Alessandro Secchi

SEVEN ImolAyrton 2014: un viaggio nel ricordo di Ayrton Senna

ImolAyrton 2014: un viaggio nel ricordo di Ayrton Senna
di 05 maggio 2014, 22:50

E' stato un successo.

ImolAyrton è stata la mostra che mi aspettavo. Tanto, tantissimo il materiale in esposizione a disposizione degli appassionati, accorsi da tutto il mondo per rendere omaggio ad Ayrton nel ventennale della sua scomparsa.

Ma oltre al materiale, è stata l'atmosfera a rendere il tutto più intenso, a riscaldare le giornate condizionate dal maltempo e, a tratti, anche dal freddo. L'evento organizzato da Claudio Giovannone (padrino per l'Europa dell'Instituto Ayrton Senna) e il suo Staff, ha accolto il pubblico con una carrellata di oggetti e cimeli preziosi grazie ai quali è stato possibile ripercorrere la carriera e la storia di Ayrton. Foto inedite, in bianco e nero, di un Ayrton davvero piccolo ai primi passi che si contrapponevano a quelle più importanti e famose che da anni abbiamo scolpite nella mente. In mezzo, una carriera fantastica.

Auto, caschi, tute, cappellini e tanti altri oggetti autografati dal campione si sono lasciati osservare per quattro giorni da tantissime persone, di tutte le età. Abbiamo incontrato persone provenienti dal Brasile, dalla Francia, dall'Inghilterra, dalla Spagna, dal Belgio: e chissà quante altre si sono messe in coda per essere presenti in questa quattro giorni.

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A rendere il tutto più 'unito', tanti piccoli dettagli, che abbiamo immortalato nella nostra galleria fotografica dedicata alla mostra. Bello vedere la curiosità di chi ricorda quei tempi mista a quella dei più piccoli. Bello vedere tanti papà raccontare il significato di ua foto al proprio figlioletto. Bello vedere alcune persone rimanere ferme in contemplazione per diversi secondi davanti a questa o quella bacheca, come a fermare il tempo e tornare indietro ai giorni che proprio quegli oggetti ricordano.

E poi tante bandiere brasiliane. Stampate su una borsa, portate legate al collo come foulard, avvolte intorno alle spalle. Decine di persone, nella due giorni in cui siamo stati presenti, con un casco replica, piccolo o a grandezza naturale, a portata di mano. Tanti, tantissimi cappellini blu, in puro stile Ayrton. Molte anche le magliette con il suo stemma e il suo nome. Addirittura qualche tatuaggio.

La notte precedente all'evento mi stupivo per la determinazione con la quale a 20 anni di distanza si ricorda ancora un uomo di sport. Dopo aver visto la coda di persone in attesa di accedere alla mostra, la fiumana di persone al Tamburello e il commosso silenzio al suo monumento, non posso che confermare il mio stupore. Non sembrano passati 20 anni. Nemmeno 10, 5, 1. Sembra successo qualche giorno fa. Sembra di essere ancora nel mese di Maggio di 20 anni fa.

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I miei complimenti vanno a Claudio e a tutto il suo Staff. Hanno lavorato mossi come sempre dalla passione, la più grande motivazione che esista per portare a casa i risultati migliori. Più dei premi, più dei soldi. E vorrei ricordare che una mostra non è caratterizzata solo dai giorni nei quali il pubblico ne coglie i frutti, ma anche dall'organizzazione e la preparazione, oltre che dal dover smontare tutto e tornare a casa una volta terminato.

Orgoglioso di esserci stato.

Di seguito un'intervista a Paula Senna (nipote di Ayrton e parte attiva dell'Instituto), Claudio Giovannone e Piergiorgio Pascolati, responsabile del concept e del design, su Ayrton e sulla mostra.

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