MOTOGP Prima giornata di test a Valencia, il resoconto

Maverick Viñales il più veloce. La pioggia del pomeriggio rende inutile parte del turno
MotoGP | Prima giornata di test a Valencia, il resoconto
di 20 novembre 2018, 19:48

Quello visto quest’oggi al Ricardo Tormo è il primo ma importante passo verso la stagione 2019 del Motomondiale, e della classe regina per essere più precisi. Piloti in sella alle loro nuove moto, talenti arrivanti dalle classi inferiori, test rider pronti a dare supporto decisivo alle Case per migliorare le moto e anche conferme di accoppiate moto-pilota che già ben conosciamo. Una di quest’ultime è la Yamaha con in sella Maverick Viñales, al primo posto in questa prima giornata di test che, fortunatamente, ha quantomeno visto il ritorno del sole e dell’asfalto asciutto. “Top Gun”, che ha sfoggiato il suo nuovo numero di gara, il 12, ha fatto segnare il miglior tempo in 1:31.416, guadagnando un vantaggio di tre decimi su Marc Márquez nella classifica del primo giorno. Il team Yamaha Movistar, per questa due giorni di test, ha portato ben due versioni di motore: quello del 2018 che tanti problemi ha causato alla M1 e l’evoluzione del 2019, con cui Rossi ha fatto il suo miglior tempo valido per il terzo posto nella generale. Il pesarese si è fermato a quattro decimi dal compagno Viñales. Maverick si è già detto entusiasta del nuovo motore, con cui può fare la guida che vuole e con cui non stressa le gomme, oltre ad avere una trazione più fluida.

Turno che è stato utile solo per quattro ore totali in pratica, essendo la pista ancora umida dalla pioggia caduta domenica e rimasta tale fino alle 11:30. Il primo pilota a uscire è stato Johann Zarco, al debutto sulla KTM RC16: il francese è uscito in pista con gomme da bagnato per tre passaggi per poi montare le slick e cominciare a saggiare, per la prima volte, le potenzialità della moto austriaca; Zarco si è reso protagonista anche di un salvataggio “alla Márquez” in curva 6. Per lui 36 giri e un 17° tempo, a 1.4 secondi di distacco dal leader della classifica. Sorprendente Pol Espargaró sulla stessa moto, nono a sette decimi con un solo in giro in meno rispetto al neo-compagno di team.

L’attenzione è salita alle stelle in particolare per Jorge Lorenzo e per il suo debutto in sella alla Honda RC213V,  avvenuto alle 12:56. Sono 30 i giri completati dal Por Fuera in sella alla suo nuovo bolide, e un primo assaggio che, come prevedibile, sul giro secco non ha dato risultati rilevanti quest’oggi (complice anche la condizione fisica ancora dubbia del maiorchino). Honda, oltre che ai due spagnoli del team interno, ha potuto fare affidamento su Takaaki Nakagami e su Stefan Bradl, con quest’ultimo quinto nella generale.

Di Yamaha ufficiali in pista oggi ce ne son state ben cinque. Con Viñales e Rossi davanti nella top tre dei rilevamenti cronometrici, Jonas Folger, Franco Morbidelli e Fabio Quartararo (gli ultimi due appartenenti al neonato Petronas SRT) hanno potuto provare la M1. Se per Folger si è trattato di un ritorno in pista a oltre un anno di distanza, per il rookie del 2018 e per il francese si è trattato di provare con mano una moto di un team totalmente nuovo, in cui ci si dovrà ambientare in questo inverno di lavoro sodo. Il primo contatto di Quartararo con la classe regina è stato un po’ difficoltoso a causa dell’imprevisto meteo, e vedremo se potrà recuperare mercoledì.

Fabio Quartararo, come ben sappiamo, non è l’unico arrivante dalla Moto2. Gli fanno compagnia Pecco Bagnaia, nuovo pilota Pramac, Miguel Oliveira con la KTM Tech3, e Joan Mir su Suzuki. Il migliore tra questi è stato proprio il campione della Moto2, 11° col tempo di 1:32.396 alle spalle di Michele Pirro, ma soprattutto a solo mezzo secondo dalla prima delle Ducati guidata da Andrea Dovizioso (quarto, a un millesimo da Rossi); il torinese, futuro erede della moto che ha guidato Petrucci fino a domenica, ha fatto anche meglio di Jack Miller, 14° con la GP18. Il debuttante Joan Mir gli è subito dietro in 15a posizione con 59 giri compiuti, mentre la Suzuki di Rins è 12a. Ultima e penultima posizione per i piloti del team Tech3, col più esperto Syahrin che precede il vicecampione della Moto2 Miguel Oliveira.

Alte attese anche per Aprilia, che ha scelto Andrea Iannone per portare la RS-GP nelle posizioni che contano dall’anno prossimo. Con una propria livrea personalizzata, l’abruzzese è sceso in pista e ha anche spinto per alcuni giri, ma è stato premiato solo col 19° tempo giornaliero. E’ la prova di quanto lavoro l’ex-ducatista dovrà fare, insieme ad Aleix Espargaró e Fabrizio Cecchini (arrivante dal team Moto3 di Gresini). Intanto però è andato bene lo spagnolo, settimo in questa classifica; anche Bradley Smith ha guidato la RS-GP, siglando il 21° tempo.

Un ritorno di cui si è discusso poco è quello di Esteve Rabat, con la Ducati privata del team Avintia. Nel sabato della gara di Silverstone, durante la bagnatissima FP4, l’ex-campione Moto2 era stato centrato in pieno dalla Honda di Franco Morbidelli, dopo esser caduto lui stesso all’esterno della Stowe. A causa di una tripla frattura alla gamba destra, il proseguo della stagione è stato disputato da altri piloti in sostituzione dell’infortunato Rabat, che però è riuscito a rientrare quest’oggi per un primo assaggio in vista del mondiale 2019.

Qui i risultati della sessione odierna. A domani con la seconda giornata, prima di una lunga pausa invernale per piloti e team.

Fonte immagini: motogp.com

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