Alessandro Secchi

SEVEN Kimi ridicolizzato alla seconda gara. Presidente, per favore...

I piloti dovrebbero essere difesi, non contestati pubblicamente
Kimi ridicolizzato alla seconda gara. Presidente, per favore...
di 09 aprile 2017, 18:50

Se c'è una cosa che non ho mai sopportato sono le polemiche pubbliche, il lavare i panni sporchi fuori casa, il voler mettere i puntini sulle 'i' davanti a tutti gratuitamente.

Se oggi la Ferrari ha portato a casa un risultato positivo con Vettel che, senza eventi particolari come la Safety Car, sarebbe potuto essere anche migliore, il rovescio della medaglia ha i contorni di quanto successo in pista ma soprattutto fuori con Kimi Raikkonen. Kimi non ha di certo brillato durante la gara cinese, per alcuni giri ha anche rallentato (involontariamente) Vettel, ma ancora non sappiamo se i problemi segnalati più volte via radio corrispondono a verità o meno. Oltre a questo la strategia applicata dalla Ferrari numero 7 ha lasciato più di un dubbio quando si è aspettato decisamente troppo a far rientrare il finlandese per la sua ultima sosta, dopo sollecitazione via radio proprio di Kimi. Quindi, sulla bilancia, il risultato va inquadrato nella globalità delle presunte colpe.

Insomma una gara in cui, come in Australia, si poteva fare sicuramente meglio, su questo non ci piove. Quello che però è successo nel dopo gara, con le dichiarazioni del presidente Marchionne in primis, non mi è piaciuto per niente. Siamo alla seconda gara, il mondiale è ancora tutto da correre, e il gran capo Ferrari ha deciso di sputtanare pubblicamente il suo pilota parlando di "altri impegni", "aveva altro da fare" e via dicendo, supportato tra l'altro niente meno che dal team principal Arrivabene. Mettendo quindi in dubbio la voglia e le motivazioni del finlandese, ancora una volta come già successo in passato.

Una mancanza di rispetto a mio modo di vedere inaccettabile: Raikkonen ha sì corso una gara incolore, ma un presidente dovrebbe essere il primo a mitigare le critiche, non il primo ad alimentarle. Anche perché, se è vero che Kimi non ha mai avuto il passo di Sebastian, è anche vero come detto che la strategia lo ha penalizzato nel finale e che, nei giri in cui ha rallentato il compagno, una volta ascoltati i team radio si sarebbe potuto invitare lo stesso Kimi a lasciare strada. Si criticano tanto i colleghi esteri, ma non ho ancora sentito Toto Wolff dare del pirla a Bottas per essersi girato in regime di Safety Car, errore ben più grave e visibile tra l'altro.

Quindi va bene richiamare un proprio pilota all'ordine, ma come al solito ci sono tempi e modi per farlo, e ancora una volta si sono scelti quelli sbagliati. Buttare la croce alla seconda gara con questo tipo di dichiarazioni su un proprio pilota è il modo migliore per ottenere l'esatto contrario. Mi chiedo se l'ex presidente Montezemolo, che bene o male la F1 l'ha vissuta in pista per decenni, frasi del genere se le sarebbe lasciate scappare pubblicamente. Non ne sono così sicuro.

Una volta che si inizia bene in pista, si inizia male dall'altra parte. Bene ma non benissimo.

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