Le 10 Pillole del GP di Monaco 2013

Le 10 Pillole del GP di Monaco 2013

di 28 Maggio 2013, 10:00

Tornano le Pillole per la gara più affascinante della stagione, in mezzo a guard-rail, gnocca, Casinò, gnocca, yacht, gnocca, muretti, gnocca.

In questo "tripudio di pilu", come direbbe il buon Cetto La Qualunque, a spuntarla è il gemello separato alla nascita Nico Rosberg. Separato, ancora non si sa, se da Leonardo di Caprio o Britney Spears, visto lo scherzetto di qualche anno fa con il suo passaporto.

Il biondino, se qualcuno non lo sapesse ancora, vince 30 anni dopo papà Keke, un simpatico orso che si aggira, ora, per Montecarlo. Chissà Nico tra 30 anni se avrà ancora lo stesso appeal di adesso, o se somiglierà più al papà. E chissà se, tra 30 anni, il figlio di Nico vincerà qui, con qualcuno intento a ricordarci la tradizione per 750 volte.

Rosberg vince davanti a ditino alzato Vettel, che ride ride e intanto allunga in classifica sui desperados Alonso e Raikkonen. Evanescente il primo, incazzato nero, come al solito, il secondo. In tal caso, il color Lotus gli dona a perfezione.

Foto di copertina dedicata al vero, unico, inimitabile idolo assoluto del Gran Premio. L'unico in grado di stare davanti a Rosberg per più di 30 secondi. C'è bisogno di nominarlo?!

Ma partiamo con i medicinali.

1 - Nico Rosberg: ottiene il miglior tempo nelle libere 1, nelle libere 2, nelle libere 3, in qualifica. In gara parte primo e arriva primo, mentre dietro succede di tutto. Non sazio, si porta via tutte le coppe, sbanca il Casinò, sequestra tutte le fidanzate e mogli dei colleghi e sfratta il Principe Alberto e consorte per una notte intera dalla Rocca dei Ranieri. Fonti bene informate dicono che nessuno sia ancora uscito. Peccato che alle verifiche tecniche il contachilometri segni un 1000 in più.

2 - Sebastian Vettel: scemo scemo, cacchio cacchio, ditino alzato tri-champion è quello che guadagna più di tutti dal casotto monegasco. Poche infatti sono le occasioni in cui ride pur arrivando secondo, e questa è una di quelle. Quando cioè se ne frega di chi gli è arrivato davanti, perchè quelli che gli interessano veramente han preso scoppole per tutta la gara, tra una Ferrari in balìa della Force India e una Lotus in balìa di Perez. Mica si ride a prescindere, qui. Altro mattone pesante.

3 - Lewis Hamilton: fa il figo con la motoretta d'acqua in mare devastando qualche decina di migliaia di euro di obiettivi ai fotografi, ma non sa cosa l'aspetta. La macumba degli stessi fotografi fa sì che la scoppola sportiva ad opera del biondino compagno sia di quelle pesanti da digerire. A nulla serve il casco celebrativo di Monaco che ritrae lui, la bella Nicole e il fido Roscoe tutti insieme appassionatamente. Roscoe che, nel caso, è stato nominato terzo pilota. Si sa mai.

4 - Fernando Alonso: ingenuamente, lui, pensa di dover fare la gara marcando da vicino Ditino Vettel e Daft Punk Kimi. Invece, un po' indurmenta lui, un po' strozzata la Ferrari, si ritrova a dover schivare i tentativi di Speedy Gonzales Perez, prima, e di un Adrian Sutil aiutato da un pomello da camionista sul volante al tornantino. Frastornato, scornato, passa dalle Stelle di Barcellona alle Stalle di Montecarlo. Che almeno, buon per lui, qui sono di lusso. Anche loro.

5 - Kimi Raikkonen: insomma, qui mi si vuole annientare il mito di Iceman. L'uomo di ghiaccio che non reagisce mai. Questa volta è Perez che gli fa roteare i maroni, oltre a perdere punti buoni per la classifica. E lui non gliele manda a dire: "andrebbe preso a pugni in faccia". Alla faccia della diplomazia. Prima ci si era messo zio Bernie a rompergli le uova con la storia del casco dedicato ad Hunt. Ma almeno con i vecchi, l'uomo di ghiaccio, rimane tale. E meno male.

6 - Felipe Massa: mettiamola sul ridere: qui, l'unico che l'anno prossimo avrà il sacrosanto diritto di farsi raffigurare la Santa Devota sul casco, è lui, Felipino nostro. Due centre pazzesche in due giorni, nello stesso punto, con praticamente la stessa dinamica. Era già successo in India, nel 2011. Lo chiamavano "l'uomo della doppietta". Bravo, tutto molto spettacolare, però ora basta spaventi, che negli ultimi anni ce ne hai fatti prendere troppi. Se poi si rinforzano un pelo le sospensioni, siamo tutti felici e contenti.

