MOTOGP Test Buriram: Honda nettamente al comando

Il campione del mondo Marquez precede Pedrosa, rimasto in testa in mattinata. Miller terzo, Rossi 14° di 17 febbraio 2018, 14:34 Condividi
MotoGP | Test Buriram: Honda nettamente al comando

Con il proseguimento di questi test della MotoGP in Thailandia, la sensazione che la Honda versione 2018 sia la moto più completa del lotto pare sempre più forte. Al Chang International Circuit oggi si è svolta la seconda delle tre giornate di test previsti, e come ieri a comandare è una Honda. Questa volta si tratta della HRC Repsol del sei volte campione del mondo Márquez, il quale è passato in testa durante il pomeriggio dopo aver lasciato al compagno Pedrosa, secondo finale, il comando della classifica in mattinata. La RC213V pare, come detto, la moto favorita e una conferma simile non può che essere un regalo di compleanno più che gradito per Márquez, divenuto oggi venticinquenne. Lo spagnolo è stato anche l’unico a scendere sotto il muro dell'1:30 (1:29.969) dopo 91 giri sui 97 conclusi, demolendo il tempo migliore di Crutchlow ottenuto ieri di quasi otto decimi.

Le principali concorrenti di Honda, Ducati e Yamaha, non hanno avuto una giornata da incorniciare. Cominciamo con la Casa di Iwata: a dispetto del quarto posto a fine sessione ottenuto da Maverick Viñales, ottenuto dopo 90 passaggi, le M1 2018 continuano a soffrire sul piano del grip e la prova inconfutabile l’ha data Valentino Rossi. Se già ieri, il giorno del suo compleanno, il “Dottore” non era sembrato molto convinto dei risultati, oggi lo sarà ancora meno dopo il 14° posto ottenuto con 65 giri effettuati. L’impegno sull’elettronica pare diventato il perno centrale del lavoro dei tecnici Yamaha, mentre il team satellite Tech3 ritorna a tirare un sospiro di sollievo grazie al quinto posto di Zarco con la moto 2016. Viñales nel suo miglior giro ha fermato il cronometro a 1:30.274, ma i dubbi sul quanto sia stato costretto a spingere per ottenere questo risultato rimangono.

Passiamo ora alla Ducati: in questo caso entrambe le moto del team satellite Pramac sono state in grado di regolare le moto ufficiali. Mentre Danilo Petrucci ha replicato il sesto posto di ieri concludendo con un giro in più all’attivo e migliorando di sette decimi il tempo di ieri (1:30.367 il nuovo crono di riferimento per “Petrux”), Jack Miller continua a stupire grazie al terzo posto ottenuto stamani dietro alle moto del team interno HRC; l’australiano ha quasi sfondato il muro dell’1:30, ma non è riuscito ad abbatterlo per meno di due decimi, accumulando all’incirca lo stesso ritardo da Márquez. Situazione un po’ più in divenire per Dovizioso e Lorenzo: il forlivese pare ancora indeciso su che scelta di carena puntare per l’avvio in Qatar (e, sul discorso carene, il loro lavoro è tornato tra i temi della sessione), mentre Lorenzo ha sofferto tanto quanto ieri, nonostante sia riuscito anch’egli a migliorare di svariati decimi il tempo strappato venerdì. 78 giri per Andrea, 57 per Jorge.

Riguardo al resto della classifica, balza all’occhio in senso negativo la penultima posizione di Syarhin con la seconda Yamaha Tech3, tanto quanto la 20a del neo-acquisto Aprilia, Scott Redding. La KTM è anch’essa abbastanza lontana dalle posizioni che contano, ma Mika Kallio si toglie la soddisfazione di segnare il numero massimo giri, sfiorando quota 100 e fermandosi a 99 passaggi, e un tempo di 1:31.598 che gli è valso il 19° posto. Si è rassottigliata la differenza tra le due Suzuki, con Rins settimo e Iannone 11°.

Qui troverete la pagina dei tempi sia del primo che del secondo giorno di prove.

Fonte immagine: motogp.com

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