Kimi, il fascino dell'anticonformista

Kimi, il fascino dell'anticonformista

di 05 Novembre 2012, 22:22

Freddo, glaciale. Non preconfezionato, mai scontato, sempre sincero, fin troppo per l'ambiente che lo circonda.

Questo è Kimi Raikkonen. Talento puro, purissimo. Che, nella sua carriera in F1, vanta un Titolo incredibile, oltre ogni logica immaginazione. Quello del 2007, quello dell'esordio di Hamilton e la lotta fratricida con Alonso in Mclaren. Quello del recupero incredibile, con 17 punti di svantaggio a due gare dal termine. Con il vecchio punteggio. Un Mondiale, per molti, compensazione di ciò che la sfortuna gli aveva negato in passato.

Già, perchè Kimi è sempre stato accostato alla sfortuna. Quella che nel 2005, probabilmente la sua stagione migliore in Formula 1, gli ha regalato una Mclaren tanto veloce quanto inaffidabile. Che, una gara sì e una no, lo costringe a partire da centro griglia e a rimontare furiosamente.
Nel 2003, invece, un punto solo lo divide dalla vittoria del Mondiale, con una vettura vecchia di un anno. Sarà, invece, il sesto Mondiale di Michael Schumacher.

Se ne va nel 2009, dopo un anno difficile con la Ferrari, alla quale regala comunque la prestigiosa vittoria di Spa, l'unica di quella stagione per lui e per la Rossa.

Due anni di Rally, in cui più volte ha dichiarato di non provare nostalgia per la F1. E poi chissà, magari i risultati non brillanti, magari l'aver ricaricato le pile. Ed eccolo ancora qui. Melbourne 2012, con la nera Lotus. Nella stagione del rientro si mantiene ai primi posti della classifica del Mondiale senza aver vinto una gara. Arriva ad Abu Dhabi con 6 podi all'attivo. La pista non è che gli piaccia molto, e la cosa è abbastanza risaputa. In tal senso, credo che altri colleghi siano d'accordo, ma lui lo ammette chiaro e tondo, aggiungendo uno "Shit" qua e là.

Eppure è proprio Abu Dhabi che gli regala la prima vittoria nell'anno del rientro. Certo, senza il guasto di Hamilton sarebbe stato probabilmente l'ennesimo secondo posto della stagione. Ma del concetto di fortuna e di sfortuna, che io personalmente ritengo molto soggettivo, ne ho già parlato in passato.

Kimi, al di là di tutto quello che si è detto di lui negli anni (che alza troppo il gomito, che non parla molto con i tecnici, che insomma si fa un po' i fatti suoi), in questa stagione si è dimostrato un professionista esemplare. Unico nel suo genere come è sempre stato. Fuori dagli schemi quando non conta fare il tempo, concentratissimo quando c'è da pestare il piede sul gas. Che poi è quello che si chiede ad un pilota. Premere a fondo l'acceleratore. Quello che è il gossip, dovrebbe rimanere a chi di competenza.

Si sprecano i replay dei suoi team radio con gli Ingegneri che incontra sul suo cammino, e anche ieri ne abbiamo sentiti due unici.

ING: "Kimi, il prossimo dietro di te è Alonso. Alonso a 5 secondi. Ti tengo aggiornato sul distacco e sul passo"
KIMI: "Lasciami stare, so cosa devo fare"

ING: "Kimi devi continuare a scaldare tutte e quattro le gomme"
KIMI: "Si si si si si! Lo sto facendo dall'inizio, non devi ricordarmelo ogni secondo"

E così arriva la prima vittoria dell'anno. Sicuramente inaspettata, perchè tra Mclaren e Red Bull una Lotus sul gradino più alto in pochi se la sarebbero immaginata. Sicuramente, però, anche meritata dopo una stagione ad alto livello, dopo i dubbi sul rientro.

E quando, sul podio, gli chiedono cosa prova a tornare sul gradino più alto e lui risponde "Niente di che", allora puoi dire solo una cosa..

Kimi, se non ci fosse, bisognerebbe inventarlo.

Welcome Back, Iceman. E per il finale di stagione..Wait and See, ovviamente.

Condividi