FORMULA E Marrakech: disastro BMW, ne approfitta d'Ambrosio

Vittoria e leadership di campionato per il belga della Mahindra
Formula E | Marrakech: disastro BMW, ne approfitta d'Ambrosio
di 12 Gennaio 2019, 17:45

Il disastro totale del team Andretti-BMW e la seconda occasione persa da Jean-Éric Vergne sono i due temi principali grazie a cui l'ePrix di Marrakech svoltosi oggi, secondo round della Formula E 2018-2019, passerà alla storia. I protagonisti preannunciati hanno letteralmente aperto la strada a Jérôme d'Ambrosio, che ha vinto la gara in volata con la Mahindra cogliendo il suo terzo successo nel campionato elettrico. Fatto curioso, pur essendo il terzo centro del belga si tratta solo del primo ottenuto "sul campo", poiché sia a Berlino nel 2015 che a Città del Messico nel 2016 d'Ambrosio aveva ereditato la vittoria dalle squalifiche inflitte a Lucas di Grassi. 

L'episodio saliente della gara si è verificato al 26° dei 31 giri percorsi: alla curva 7, Alexander Sims ha provato a soffiare la leadership della gara ad António Félix da Costa tirando la staccata all'esterno del portoghese; quest'ultimo ha reagito forzando a sua volta la frenata e il risultato è stato quantomai disastroso, con entrambe le BMW nella via di fuga. Da Costa ha concluso la sua corsa contro le barriere, mentre Sims è riuscito a rallentare a sufficienza, scivolando quarto. Un'ingenuità che ha rovinato l'eccezionale gara del vincitore di Ad-Diriyah, risalito in pochi giri dal sesto al primo posto dopo avere perso il suo miglior giro della Superpole, a causa di un eccesso di batteria utilizzata.

D'Ambrosio, che ha gestito ottimamente la corsa, senza perdere troppo terreno nonostante sia stato l'ultimo ad attivare il primo attack mode, ha prontamente preso il comando e lo ha difeso dall'assalto delle Virgin-Audi all'ultimo giro. La safety car intervenuta per rimuovere la Andretti-BMW #28 ha infatti lasciato una sola tornata a disposizione di Robin Frijns per dare l'attacco al belga, ma l'ex pilota Dragon-Penske ha chiuso ogni pertugio all'olandese precedendolo sotto la bandiera a scacchi di appena un decimo e mezzo.

Verrà ricordata per molto tempo anche la difesa del terzo posto da parte di Sam Bird nei confronti di Sims. Il britannico della BMW ha attivato l'attack mode in regime di safety car, un giro dopo rispetto a tutti gli altri piloti che disponevano ancora di un ultimo boost (tra i quali non rientravano i due alfieri della Virgin), e a tutti gli effetti è stato l'unico a poterne beneficiare appieno poiché i quattro minuti a disposizione di chi li ha attivati subito si sono esauriti prima del ritorno della bandiera verde. Non è bastato, perché Bird è stato attento nell'appropriarsi della traiettoria interna ad ogni staccata importante, chiudendo al terzo posto una gara che tuttavia lo ha visto fare il passo del gambero per larghi tratti, dopo la pole position.

Il terzo deluso di giornata è appunto Vergne. Un errore altrettanto clamoroso il suo, arrivato già alla prima curva quando ha totalmente sbagliato la frenata, finendo in testacoda e rischiando di centrare Bird. L'errore del campione in carica è però costato la gara (seppur indirettamente) a Pascal Wehrlein, tamponato da Lucas di Grassi nel trambusto che si è scatenato e costretto subito al ritiro. Ripartito ultimo, Vergne ha concluso quinto e avrà molto da rimuginare su una corsa che avrebbe potuto dargli una vittoria in carrozza e invece gli ha riservato solo una manciata di punti.

Sesta piazza, in grande recupero dal 20° posto in griglia, per André Lotterer, che ha preceduto l'ex compagno di squadra di Grassi. Sul passo di gara, l'Audi ufficiale ha ribadito di essere leggermente indietro rispetto a BMW e Techeetah e anche a livello prestazionale sembra che alle vetture di Ingolstadt manchi qualcosa. Il brasiliano ha optato per la stessa strategia di Sims, tardando di un giro l'attivazione del secondo attack mode durante la safety car, e anche in questo caso i benefici sono stati pari a zero poiché Lotterer ha mantenuto la posizione finale.

Ottavo Sébastien Buemi, a sua volta parte indirettamente lesa dell'errore di Vergne. Lo svizzero, come le due Jaguar, ha dovuto allargare la traiettoria alla prima curva perdendo molte posizioni, dopo l'ottima qualifica. Alle spalle dello svizzero ha chiuso Mitch Evans, con la prima delle "Giaguare", mentre Daniel Abt è arrivato decimo. Tanti corpo a corpo poco redditizi per José María López, che si è ritrovato senza attack mode nel giro finale e ha concluso 11°. Buon 13° Edoardo Mortara, in lotta per i punti con una Venturi poco competitiva, mentre Felipe Massa ha chiuso mestamente 18° e ultimo al traguardo. Anche per Stoffel Vandoorne, come per Wehrlein, la gara è durata appena un giro.

Per quanto concerne il lato sportivo, lo spettacolo offerto dalla Formula E a Marrakech ha lasciato nel dimenticatoio il caos di Ad-Diriyah. Le squadre hanno imparato a gestire il brake-by-wire e pertanto non si è ripetuta la pioggia di penalità vista in Arabia Saudita; inoltre, la zona di attivazione dell'attack mode è stata posta in un punto più facile e meno penalizzante dell'infelice collocazione di Ad-Diriyah, il che ha reso molto meno confusionaria la lettura della corsa. 

Grazie al successo odierno, d'Ambrosio si è preso anche la leadership del campionato con 40 punti, seguito dal tandem da Costa-Vergne a quota 28. Techeetah comanda la classifica squadre con 47 punti e anche in questo caso la seconda piazza è occupata in coabitazione, precisamente da Andretti-BMW e Mahindra.

Il terzo round del campionato 2018-2019 si terrà tra due settimane a Santiago del Cile, sul nuovo circuito del Parco O'Higgins.

Classifica di gara:

Classifica di campionato:

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