australiano le tenterà tutte per rendere questo weekend quello centrale per il suo rinnovo con Pramac. Ottavo Petrucci, dopo una FP1 difficile.

Soddisfazioni anche per casa KTM, che qui si è presa il lusso di mettere in Q2, fino almeno alla FP3 di domani, ben due delle sue moto in pista con Oliveira settimo (probabilmente la sorpresa della giornata) e Pol Espargaró decimo davanti a piloti di un certo calibro. La RC16 ha risposto bene grazie alla buona velocità di punta, ma ha pagato qualche guasto di troppo come quello che è occorso a Syahrin; in difficoltà Zarco, 15° e ultimo dei piloti che non hanno migliorato al pomeriggio.

Chi deve sperare in un tempo favorevole domani sono Valentino Rossi e Álex Rins, scalzati fuori di poco da “Polyccio” su KTM. Per l’italiano il mancato miglioramento al pomeriggio potrebbe risultare decisivo, mentre Rins sta dimostrando come la potenza sia comunque importante su una moto, oltre ad avere un compagno di squadra che dia nuovi dati e che in Austria è assente; Rins infatti è l’unico su Suzuki in pista questo weekend, dopo il forfait di Mir e la decisione del team Ecstar di non schierare Guintoli al suo posto. Sono fuori dalla Q2 al momento anche Bagnaia, Morbidelli e le due Aprilia RS-GP, che hanno tremendi problemi di stabilità.

In Moto2 la KTM brilla ancora di più con Brad Binder al comando della seconda sessione, e speranzoso di ritornare al successo per dare alla Casa di Mattighofen la vittoria sfumata lo scorso anno per mano di Bagnaia. Come spesso è accaduto quest’anno, anche quando la moto ingrana, Binder è l’unico dei piloti KTM nelle primissime posizioni, con Martín nono e Lecuona 15°. Nagashima ha chiuso al secondo posto e come a Brno sta crescendo bene nelle prove, davanti a Lüthi e a Navarro, con lo spagnolo che si sta rifacendo con gli interessi nel confronto in casa Speed Up col compagno Di Giannantonio (addirittura 22°). Virtualmente fuori dalla Q2 Lowes, Bulega e addirittura Álex Márquez, che sembra comunque averne molto di più sul passo.

Non tutti i piloti della Moto3 conosco a menadito l’asfalto austriaco, e tra questi c’è sicuramente Celestino Vietti, comunque capace di ottenere il primo posto in 1:36.585, con soli tre centesimi su John McPhee e mezzo decimo su Tatsuki Suzuki. L’italiano è ancora alla ricerca della sua prima affermazione e chissà che non possa avvenire proprio qui, a casa della KTM che il team Sky utilizza. Si sono notate anche le differenze di velocità di punta nella speed trap, con le Honda più veloci di circa quattro o cinque km/h rispetto alle moto austriache. A completare la top five ci sono Sasaki e Arbolino, mentre i due pretendenti al titolo, Lorenzo Dalla Porta e Arón Canet, sono rispettivamente in 12a e 27a posizione, col pilota di Max Biaggi che accumula un gap da Vietti di addirittura 1.6 secondi.

Da citare anche i turni di prove fatti dalla MotoE, che hanno premiato Niki Tuuli sulla moto del team Ajo. Non tutto però è girato per il verso giusto per il binomio finlandese, poiché durante le prove libere della Moto2 è stato rilevato un guasto sulla Energica Ego Corsa del vincitore del Sachsenring, poi messa a ricaricare ulteriormente. Questo ha causato l'esplosione della batteria che ha necessitato l'intervento dei pompieri, bravi a limitare i danni del successivo incendio. Dopo un meeting tra i vari piloti, rappresentanti e team manager della serie elettrica, il palinsesto della MotoE è rimasto invariato, nella speranza che non avvengano altri incidenti simili; dopo le prove, anche il team SIC58 ha lamentato un problema simile: anche a Casadei (secondo nella FP2), oltre che a Tuuli, è stata fornita una moto sostitutiva.

Qui i risultati della FP2 MotoGP, l’analisi dei tempi fatti e la classifica combinata.

Fonte immagine: hondaracingcorporation.com

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