7 - Romain Grosjean: "Oppa Grosjean Style!". Signore e Signori, Demolition Man è tornato a dar spettacolo nel teatro dove tutti lo aspettavano con ansia. In questa gara si fregia di una costanza senza eguali, come Rosberg. Mentre il tedesco domina tutte le sessioni, lui sfonda una vettura al giorno con una padronanza e una spettacolarità uniche. Ma la cosa più terrificante è che gli allievi della GP2, come fanno tutti i bambini, imparano subito le cose da non fare. E via, in gara 1, con una dozzina di macchine da rottamare alla Sainte Devote. Apprendimento: 10+. Tattica: 0. Smartness:-15.

8 - Sergio Perez: non si sa se a Montecarlo usano il peperoncino e, nel caso, quanto sia piccante. Sta di fatto che Sergino Speedy Gonzales Perez deve averne abusato decisamente al sabato sera. Ma la cosa che più fa sorridere è che quando Checo è in vena di dare spettacolo, davanti ha sempre e solo il suo compagno di squadra. O è una coincidenza, oppure Button da caposquadra bastard inside gli ha riempito lo stanzino di foto di Jessica, in pose osè, con scritto "Guardare e non toccare".

9 - Jenson Button: in attesa che la Mclaren torni ai suoi standard, cioè a lottare per il podio, la squadra di Woking e, in questo caso, il buon Jenson, ci deliziano con i loro team radio. Button ormai pare ossessionato dall'avere Checo alle spalle. Manco è iniziata la gara che inizia "oh, va bene che siamo compagni di squadra, ma non scherziamo!". Non fa in tempo a dirlo che il Messicano tenta di passargli anche sotto il fondo. E' stato visto parlare nel sonno, domenica sera, dicendo "Ditegli di calmarsi...ditegli di calmarsi...".

10 - Max Chilton: "Non sono qui grazie a mio padre" dice lui prima di Montecarlo, respingendo l'accusa di essere, fondamentalmente, un raccomandato. E il papà l'avrà ringraziato della dichiarazione, appena finita la gara, discostandosi dalla vaccata che ha mandato quasi in tribuna Maldonado. Manco avesse la Red Bull, per dire, che puoi giocare con la pubblicità del "ti mette le ali". Si vede che arriva dalla GP2, il ragazzo..

Fuori Concorso - Bernd Maylander: l'eroe dei due mondi! Che rientro, ragazzi. Gp2, F1, addirittura è stato messo a regolare il traffico cittadino col tracciato aperto alla circolazione stradale. Un trionfo pazzesco, con decine di giri guidati in gara davanti a Nico. E, effettivamente, è stato l'unico a stargli davanti. Una vergogna non riservare una coppettina anche per lui.

MENZIONI SPECIALI

Il casco di Kimi: semplicemente tragicomico il tira e molla dello Zio Arterio Bernie, che vuole vietare in tutti i modi a Kimi ogni riferimento a James Hunt sul suo casco, per paura di troppa pubblicità al film di Ron Howard in uscita a breve. Con tutti quelli che c'erano, proprio con Kimi doveva lamentarsi. Infatti, in gara, i riferimenti sono rimasti sul casco esattamente come prima.

Il test segreto-non segreto Mercedes: mentre Bernie pensa al casco di Kimi, tutti gli altri scoprono magicamente il breve test Mercedes a Barcellona, Post GP, che sta diventando l'ennesima barzelletta dell'anno. Certo, perchè una F1 non si sente a distanza, specialmente se gira tre giorni e macina 1000 km. Vuoi vedere che hanno provato anche i silenziatori?! Cosa abbiamo fatto per meritarci tutto questo?

Tortora fortunata: incredibili le immagini di due tortore (una in GP2 con Nasr e una in F1 con Rosberg) letteralmente sfiorate dalle gomme delle rispettive monoposto, sempre nello stesso punto, a metà della prima chicane della piscina. Voglio ben sperare che la tortora non fosse sempre la stessa. In ogni caso, ringraziasse che al posto di Nico e Felipe non è passato Grosjean.

I Daft Punk: l'intero evento di Montecarlo è stato l'occasione per pubblicizzare il nuovo singolo della band, che per l'occasione sponsorizzava anche la Lotus. Il tutto però aveva anche un secondo fine: far scegliere a Grosjean una delle due maschere dei Daft, in modo da portarla la prossima volta che combinerà un casino per scappare indisturbato. A breve, immagino.

"Un cuore matto, matto da legare": così cantava il caro Little Tony, che ieri sera, mentre stavo per finire queste Pillole, ha raggiunto il Califfo e Jannacci. Una parte di canzone che, estrapolata dal contesto, si può applicare ai fenomeni che guidano a 300 all'ora. Un modo per salutare un altro pezzo della musica italiana che diventa Storia.

Arrivederci alle pillole canadesi, tra due settimane.


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