Lo ricorderemo così. Incoerenti, ipocriti e pure ritardatari
Alessandro Secchi

SEVEN Lo ricorderemo così. Incoerenti, ipocriti e pure ritardatari

Non è la penalità a Vettel che deve indignare, ma il mandarlo a podio di corsa per poi levarglielo di 31 Ottobre 2016, 08:35

Dev'esserci qualcosa di sadico nello spegnere l'illusione di decine di migliaia di tifosi messicani sugli spalti relativamente alla credibilità della F1.

Ora: io sono andato a letto a mezzanotte e mezza dopo aver commentato a caldo quanto successo in Messico. Il sonno è già pesante quando, due ore e mezza abbondanti dopo la fine della gara, anche Vettel viene arretrato e il podio, dopo essere stato di Verstappen e Sebastian, diventa di Ricciardo.

Nel pezzo di poche ore fa avevo scritto "Ad Austin i catechisti istituiscono il Verstappen Law: i vecchi gli remano contro perché è un pericolo pubblico, Whiting si sveglia dopo sette mesi dal letargo stagionale e avvisa che le difese ostiche con cambio di traiettoria in frenata saranno giudicate con più severità. Vettel si comporta tecnicamente nello stesso modo con Ricciardo chiudendolo in frenata, l'azione viene investigata e finisce tutto a tarallucci e vino". Perché tre ore dopo il termine della gara credevo che ormai, dopo averlo mandato sul podio, non sarebbe stato ritirato giù di forza. Invece no, devo e dobbiamo abituarci all'idea che qui bisogna aspettare mezza giornata prima di aggiornare classifiche e postare un articolo. Bene.

Ritorno al discorso della coerenza e mi rifaccio a quanto scritto nella bloggata precedente. E cerchiamo di essere oggettivi anche se si parla di una Ferrari. Per quanto questa nuova pseudo regola sulle difese sia ipocrita, figlia dei lamenti dei piloti perché Whiting non si era accorto del Verstappen mode in difesa dall'inizio dell'anno, Vettel con Ricciardo ha fatto proprio quello di cui si era discusso e che la nuova pseudo normativa non permette. E pertanto, per coerenza e a rigor di logica, andava penalizzato dato che lui stesso è stato tra quelli che hanno condannato questo comportamento dieci giorni fa.

Quello che fa ridere di grasse risate e piangere lacrime amare allo stesso tempo è che Vettel è stato inizialmente mandato di fretta e furia sul podio a festeggiare per poi essere a sua volta depredato del gradino sotto i piedi. Mi chiedo con somma ignoranza come sia possibile decidere su Verstappen con relativa fretta per poi metterci tre ore con una manovra di cui si è discusso solo dieci giorni fa. Significa, semplicemente, non avere idea della materia di cui si sta parlando e guardando. Non lo so, forse i messicani truccati in tribuna hanno distratto qualcuno, ma tutto questo è assurdo. Sarebbe stato molto meglio mandare a podio chi era giunto terzo in pista e poi, con calma, rivedere tutto. Non prendere una decisione di fretta, far vedere di essere dei geni e poi ricambiare idea a sera.

Altra nota è che la difesa di Vettel su Ricciardo, per la quale Seb è stato penalizzato, è giunta a seguito di un taglio di pista per il quale Verstappen è stato sanzionato e lo stesso Vettel è stato rallentato, permettendo quindi a Ricciardo l'attacco. Questa è un'attenuante che evidentemente non è stata considerata (non ci avranno nemmeno pensato, figuriamoci). Detto questo, ogni settimana c'è spazio in più per strabuzzare gli occhi davanti a chi è totalmente incapace di tenere le redini di un regolamento.

Assurdo è che non ci siano commissari in grado di giudicare con coerenza lo stesso episodio a distanza di un'ora (i tagli di Hamilton e Verstappen), assurdo è che ci vogliano prima pochi minuti e poi tre ore per decidere cosa decidere (e scusate il gioco di parole), assurdo ancor di più è che i regolamenti vengano cambiati in corso d'opera per le lamentele di qualche pilota su comportamenti in pista che poi vengono riproposti proprio da chi ha ne ha preso le distanze.

Il risultato di tutto questo, come mi capita di leggere da settimane, è che la gente è sempre più stanca di questa rappresentazione scenica. Per continuare a seguire non bisogna nemmeno più essere appassionati, bisogna essere eroi.

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