Indycar, Indy 500, la prima di Hunter-Reay

di 26 maggio 2014, 01:45 Condividi
Indycar, Indy 500, la prima di Hunter-Reay

La 98ª edizione della 500 Miglia di Indianapolis si è conclusa con la prima vittoria nella classicissima dell'Indiana di Ryan Hunter-Reay che sul traguardo ha preceduto in volata Helio Castroneves e Marco Andretti al termine di una gara intensa, che per i primi 150 giri non aveva visto alcuna neutralizzazione e che si è decisa solamente al termine del 199° giro quando il pilota americano ha compiuto il sorpasso decisivo nei confronti di Helio Castroneves proprio sul rettilineo del traguardo. Per il team di Michael Andretti questa è la terza vittoria ad Indianapolis dopo quelle di Dan Wheldon nel 2005 e di Dario Franchitti nel 2007.

Dopo la sfuriata iniziale di James Hinchcliffe, Ed Carpenter e Will Power, che hanno guidato la corsa per i primi 60 giri, il comando delle operazioni è stato preso da Helio Castroneves che si è trovato a guidare la coppia del team Andretti composta da Ryan Hunter-Reay e da Marco Andretti al secondo e al terzo posto; la forbice col resto del gruppo, capitanato da Scott Dixon e da Ed Carpenter, si è progressivamente allargata fino al 150° giro quando è stata esposta la prima bandiera gialla a causa di un testacoda di Charlie Kimball all'uscita della curva 2.

Alla ripartenza Castroneves e Hunter-Reay hanno mantenuto le prime posizioni seguiti a ruota da Ed Carpenter, ma il regime di bandiera verde è durato solamente per una dozzina di giri finchè alla quarta curva del 167° giro Scott Dixon è andato in sovrasterzo finendo a sbattere violentemente contro le barriere di protezione; inevitabile l'ingresso per la seconda volta in corsa della pace car, guidata da Dario Franchitti, per rimuovere la vettura del suo ex compagno di squadra. L'uscita di scena del pilota neozelandese è stata il punto più basso di una giornata da dimenticare del team di Chip Ganassi che oltre agli errori di Kimball e Dixon ha visto uscire di scena anche Tony Kanaan per un problema tecnico e Ryan Briscoe a causa di una collisione nei primissimi giri di gara; tra questi solamente l'australiano alla guida della vettura #8 ha avuto modo, grazie alle varie caution, di rimediare terminando la gara a pieni giri.

Alla successiva ripartenza è stata la volta di un incidente che ha visto coinvolti Townsend Bell, risalito nel frattempo nelle prime posizioni della classifica, Ed Carpenter e James Hinchcliffe; Carpenter si è visto attaccare contemporaneamente all'ingresso della curva 1 da Bell (all'esterno) e da Hinchcliffe (all'interno); stretto a sandwich tra i due, il pilota/team manager è stato colpito dal canadese di Andretti ed entrambi hanno terminato la propria corsa contro il muretto di protezione.

Al 191° giro la Safety Car ha fatto il proprio quarto ingresso in pista dall'inizio della gara a causa della presenza in pista di alcuni detriti a seguito di una collisione tra Jacques Villeneuve e Sebastian Saavedra, ma pochi istanti dopo Townsend Bell è andato in testacoda proprio alla curva 2 andando a sbattere contro il muretto di protezione; con soli 10 giri da percorrere la direzione gara ha saggiamente deciso di esporre la bandiera rossa per permettere ai commissari di mettere in sicurezza la zona senza pregiudicare la lotta per la vittoria tra Hunter-Reay, Castroneves e Andretti che altrimenti sarebbe finita in quel momento.

Alla quarta e ultima ripartenza si è infiammata la lotta per la vittoria tra Hunter-Reay, fino a quel momento al comando, e Castroneves: il brasiliano ha provato un primo attacco al 196° giro, rintuzzato al giro successivo dal pilota della Andretti Autosport con un gran sorpasso all'interno della curva 3, e un secondo all'inizio del 199° giro; anche in questo caso tuttavia l'americano della vettura #28 ha immediatamente replicato e al termine dello stesso passaggio, sul rettilineo del traguardo, ha compiuto l'ultimo, decisivo sorpasso ai danni di Castroneves, che nell'ultimo giro non è riuscito a mantenere il passo del rivale tagliando il traguardo al secondo posto con appena 6 centesimi di distacco, il secondo margine più ridotto nella storia della 500 Miglia di Indianapolis dopo i 43 centesimi che nel 1992 hanno separato il vincitore Al Unser jr da Scott Goodyear. Quella di Hunter-Reay è la prima vittoria di un pilota americano ad Indianapolis dopo quella di Sam Hornish jr. nell'ormai lontano 2006.

