Le 10 Pillole del Gp del Giappone 2013

Le 10 Pillole del Gp del Giappone 2013
di 15 ottobre 2013, 21:40

In sontuoso ritardo, e per questo ce ne scusiamo inginocchiandoci sui ceci, arrivano le Pillole dal Sol Levante.

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Premessa (seria), d'obbligo, per ricordare anche noi la scomparsa di Maria De Villota, donna (prima che pilota) dalla quale tantissimi dovrebbero trarre insegnamento per come ha saputo reagire ad un destino che si è rivelato, poi, tragico due volte. Prima per il suo incredibile (oltre che incomprensibile e assurdo) incidente, poi per la sua scomparsa.Anche se, mi permetto, forse un po' più di sobrietà nel weekend sarebbe stata gradita, magari sul podio con un piccolo ricordo.

Un ricordo anche per Sean Edwards, capoclassifica della Porsche Supercup, la serie che accompagna in diversi appuntamenti la F1 in giro per il mondo. Anche qui, è incredibile come si possa vincere la 24 ore del Nurburgring trovandosi solo stanchi alla sera, per poi morire in un turno di prove e da passeggeri. Incomprensibile. Condoglianze alla famiglia.

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Dalle stalle alle stelle, dalla Corea al Giappone, il passo è breve, di soli sette giorni. Giorni che passano anche se la solfa non cambia. Ditino-magico-poker-campione-Vettel piazza la quinta vittoria di fila. Come dire. Ecco, ci siamo capiti.

Foto di copertina, per questa occasione, dedicata ad un Pirla. L'ha detto Rosberg, eh. Ambasciator non porta pena.

Via con le Pillole a mandorla.

1 - Mark Webber: per essere sicuri che non dia fastidio a ditino-Vettel, 'scelgono' per lui una comoda strategia a tre soste. Ma non illudiamoci, se il rischio di raggiungere il caposquadra si fosse materializzato, al muretto erano già pronti per switchare sulla strategia B. 5 soste. Con quali gomme? Chi se ne frega, tanto anche sui cerchi la Red Bull li pialla tutti.

2 - Nico Rosberg: è lui il vincitore del premio "Intervista dell'anno". Ascoltato nel fine gara dichiara quanto segue: "Ma sì, contento..ho lottato, spinto, tutto.." .. segue sguardo al prode Perez di fianco a lui, impegnato a sua volta in altra intervista, e prosegue "..questo qua, Perez, è un po' un pirla...si dice?!". Ma il più bello arriva quando tenta di discolparsi, scusandosi per l'utilizzo della parola impropria. FE-NO-ME-NO.

3 - Romain Grosjean: chi l'avrebbe mai detto che un giorno, l'idolo degli sfasciacarrozze di tutto il pianeta, avrebbe fatto voto di castità e avrebbe iniziato a fare ciò per cui è pagato? A volte, la vita, ci riserva delle sorprese incredibili. Qualche maligno potrebbe pensare che siano stati scambiati i piloti in partenza e ci fosse Kimi in macchina, e invece no, c'era proprio lui, l'ex demolition man della F1 nostrana. E che gara. Basta che non ci smentisca a breve giro, però..

4 - Felipe Massa: "Correrò senza freni, da adesso in poi", annunciava qualche settimana fa. Peccato che oltre ai freni, abbia corso anche senza Pit Limit, e si sia preso un bel DT per essere passato a 250 all'ora davanti a Domenicali e compagnia. Tutto questo dopo aver ignorato un ordine di scuderia (con 3 anni di ritardo). Della serie "una ne fai (buona), 100 ne combini (di cazzate)".

5 - La Sauber: ora, che Hulkenberg faccia il fenomeno mi sta anche bene. Ma che a Suzuka, un debuttante di nome Gutierrez arrivi settimo dopo una stagione completamente anonima, mi suona strano. Domanda completamente disinteressata: cosa è successo alla Sauber? Anabolizzanti? Centraline taroccate come quando si truccava il cinquantino? Motore della "FeRari Effe-tre-nove-nove" (come diceva il capomeccanico Oriano Ferrari a Zelig)?

6 - Sebastian Vettel: c'è anche lui, ovviamente. Che tenero, però. Per tenere svegli i telespettatori che si sono alzati all'alba, decide di inaugurare la strategia "toro col topo". Consiste nel far annusare all'avversario l'illusoria possibilità di vincere una gara, per poi mettere in moto la vettura a 15 giri dalla fine e riprendersi lo scettro. Sadismo e cattiveria.

7 - Sergio Perez: va da sè che il "pirla" ricevuto gratuitamente da Rosberg è leggermente fuori luogo (d'altronde se i meccanici ti dicono di partire mentre arriva un altro pilota, sono scemi loro), ma il buon Sergio nelle occasioni che contano, quest'anno, c'è sempre. Comprese le esplosioni delle Pirelli, purtroppo. Che annaccio da dimenticare..

8 - Lewis Hamilton: e dedichiamogliela una Pillolina al povero Lewis. Che una volta sfiorato il sogno di passare in botta singola entrambe le Red Bull in partenza, si ritrova una Pirelli tagliuzzata come uno Schumacher qualsiasi in Brasile nel 2006. (Come se le gomme avessero bisogno di agenti esterni per sfondarsi, quest'anno, ma questo è un altro discorso). Peccato, poraccio.

9 - Fernando Alonso: dopo la Corea si lamentava di arrivare, ormai, sempre a 30 secondi dalla Red Bull. Per tutta risposta, Vettel gliene rifila 46 in Giappone, giusto per fargli aggiornare le medie. Fernandino sembra rassegnato, scazzato tanto da arrivare dietro all'unanimità-definito-bradipo Felipe in qualifica. Ci vuole una scossa, poco ma sicuro. Certo che pensando a Kimi, l'uomo muto per eccellenza, la scossa non è che sarà proprio vivace..!

10 - Jenson Button: mettetevi nei suoi panni. Si libera di Hamilton e gli mettono a fianco il pischello, si gode il privilegio di prima guida, punta al titolo. E cosa succede? Che il pischello ogni volta che lo vede sembra come i tori con il rosso, e che la macchina è la peggiore da decenni. Grazie al piffero che poi pensa a farsi aerografare i lottatori di sumo sul casco. Oh, lui comunque ha sempre Jessica, noi no.

Fuori Concorso: Bernd Maylander: Suzuka è la sua pista preferita, sogna di girarci con la sua mitica SLS, ma il tempo bello glielo nega clamorosamente. Viene tristemente avvistato nel tentativo di truccare la ruota panoramica di Suzuka per farla andare più veloce.

MENZIONI SPECIALI

Dalle Stalle alle Stelle: Gp della Corea: domenica. Una sola tribuna piena, tra l'altro composta da 200 paganti e da amici e parenti fino alla quarta generazione di tutti i piloti e dell'organizzazione della F1.
Gp del Giappone, tutte le sere: tribune colme di spettatori impazziti per i loro idoli, con reflex da migliaia di euro a fotografare i box illuminati. This is (quello che resta della) F1.

Il Kers Red Bull: chi crede veramente che Vettel abbia avuto un problema con il Kers? Per essere così l'unica è aver scambiato di notte le vetture, e ci pare poco probabile. Due possibilità: o la fine del mondo è vicina, o ci hanno preso per il Kers. Vedete voi!

Arrivederci alle Pillole made in India. Altro posto sacro e storico per la F1. Alè!

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