F1 Todt attacca: "La Ferrari deve perdere il diritto di veto"

Il presidente FIA è invece favorevole al contributo come team storico di 15 marzo 2018, 17:45
F1 | Todt attacca:

Tra la Ferrari da un lato e il duo FIA-Liberty Media dall'altro si preannunciano tempi assolutamente non facili. Più che ciclici momenti di tensione, quello che già da mesi si sta profilando è un vero e proprio scontro in campo aperto, che si giocherà sul terreno del nuovo regolamento tecnico e di quanto subentrerà all'attuale Patto della Concordia, il tutto in ottica 2021, anno che potrebbe costituire un vero spartiacque nella storia della F1.

A gettare ulteriore benzina sul fuoco, come si suol dire, ci ha pensato il neo-rieletto presidente della FIA Jean Todt, il quale si è soffermato su due punti molto discussi: il diritto di veto, riconosciuto alla Scuderia sin dal 1980 per evitare l'introduzione di novità regolamentari sgradite, e il contributo come team storico, garantitogli per il peso enorme della Casa di Maranello in F1 oltre che per essere l'unica presente sin dal 1950.

"Il potere di veto, va ricordato, fu dato al team di Maranello ai tempi di Enzo Ferrari, quando la Scuderia italiana era l'unica costruirsi in proprio telaio e motore, mentre tutti gli altri team avevano propulsori Ford" - esordisce Todt, intervistato da Motorsport.com - "Con quel potere fu deciso di offrire alla Ferrari uno strumento per tutelare quello che stava facendo. Ma penso che i tempi siano mutati e, a livello personale, non sono d'accordo sul fatto che debba mantenere il veto".

"Quando questo diritto di veto fu rinnovato, in occasione degli accordi 2013-2020, io ero l'unico contrario" - prosegue il francese - "Ricordo che era un incontro a Parigi, nella sede FIA di Place de la Concorde. C'era il detentore dei diritti commerciali della Formula 1 e tutti i team. Chiesi quale fosse la posizione di tutti riguardo al diritto di veto della Ferrari, e tutti dissero che per loro mantenerlo non creava problemi. Quindi sarebbe stato inappropriato, per me, dire che ero contrario".

Riguardo al possibile aumento del premio che la Ferrari percepisce in quanto team storico della Formula 1, invece, Todt si dice assolutamente possibilista, usando un paragone cinematografico: "È normale che Leonardo Di Caprio prenda più soldi di un attore che recita nelle serie TV? Sì, è normale, questa è la vita. Più sei bravo e hai attrattiva, più soldi dovresti ricevere" - dice con chiarezza Todt - "In questo tipo di attività, ritengo normale che la Ferrari guadagni di più. In passato guadagnavano di più con risultati non all'altezza del nome, mentre ora ottengono più soldi facendo risultati migliori. Questo, a mio modo di vedere, ha senso".

Chiusura dedicata alle minacce di addio di Sergio Marchionne. In proposito, Todt si mostra decisamente spavaldo, facendo intendere che per la Formula 1 una eventuale uscita della Rossa non sarebbe una cosa tanto grave: "Potrebbero andarsene, è vero. Ma sarebbe una loro scelta. Sono liberi di farlo e sicuramente spero che non accada. Ma può sempre succedere. Ho già visto andarsene grandi Case, e le ho anche viste tornare indietro. Ripeto, se dovesse succedere, sarebbe una loro scelta".

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