MotoGP | GP Italia 2019, sintesi prove libere del venerdì

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GP Italia 2019, sintesi prove libere del venerdì

Classifica molto corta, diciotto piloti in un secondo. Bagnaia a sorpresa davanti, Márquez sesto di 31 Maggio 2019, 18:18

Il primo approccio dei protagonisti delle tre classi del Motomondiale alla pista del Mugello si può definire insolito quest’oggi, su un tracciato totalmente asciutto e sotto il sole per entrambe le sessioni ma che paga la poca gommatura, viste le forti piogge dei giorni scorsi. Questo ha rimescolato le carte di una sessione, la FP2, che sembrava avere valori netti, premiando Francesco Bagnaia e il team Pramac. Il torinese, col tempo di 1:46.732, si è aggiudicato il primo posto al pomeriggio dopo una mattinata non proprio esaltante, dimostrando anche il potenziale delle Ducati private sulla pista italiana. Il tempo di Pecco è lontano ancora mezzo secondo dal record sul giro secco fatto da Rossi nel 2018.

Nelle prime sette posizioni, troviamo un assortimento di ben cinque moto diverse, andando così controcorrente ai pronostici che vedevano una Ducati in solitaria in questo weekend. Secondo posto per Fabio Quartararo, che grazie a una guida al limite sui saliscendi toscani ha ovviato alla mancanza di motore della sua Yamaha (problema accusato in particolare dal compagno di squadra Franco Morbidelli). Il francese è a soli 46 millesimi dal torinese, mentre la seconda Yamaha in classifica è di Maverick Viñales, al quinto posto. “Top Gun” ha messo in piedi la sequenza di giri più convincente della FP2, con quattro passaggi su gomme medie tra l'1:47.3 e l'1:47.4, ma ha anche dimostrato di perdere sistematicamente tre decimi nell’ultimo settore da Marc Márquez.

E avendolo nominato, fa strano vedere il campione del mondo “solo” sesto in una sessione, considerando anche il primato ottenuto nella FP1. A dire il vero, lo spagnolo è stato a lungo al comando della sessione prima che i suoi avversari cominciassero a scendere coi tempi, e infatti il suo crono di riferimento è quello fatto al primo run; simbolica la classifica prima del time attack di gruppo, con Márquez al comando inseguito da cinque Ducati, ma con lo spagnolo particolarmente veloce nel quarto settore nel quale guadagnava, su tutti, tre decimi abbondanti. Jorge Lorenzo, sulla seconda Honda ufficiale, giace in 20a posizione, a 1.1 secondi dal compagno; Márquez è il primo pilota in classifica a non scendere sotto l’1:47.

Davanti allo spagnolo c’è ancora la sorpresa di Pol Espargaró da rilevare, che porta un’altra volta la KTM tra i grandi. La prestazione di “Polyccio”, quarto dietro Danilo Petrucci, è un grosso punto di discussione sugli effettivi progressi della moto austriaca, reduce dal sesto posto di Le Mans e ora potenzialmente in gioco per un altro buon risultato qui in Italia. Il suo compagno Zarco non ha fatto male chiudendo 12° a poco più di quattro decimi dal compagno, ma una scivolata all’uscita della Scarperia-Palagio e i danni alla moto potrebbero rallentare il lavoro del team.

Álex Rins sulla Suzuki è settimo e sembra aver trovato un po’ più di confidenza con l’aumento delle temperature, ed è stato così capace di entrare in top ten; il suo compagno Mir ha invece avuto qualche inciampo come un lungo alla San Donato, e ha chiuso solo 15°. Alle spalle del #42, a chiudere la top ten, troviamo ben tre moto semi-ufficiali, nell’ordine Cal Crutchlow (secondo tra le Honda), Jack Miller (molto veloce anche al mattino ma caduto al Correntaio a due minuti dalla fine della sessione pomeridiana) e Franco Morbidelli, con quest’ultimo in fondo alla classifica delle velocità di punta, con un gap di 17 km/h dalla Ducati di Dovizioso.

Nella top ten, il nome del "Dovi" non compare, ed è stato un venerdì piuttosto anonimo il suo considerando il potenziale mostrato dai compagni con la stessa moto e le grosse aspettative di questo weekend. Come Viñales, il forlivese ha girato con gomme medie per tutto il turno e ha fatto segnare cinque giri sull’1:47.3-1:47.4 ma in run differenti, per cui sarà cruciale capire se questo ritmo potrà essere mantenuto dal #04 anche in gara. Fuori dai dieci anche la terza GP19 di Michele Pirro, insieme a Valentino Rossi su Yamaha: questi tre piloti in particolare dovranno sperare in una FP3 con buone condizioni per non dover rischiare la lotta della Q1.

Nella Moto2 entrambe le sessioni sono state guidate dal team Sky VR46 e da Luca Marini. Con un Baldassarri acciaccato e una KTM ancora alla ricerca di se stessa, il fratellastro di Valentino Rossi si pone tra i favoriti per ottenere il successo davanti al pubblico di casa, anche se potrebbe essere un po’ tardi in termini di classifica generale; 1:51.986 il suo tempo, solo otto millesimi più veloce di Tom Luthi secondo. E’ stata una sessione in qualche modo storica per la categoria di mezzo, con l’abbattimento di un record non da poco da parte di Nicolò Bulega sulla seconda Kalex del team Sky, capace di raggiungere i 300 km/h prima della San Donato. Sarà della partita per la pole e anche la gara Mattia Pasini, terzo nella seconda sessione e quinto in quella mattutina, ma occhi puntati anche sulla coppia Speed Up formata da Fabio Di Giannantonio e Jorge Navarro, molto veloce con le temperature più fredde del mattino e in top ten anche al pomeriggio. Caduta, invece, del vincitore di Le Mans Álex Márquez, alla corda della curva San Donato.

La classe Moto3 è stata la prima ad affrontare una pista senza gommatura dopo l’avvento della pioggia, ma che non ci ha messo molto per velocizzarsi. Le gerarchie, al contrario degli scorsi anni, sembrerebbero favorire più le Honda che le KTM, e la prima posizione in entrambe le sessioni è andata a moto giapponesi: sia la prima con Niccolò Antonelli, sia la seconda con Tatsuki Suzuki se l’è aggiudicata il team SIC58 di Paolo Simoncelli, reduce da un weekend tutt’altro che da ricordare in Francia dopo quello magico in Spagna, con la speranza di ripetere la doppietta spagnola anche qui nella gara di casa. La vera sorpresa del weekend, per ora, è la TM con Kevin Zannoni, presente al Mugello per una wildcard e classificatosi addirittura secondo nella seconda libera, ad appena 39 millesimi dall’1:57.467 fatto segnare dal giapponese. Suzuki è stato anche protagonista di una manovra scorretta su Alonso Lopez, quando nel rettilineo l’ha costretto a passare quasi sull’erba senza lasciare spazio, per la rabbia dello spagnolo; è possibile che i commissari agiscono contro il #24 per la gara di domenica.

Qui i risultati della sessione 2 della MotoGP e l’analisi dei tempi.

Fonte immagine: motogp.com


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