Andrea Ettori

CAMONJENSON Melbourne 1998: il dominio della McLaren-Mercedes

20 anni fa in Australia la doppietta delle frecce d'argento di Woking di 22 marzo 2018, 09:00 Condividi
Melbourne 1998: il dominio della McLaren-Mercedes

"Primo e secondo ce lo aspettavamo tutti, ma distacchi simili no. Non è normale, non si è mai visto, nemmeno nel 1984 o ai miei tempi e di Senna. È impressionante la maniera in cui riescono a passare gli altri oppure a generare le loro prestazioni pure".

È in questo modo che Alain Prost, nel post gara di Melbourne 1998, commenta l'incredibile doppietta McLaren appena verificatasi. Il 1998 è segnato da un cambio di regolamento, che rispetto al 1997 ha modificato la larghezza delle auto portando le vetture ad essere più strette e meno performanti aerodinamicamente, e l'introduzione delle gomme scanalate rispetto alle slick utilizzate sino al campionato precedente.

Melbourne 1998 passa alla storia recente delle corse per diverse motivazioni: la prima vittoria della Bridgestone in Formula 1, sfuggita qualche mese prima all'Hungaroring con l'Arrows di Damon Hill ad un giro dal termine, arriva nei confronti delle auto gommate Goodyear con la McLaren ed è un successo che apre l'epopea delle coperture giapponesi, che sino al 2010 saranno protagoniste del circus iridato; c'è poi la schiacciante doppietta delle Mp4-13, con Hakkinen primo sul traguardo davanti al compagno di squadra Coulthard.

Il nuovo corso della scuderia di Woking, dopo anni difficili, è partito nel 1997 con il ritorno alla vittoria a Melbourne, Monza e Jerez. Nel 1998, con un punto interrogativo sulla reale efficienza della nuova monoposto nonostante dei test pre-stagionali molto soddisfacenti, la McLaren si presenta con un solo obiettivo: vincere.

L'arrivo di Adrian Newey dalla Williams e la sua nuova "nata", la Mp4-13, hanno dato entusiasmo al team dopo diversi anni. Il motore Mercedes, potentissimo ma poco affidabile, sembra avere risolto finalmente i problemi che lo avevano afflitto nel 1997. C'è un avversario da battere e non si tratta della Williams (che ha perso il motore Renault ufficiale) campionessa del mondo in carica con Villeneuve, ma di Michael Schumacher con la Ferrari. La F300, prima Ferrari disegnata da Rory Byrne, è l'unica vettura, con Schumi alla guida, che può mettere in difficoltà le "frecce d'argento" di Woking.

A Melbourne già dopo le prime libere il copione della stagione è chiaro: le due McLaren davanti e Schumacher pronto ad inserirsi tra di loro. Nelle qualifiche Hakkinen ottiene la pole position con il tempo di 1'30''010 davanti a Coulthard, staccato di soli 43 millesimi. Schumacher terzo "limita i danni" prendendosi circa 7 decimi dal finlandese.

Il vero show avviene alla domenica, durante la gara. Hakkinen e Coulthard prendono da subito il comando delle operazioni staccando dei tempi impressionanti, con un ritmo di circa 2/3 secondi al giro più veloce rispetto alla concorrenza. Solo Schumacher, che dopo 3 giri ha già un distacco di 6", tenta di tenere il ritmo delle frecce d'argento fino a quando il motore non lo lascia in una nuvola di fumo sul rettilineo del circuito di Melbourne dopo soli 6 giri.

Da quel momento per la McLaren i pericoli possono arrivare solo dal proprio interno, con confusionaria chiamata al box di Hakkinen che successivamente si riprende il primo posto grazie all'ordine di scuderia dato a Coulthard. Una doppietta che dà il via alla prima stagione iridata del finlandese e della McLaren, che a fine stagione vinceranno entrambi i titoli nonostante un grande Schumacher.

Immagine copertina: formula1.com

1 commento

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  1. metacorporeo
    #1 metacorporeo 24 marzo, 2018, 09:32

    Il vantaggio delle prime gare per la McLaren era attribuibile quasi esclusivamente alle gomme Bridgestone. Da quando le Goodyear si sono adeguate, Ferrari e McLaren si equivalsero nel corso del mondiale. Per non dire del grande contributo di Coulthard al suo team a Spa...

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