Motomondiale | GP Americhe 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Americhe 2019, sintesi prove libere del venerdì

Le Yamaha in contropiede su Márquez, le Ducati ufficiali fuori dalla top ten. Fenati primo in Moto3 di 12 Aprile 2019, 23:48

Pur essendo solo delle prove libere, ottenere il primo posto qui ad Austin al posto di Marc Márquez in qualsiasi turno è quasi un’impresa. Ci sono volute due gomme Soft, usate da Maverick Viñales, per riuscire in quest’intento nella FP2: “Top Gun”, già secondo nella FP1 proprio dietro al connazionale con un solo decimo di distacco, è riuscito a passare in prima posizione col tempo di 2:03.857, circa quattro decimi più alto del record in qualifica fatto da “MM93” nel 2015 (e uno dei soli due piloti a scendere sotto il muro del 2:04 in questo weekend). Le preoccupazioni di Michelin sullo sporco presente in pista e sulla tenuta degli pneumatici pare siano state scongiurate col sopraggiungere del pomeriggio, con miglioramenti sui tempi sul giro intorno al secondo e mezzo circa per ogni pilota.

La Yamaha sorride anche per la prestazione di Valentino Rossi, che col suo terzo posto chiude il panino Yamaha in cui è proprio Marc Márquez a fare la fetta di salame in seconda posizione. I due primi classificati della gara di Termas de Rio Hondo sono staccati da Viñales rispettivamente di uno e due decimi. I gap sono piuttosto contenuti fino alla quinta posizione occupata da Cal Crutchlow, il quale rimedia due decimi di secondo di ritardo, ma da Álex Rins in poi i distacchi lievitano, col pilota Suzuki già a quasi mezzo secondo. Sono dodici i piloti racchiusi in un solo secondo.

Ancora una volta, la FP2 si è rivelata una sessione entusiasmante e parecchio combattuta, poiché le previsioni anticipano degli scrosci per domani mattina che andrebbero a rendere difficile un eventuale ingresso in Q2 diretto coi tempi della FP3. Il risultato è stato una classifica piena di sorprese, che vede nei primi dieci nomi sorprendenti come Pol Espargaró, Francesco Bagnaia e i due piloti del team Petronas, Franco Morbidelli e Fabio Quartararo. Questi ultimi due sono separati da appena 41 millesimi.

Sono clamorosamente mancate le Ducati del team ufficiale Mission Winnow: c’è una GP19 in top ten, ma è quella del team Pramac guidata da Jack Miller e portata a un ottimo quarto posto. Le altre due Desmosedici ufficiali non hanno fatto un turno brillante, con Dovizioso che ha perso il quarto posto ottenuto nella FP1 scendendo in 11a posizione, mentre Petrucci è il primo dei piloti in classifica a beccarsi un secondo di distacco o più, in 13a piazza; se il tempo non dovesse tenere, ci sarà lo scoglio della Q1 da superare, su una pista ostica per le Ducati.

La Moto2 è stata l’ultima a scendere in pista sia al mattino che al pomeriggio, e in entrambi i casi il team Dynavolt è stato il migliore. In ambo le sessioni con Marcel Schrotter, nella prima con un tempo di 2:10.853, nella seconda scendendo addirittura sotto al muro del 2:10 e relegando il primo inseguitore a mezzo secondo; si dà il caso che, in entrambe le sessioni, il primo inseguitore sia stato Thomas Luthi, a conferma dello stato di forma del team a cui manca solo la vittoria in questo inizio di campionato. In terza posizione abbiamo avuto uno spagnolo sia in FP1 sia in FP2, con Jorge Navarro su Speed Up nella prima libera e Álex Márquez sulla Kalex del team Marc VDS nella seconda. Da segnalare anche l’ottima prestazione di Fabio Di Giannantonio, settimo, con Luca Marini, quest'ultimo bravo a fare quarto diventando il primo degli italiani nella lista dei tempi cronometrati. Nella classe di mezzo ci sono stati anche due cadute abbastanza brutte, con Jake Dixon caduto al tornantino in fondo al rettilineo, e Nagashima vittima di un high-side nel primo settore.

Entrambe le sessioni di Moto3 sono andate appannaggio dell’ascolano Romano Fenati. Arrivato come favorito di questa gara essendo stato l’unico in Moto3 a ottenere due successi, “Fenny” dovrà puntare per forza alla vittoria per cominciare una sorta di recupero in classifica generale. L’altro pilota da tenere d’occhio per questo weekend è Aron Canet, solo 15° nella prima libera ma ripresosi nella seconda con un sesto posto, seppur a ben sei decimi dal #55. Sono andati molto bene i piloti della Squadra Corse SIC58, con la coppia Suzuki-Antonelli staccata dai due ai quattro decimi dal leader, a completare il podio della sessione. Solo 23° il leader del campionato Kaito Toba.

Qui i risultati della sessione 2 della MotoGP e l’analisi dei tempi.

Fonte immagine: Twitter / Maverick Viñales

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