Giù le mani dalla Red Bull (fino a prova contraria)

Giù le mani dalla Red Bull (fino a prova contraria)

di 30 Ottobre 2012, 21:00

Era così anche con la Ferrari, lo è stato per la Mclaren, è così anche con la Juve in questi giorni, espatriando verso l'ambito calcistico.

Chi vince troppo è sempre, costantemente sotto l'occhio del ciclone. La Red Bull torna a vincere prepotentemente, e allo stesso modo le polemiche sulle presunte soluzioni border-line utilizzate dalle lattine tornano a galla.

Domenica le scintille della numero 1 di Vettel, poi scomparse, hanno dato spazio ad interpretazioni disparate. La più gettonata un correttore d'assetto (sarebbe illegale) con il quale dal muretto avrebbero 'rialzato' la vettura di Sebastian quel tanto che basta per non far più scintillare il fondo sul terreno.

In realtà, post-verifiche tecniche (che la Red Bull ha passato), il tutto sarebbe stato riconducibile ad un pezzo rovinato su un cordolo, inizialmente rimasto penzolante (da qui le scintille) per poi staccarsi definitivamente.

La teoria del complotto è molto praticata, soprattutto quando si parla della Red Bull. Curioso però come se ne torni a parlare in questo periodo, da Singapore in poi per la precisione.

La sensazione (mia) è che si debba quanto meno tentare di 'macchiare' l'immagine di chi vince per oscurare quelli che sono i veri problemi.

Esiste una Federazione, esistono delle verifiche tecniche. Poi, anche di queste, possiamo fidarci o meno. Ma è compito della Federazione e della commissione tecnica discutere le soluzioni adottate dalle varie scuderie e decidere se alcune di queste non sono aderenti al regolamento tecnico.

La Red Bull mi pare che abbia già pagato lo scotto di essere la miglior vettura del lotto nel 2011, con l'eliminazione degli scarichi soffianti. Ora, che è tornata a vincere dopo l'unico successo di Aprile in Bahrain, se ne torna nuovamente a parlare.

Per quanto mi riguarda, fino a quando non verranno trovate prove concrete che sanciranno l'illegalità della vettura di Newey, le chiacchiere restano tali, i risultati anche, l'invidia pure. Con buona pace di chi non accetta le vittorie dell'avversario.

In questo senso ha ragione Alonso. Tante chiacchiere, pochi fatti. E una settantina di punti persi in quattro gare.


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