MotoGP | GP Italia: Marc Márquez si prende la pole position in casa Ducati

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GP Italia: Marc Márquez si prende la pole position in casa Ducati

Lo spagnolo sfrutta la scia di Dovizioso e batte Quartararo. Petrucci in prima fila ci mette una pezza di 01 Giugno 2019, 15:34

Tanti i temi riguardanti la qualifica della classe MotoGP per il Gran Premio del Mugello, e il principale riguarda il poleman. Marc Márquez è deciso a non fare prigionieri nemmeno nella gara italiana storicamente sfavorevole, e l’1:45.519 fatto all’ultimo giro ne è la prova concreta, insieme ai due decimi rifilati a Fabio Quartararo, secondo. E’ la sua 56a pole position in carriera nella classe regina, una più di Valentino Rossi e due in meno dal record di Mick Doohan, ottenuta dopo un turno nel quale ha avuto una condotta non poco criticabile, avendo rallentato per molto tempo nella speranza di trovare la scia di uno dei principali avversari, tra cui le Ducati. Alla fine è stato Dovizioso, suo malgrado, a dare il giusto traino allo spagnolo sul rettilineo finale.

Il sabato di grazia di Márquez si completa osservando i risultati in qualifica dei suoi principali contendenti: Andrea Dovizioso, dopo aver superato di un soffio la tagliola della Q1, partirà solo dalla terza fila in un turno in cui non è stato mai incisivo o un serio contendente alla prima fila; è andata ancora peggio ad Álex Rins su Suzuki e a Valentino Rossi su Yamaha, impegnati nella prima qualifica a marcarsi a vicenda per avere la scia e giunti sotto la bandiera a scacchi col colpo rimasto in canna senza potersi migliorare. I due scatteranno rispettivamente in 13a e 18a posizione.

LA CRONACA

La prima qualifica vede una schiera di piloti di assoluto livello, e i cinque favoriti per l’ingresso in Q2 sono Dovizioso, Pirro, Lorenzo, Rossi e Rins. Il primo giro fatto dal tester Ducati alza già l’asticella sull’1:46.2, mentre il compagno Dovizioso è molto lontano con un 1:46.7; Rins approfitta dei problemi del vicecampione del mondo e sale al secondo posto disponibile per la Q2. Il turno però non è ancora finito e Dovizioso, al secondo giro del secondo run, tira fuori finalmente una buona prova e si mette al comando davanti al compagno di squadra. Per Rossi e Rins invece succede l’irreparabile: entrambi escono a poco più di due minuti dalla bandiera a scacchi ma non accelerano all’uscita della pitlane, uno aspettando l’altro, e il risultato è che i due non potranno completare un ultimo giro lanciato. Male anche Lorenzo, che non riesce a migliorare nel secondo run, e partirà 17° domani. Il turno si conclude con la scivolata ad alta velocità di Johann Zarco, al Correntaio.

All’inizio del secondo turno cinque dei principali protagonisti si trovano tutti vicini per l’inizio del primo tentativo, ovvero le tre Ducati ufficiali, quella di Bagnaia e la Honda di Márquez. Ben presto il forlivese si trasforma in un ingombro per il #93, che opta per l’infilata al cambio di direzione della Scarperia-Palagio, costringendo il rivale a rallentare. Di tutto questo ne approfitta Quartararo che, in solitaria, stampa prima un 1:45.9 (infrangendo per primo il muro dell’1:46) e poi un 1:45.845, incrementando il suo vantaggio.

Sempre il francesino viene ostacolato in un altro giro da Dovizioso, Márquez e Pirro, che procedono molto lentamente nel T1. La "melina" di Márquez finisce quando Dovizioso accelera, e i due si lanciano per l’ultimo tentativo disponibile, mentre nel frattempo Petrucci e Morbidelli si piazzano in seconda e terza posizione. Anche stavolta, Dovizioso è molto più lento di Márquez e Quartararo nel terzo settore, ma l’hondista riesce comunque ad avere la scia della GP19 #04 sul dritto per poter stampare l’1:45.519 decisivo.

Quartararo si accontenta del secondo posto davanti a “Petrux”, mentre in seconda fila vedremo Morbidelli, Miller e, a sorpresa, Crutchlow. Terza fila per Maverick Viñales (come in Spagna dietro al duo Petronas), Pecco Bagnaia e Dovizioso, staccato sette decimi dal rivale per il titolo.

Qui i risultati di questa qualifica così controversa, e la griglia di partenza di domani.

Fonte immagine: hondaracingcorporation.com


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