Alle spalle dei primi due si è piazzato Marco Andretti, l'unico che nel corso della gara è riuscito a mantenere il ritmo dei primi senza tuttavia mai riuscire ad impensierirli seriamente, davanti a Carlos Muñoz e Juan Pablo Montoya che a due terzi di gara ha dovuto anche scontare un drive through per eccesso di velocità in pit lane nel corso del precedente pit stop. Sesto posto finale per l'ottimo Kurt Busch, all'esordio in Indycar, davanti a Bourdais e ad uno spento Power che dopo aver a sua volta subito una penalità non è più riuscito a rimontare nemmeno approfittando delle successive neutralizzazioni; chiudono la top-10 un altro rookie, l'ottimo Sage Karam (partito 31°), e JR Hildebrand.

Gara da dimenticare come detto per il team Ganassi che ha visto il proprio miglior pilota, Ryan Briscoe, chiudere al 18° posto, Tony Kanaan al 26° con 23 giri di ritardo e Dixon e Kimball al 29° e 31° posto, ovviamente ritirati dopo i loro due errori; solamente Sage Karam, ingaggiato dal team DRR ma in collaborazione con la struttura di Ganassi, ha parzialmente salvato la giornata della sua squadra che proprio oggi portava in pista con Dixon e Kanaan una speciale livrea argentata per celebrare i 25 anni di sodalizio con la Target, lo sponsor che ha supportato la squadra di Ganassi fin dall'inizio della sua storia.

Buona 14ª posizione finale per Jacques Villeneuve che ha compiuto una gara concreta e senza errori portando la propria vettura al traguardo davanti a piloti ben più allenati di lui, che non correva in monoposto da 8 anni, come Saavedra, Huertas, lo stesso Briscoe e Sato; ritirato invece Buddy Lazier, fermato da un problema tecnico alla sua Dallara dopo 87 giri.

Al termine della 500 Miglia di Indianapolis, che da quest'anno assegna doppi punti in classifica, il campionato vede Hunter-Reay in testa con 274 punti contro i 234 di Power e i 220 di Castroneves; Pagenaud, solo 12° in gara, scivola al quarto posto con 211 punti davanti ad Andretti con 192, Muñoz con 160 e Montoya con 152. I piloti della Indycar torneranno in pista già nel prossimo weekend sul circuito cittadino di Detroit sull'isola di Belle Isle, sede del primo "double header" stagionale.

Pos. Pilota Motore Team Tempo
1 Ryan Hunter-Reay Honda Andretti 200 giri in 2h40:48.2305
2 Helio Castroneves Chevrolet Penske a 0.0600
3 Marco Andretti Honda Andretti a 0.3171
4 Carlos Muñoz Honda Andretti a 0.7795
5 Juan Pablo Montoya Chevrolet Penske a 1.3233
6 Kurt Busch Honda Andretti a 2.2666
7 Sebastien Bourdais Chevrolet KV Racing a 2.6576
8 Will Power Chevrolet Penske a 2.8507
9 Sage Karam Chevrolet Dreyer&Reinbold a 3.2848
10 JR Hildebrand Chevrolet Carpenter a 3.4704
11 Oriol Servia Honda Rahal a 4.1077
12 Simon Pagenaud Honda Schmidt a 4.5677
13 Alex Tagliani Honda Fisher a 7.6179
14 Jacques Villeneuve Honda Schmidt a 8.1770
15 Sebastian Saavedra Chevrolet KV Racing a 8.5936
16 James Davison Chevrolet KV Racing a 9.1043
17 Carlos Huertas Honda Coyne a 12.1541
18 Ryan Briscoe Chevrolet Ganassi a 13.3143
19 Takuma Sato Honda Foyt a 13.7950
20 Jack Hawksworth Honda Herta a 13.8391
21 Mikhail Aleshin Honda Schmidt a 2 giri
22 Justin Wilson Honda Coyne a 2 giri
23 Martin Plowman Honda Foyt a 4 giri
24 Pippa Mann Honda Coyne a 7 giri
25 (rit.) Townsend Bell Chevrolet KV Racing a 10 giri
26 Tony Kanaan Chevrolet Ganassi a 23 giri
27 (rit.) Ed Carpenter Chevrolet Carpenter a 25 giri
28 (rit.) James Hinchcliffe Honda Andretti a 25 giri
29 (rit.) Scott Dixon Chevrolet Ganassi a 33 giri
30 (rit.) Josef Newgarden Honda Fisher a 44 giri
31 (rit.) Charlie Kimball Chevrolet Ganassi a 51 giri
32 (rit.) Buddy Lazier Chevrolet Lazier a 113 giri
33 (rit.) Graham Rahal Honda Rahal a 156 giri

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