Alessandro Secchi

SEVEN Le PU in altre categorie? Se le leviamo dalla F1 perché no?

Todt e la FIA ci riprovano, ma il problema è un altro...
Le PU in altre categorie? Se le leviamo dalla F1 perché no?
di 05 gennaio 2018, 12:30

Il contenimento dei costi sta leggermente scappando di mano. Sì perché dopo le Power Unit che devono durare per sette gare, una stortura per una categoria che dovrebbe fare della prestazione il suo punto di forza, ora si pensa anche di esportarle in altre categorie. L'idea arriva dalla FIA per voce del Presidente Todt, e non è nemmeno tanto nuova. Già in passato si era pensato di progettare dei motori base da utilizzare in diversi ambiti del motorsport.

Detto questo, l'idea potrebbe anche essere valida, a patto di escludere la Formula 1 stessa da questo processo. Perché non se ne può più delle Power Unit, delle millemila posizioni di penalità in griglia (con un cambio di regola che fa ridere), di motori che al timpano rasentano il ridicolo solo rispetto a quanto sentito fino al 2013, figuriamoci ad andare ancora indietro con il calendario.

Il concetto stesso di introduzione delle Power Unit è stato contrario alla riduzione dei costi, con investimenti milionari da parte dei motoristi per mettere in pista le loro unità che (prendendo il caso della Honda) in alcuni casi si sono rivelate disastrose oltre che dispendiose. Il fatto stesso di prolungare la durata delle unità per più Gran Premi costituisce una riduzione solo apparente, perché una PU che deve resistere migliaia di chilometri richiede studio, progettazione, prove al banco. Quante componenti vengono gettate al vento per averne di buone per sette gare? O forse si crede che Mercedes o Ferrari produrranno solo tre Power Unit in tutto il 2018? E ancora, credete che in rapporto si spenda molto meno ora rispetto a quando, nello stesso weekend, si portavano tre motori diversi? Io non ne sarei così sicuro.

Le PU costano, non sono attrattive, non fanno rumore (e questo sembra un dettaglio poco rilevante ma non lo è), sono complesse da progettare e da gestire in pista anche per chi ci lavora, figuriamoci per chi deve capirci qualcosa da casa tra MGU-H, MGU-K ed altre mille sigle. Sotto molteplici aspetti l'era ibrida rappresenta un passo avanti dal punto di vista tecnologico ma un passo indietro sotto quello della tradizione. 

Va da sé che pensare di esportare le Power Unit nel WEC, come si vocifera, rappresenta un'ammissione implicita di errore di visione, perché la F1 non è uno sport di durata e non dovrebbe diventarlo come invece sta succedendo da quattro anni a questa parte. 

Come già detto tempo fa, la FIA potrebbe perseguire tre strade completamente diverse riportando la F1 a categoria non ibrida e di pura prestazione, sviluppando il WEC con vetture ibride e la Formula E con full electric. Invece si parla di mischioni che non fanno altro che creare confusione e snaturare il tutto.

Tempo al tempo e vedremo come si evolverà la situazione. Però ecco, un filo di preoccupazione inizia a farsi strada.

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1 commento

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  1. mau65
    #1 mau65 9 gennaio, 2018, 15:15

    OIperazione criminale ià vista. La stessa cosa fu fatta nel 1991 unificando i motori tra F1 e Mondiale Endurance. Il Mondiale endurance fu ucciso per i costi e il utto servì a portare PSA, Mercedes, Toyota in F1,,,,,

    Totdt passa da "vittima" a carnefice....

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