F1 Le Pillole del GP della Malesia 2016

di 03 ottobre 2016, 21:00
F1 | Le Pillole del GP della Malesia 2016

Dopo mesi di assenza tornano le Pillole, grazie ad un Gran Premio della Malesia che sa di antico. Strike alla Sato, motori in fumo che neanche nei barbecue delle sagre di paese, bevute ignoranti sul podio.

Per questo articolo dovete ringraziare, prima di tutto, il FrecciaRossa di Maranello Sebastian Vettel. Senza la sua frenata da scarpe sulle ruote della bici, tutto questo non sarebbe stato possibile. E, forse, sarebbe stato meglio.

Foto di copertina dedicata a Lewis Hamilton nel test del primo vespasiano 2.0, totalmente trasparente.

Via con le Pillole.

Daniel Ricciardo | D'ora in poi per noi sarà Jack Daniel's. Perché bisogna essere ubriachi molesti per inventarsi la bevuta dalla scarpa e, soprattutto, obbligare gli altri a partecipare manco fosse una setta. Su Repubblica hanno scritto che Daniel ha copiato la scenetta da Valentino Rossi. Eretici, un giorno berrete anche voi da lì e ve ne pentirete.

Nico Rosberg | Il biondino viene sbattuto fuori dal FrecciaRossa Vettel alla curva uno, e si fa un mazzo tanto per recuperare il tempo perduto. Sudatissimo, sfinito, va sul podio per festeggiare quando scopre che a vincere è stato Jack Daniel's Ricciardo, il quale dopo averlo immobilizzato lo fa bere da una scarpa che ormai ha assunto vita propria. Si consiglia un mesto e più salutare quarto posto al prossimo giro.

Lewis Hamilton | "Nooooo, noooooo, noooooooooo" grida lui appena la W07 inizia a sfiammare come un dragster di periferia: "Sìììì, sììììììììì, sììììììììììììì" inizia a gridare Rosberg quando scopre che montare durante la notte un motore Mercedes versione 2005 sulla monoposto del compagno ha portato gli effetti sperati.

Sebastian Vettel | Il concetto di impenetrabilità dei corpi è probabilmente ancora poco chiaro nella mente del crucco in rosso. Ma il problema grave è un altro. A furia di simulazioni basta dimenticarsi di disattivare l'opzione "No danni" per far credere al proprio pilota di poter fare qualsiasi cosa senza pagare dazio.

Kevin Magnussen | Lui, in Malesia, non ci voleva proprio correre, e il tentativo ultimo per scamparsi un altro weekend da incubo, con 75 gradi e un trattore sotto il sedere è stato quello di inscenare un'autocombustione di quelle toste. Roba da ringraziarlo per aver protratto l'arrivo del sonno durante le FP1 alle 4 di notte.

Max Verstappen | "Fate largo, fate largo" dice via radio una volta raggiunto Jack Daniel's. Dopo i ceffoni presi dal vendicativo Kvyat a Singapore, arriva però anche il secondo round ad opera del compagno, che con la stessa scarpa prima lo prende a calcioni sul sedere e poi, dalla stessa, lo fa pure bere. Chapeau.

Valtteri Bottas | Tra strike in partenza, Verstappen che dà dell'idiota ad un altro pilota, una Mercedes in rimonta e una a fuoco, ancora oggi 3/4 dei media non si sono accorti che il finlandese in bianco (con la Williams, con la neo moglie spero proprio di no, per lui) è arrivato quinto e con una sola sosta. Magia.

Kimi Raikkonen | Per gli stessi motivi, inclusi tre giorni di lutto nazionale per il ritiro di Vettel (per il quale alcuni riescono stoicamente ad assegnare colpe al buco dell'ozono) una macchina rossa con uno scudetto giallo ai lati giunge quarta con, udite udite, possibilità per diversi giri di andare a podio. È un segreto però, non ditelo a nessuno.

Fernando Alonso | Re Fernando I° da Oviedo è tornato. Dopo una sosta spirituale ha deciso di "uscire fuori" il KO Wireless in versione rivista e di provarlo in Malesia. Risultato: spintarella invisibile a Vettel in partenza, smontaggio repentino dei freni sulle Haas, motore a brandelli sulla Mercedes di Hamilton. Sempre in forma.

Jolyon Palmer | Prima e probabilmente unica pillola della sua vita per un miracolo soprannaturale: arrivare a punti con una Renault che altro non è che i resti di tutte quelle martoriate da Maldonado nel 2015. Se "vivere è un atto di fede", come canta Ligabue, una Renault a punti è un Cassano dal congiuntivo perfetto.

MENZIONI SPECIALI

Marc Gené | "Se non ci fosse stato Rosberg avrebbe (Vettel) completato il sorpasso". Eh certo, allora facciamo correre 22 Ferrari che magari una, per la legge dei grandi numeri, ha possibilità di vincere.

Tutti pazzi per Giovinazzi | La rima potrebbe essere ben più scurrile ma qui siamo dei Lord e quindi ci asteniamo. Lo stesso vale per Marciello e Ghiotto (senza rima, però), che almeno per una cosa ogni tanto ci fanno essere orgogliosi di essere italiani. Perché se andiamo in politica...

Jenson 300 | Grandissimo JB che ha raggiunto quota 300 GP in F1. Lo ringrazieremo soprattutto per averne trascorsi la maggior parte portandosi dietro quella meraviglia di Jessica. Adesso capiamo il calo d'interesse per la F1 negli ultimi mesi. Effettivamente manca lo Spettacolo.

Mark Webber | Si presenta sul podio ancora quando c'è Jack Daniel's e lui, in evidente stato confusionale, tenta di farlo bere per la seconda volta dalla sua scarpina modello foresta amazzonica. Con un gesto secco il buon Mark, che è vecchio ma non pirla, la lancia a 4 chilometri di distanza, dove sorgerà un nuovo ecosistema naturale.

La scena del secolo | F4, ultimo appuntamento del campionato ad Hockenheim. Va in scena quanto segue. Immaginatelo con sotto la sigla di Benny Hill e ridetene tutti.

Prossimo appuntamento con le Pillole a data da definirsi.

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1 commento

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  1. Francesco Ferraro
    #1 Francesco Ferraro 3 ottobre, 2016, 21:57

    Finalmente! Bellissime come sempre!

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