F1 GP Stati Uniti 2018, la gara dei primi 10

Da Kimi Raikkonen a Marcus Ericsson, i primi 10 all'arrivo ad Austin
F1 | GP Stati Uniti 2018, la gara dei primi 10
di 25 ottobre 2018, 10:00

Segue il resoconto dei primi dieci piloti all'arrivo del Gran Premio degli Stati Uniti 2018.

Gara ricca di capovolgimenti di fronte, dall’inizio a oltre alla fine con il testacoda di Sebastian Vettel, il ritiro di Daniel Ricciardo, che causa una Virtual Safety Car, le strategie diverse grazie alle differenti coperture montate in partenza e alla squalifica a fine gara di Kevin Magnussen ed Esteban Ocon per irregolarità tecniche.

1. Kimi Raikkonen. Partenza magistrale per il pilota finlandese che sfrutta perfettamente le coperture UltraSoft e si prende la 1a posizione ai danni di Lewis Hamilton. Proprio sull’alfiere della Mercedes, si crea subito un minimo margine di vantaggio per guidare con più tranquillità. La Virtual Safety Car consente all’inglese di riavvicinarsi ma, il regime di corsa ridotta porta la Mercedes a richiamarlo ai box. Il pilota della Ferrari continua a comandare la corsa e viene ripreso dallo stesso Hamilton che tenta nuovamente di riprendersi la 1a piazza con le coperture più nuove e dopo una difesa ordinata e decisa, il finlandese rientra in pit-lane per effettuare la sosta. Montati pneumatici a mescola Soft, torna in corsa al 5° posto e risale rapidamente grazie ai pit-stop di Max Verstappen, Valtteri Bottas e Sebastian Vettel. Inoltre, il suo ritmo è decisamente migliore di quello di Hamilton che è costretto ad effettuare la seconda sosta. Negli ultimi passaggi, viene incalzato dagli stessi Verstappen, con coperture più morbide, ed Hamilton, ma la battaglia tra questi due gli consente di chiudere la gara senza veri problemi. Il nativo di Espoo torna alla vittoria cinque anni, sette mesi e quattro giorni ed esattamente 114 Gran Premi, nuovo record, dopo l’ultima ottenuta in Australia nel 2013. In più, è il pilota che ha corso più gare tra la prima e l’ultima vittoria. La vittoria con la Ferrari mancava dal Gran Premio del Belgio del 2009, ben 145 gare prima e per la prima volta dal 2008, il Cavallino Rampante ottiene almeno una vittoria con entrambi i piloti. Per scuderia italiana si tratta anche della prima vittoria sul circuito di Austin, la prima negli Stati Uniti dal Gran Premio corso sul circuito di Indianapolis nel 2006.

2. Max Verstappen. Prestazione maiuscola per l’olandese della Red Bull che, scattato dalla 18° piazzola, nel 1° giro recupera ben nove posizioni. Con la media di un sorpasso al giro, sale fino al 6° posto che diventa 5° dopo il ritiro del compagno di scuderia Daniel Ricciardo. Si ferma per la sosta alla 22° tornata ed effettua un under-cut ai danni di Valtteri Bottas prima di sopravanzare Sebastian Vettel un po’ in crisi con le coperture. Con il passare dei giri recupera tempo su Kimi Raikkonen e al 37° passaggio sale al 2° posto grazie alla seconda sosta di Lewis Hamilton. Per tutta la parte finale di gara prova a contendere al finlandese della Ferrari la vittoria del Gran Premio, ma non ha mai lo spunto sufficiente. In più, negli ultimi giri viene anche incalzato da Hamilton che, con pneumatici più freschi, tenta di chiudere il Mondiale. Grazie ad una difesa decisa e ordinata non concede spazio all’inglese e corona la rimonta con il secondo gradino del podio, il primo in Texas per lui.

3. Lewis Hamilton. Nonostante un buono scatto al via, l’inglese non è in grado di difendersi da Kimi Raikkonen e cede la testa della gara. Nei passaggi successivi tenta di mettere pressione al pilota della Ferrari, ma non ha mai una concreta occasione. Con il regime di Virtual Safety Car, sceglie di anticipare la prima sosta e all’inizio la scelta sembra pagare. Infatti, recupera agevolmente su Raikkonen; ciò nonostante anche stavolta non riesce ad avere ragione di lui prima della sosta del finlandese. Tornato in testa alla corsa, tenta di gestire le coperture, senza successo. È quindi costretto ad una seconda sosta che lo fa scendere al 4° posto. Riceve subito strada dal compagno di scuderia Valtteri Bottas, ma più avanti si trova davanti il muro di Max Verstappen. L’olandese non gli lascia spazio così l’inglese, portando un solo vero attacco, perde la macchina in curva ed è costretto ad allargare la traiettoria e a rinunciare ad insidiare la Red Bull numero 33. Dopo quattro vittorie consecutive, si deve accontentare del terzo gradino del podio che, in ogni caso, lo avvicina sempre di più al quinto titolo mondiale.

4. Sebastian Vettel. Partenza senza acuti per il tedesco che rimane al 5° posto. Alla fine del rettilineo durante il primo giro, tenta però di sopravanzare Daniel Ricciardo, ma nelle curve successive perde la macchina ed entra in contatto con l’australiano. Così facendo va in testacoda e cade in 15a posizione. Da qui comincia una rimonta rabbiosa che, nel giro di una quindicina di tornate, lo vede risalire alla sua posizione di partenza. Allungando la prima parte di gara, risale anche in 2a piazza prima di dover lasciare strada a Kimi Raikkonen prima e a Max Verstappen poi. Effettuata a sua volta l’unica sosta, torna al 5° posto. Negli ultimi giri recupera terreno su Valtteri Bottas e al penultimo passaggio lo sopravanza, in modo da allungare sicuramente la lotta per il Mondiale, già praticamente compromessa, fino al Gran Premio del Messico.

5. Valtteri Bottas. Prestazione anonima per il finlandese che in partenza si limita a mantenere la 3a posizione e non si rende protagonista di nessuna azione di particolare importanza. Salito al 2° posto dopo la prima sosta del compagno di scuderia Lewis Hamilton, gli dà strada subito e viene ripreso da Max Verstappen. Al momento di rientrare ai box, subisce l’under-cut orchestrato dalla Red Bull e perde la posizione. Ritorna in 4a piazza dopo il pit-stop di Sebastian Vettel, tuttavia la pessima gestione delle coperture della Mercedes non gli consente di difendersi dal tedesco fino alla fine. Infatti, a soli due passaggi dal termine, è costretto a lasciare strada al pilota della Ferrari. Il finlandese termina per la terza volta il Gran Premio degli Stati Uniti al 5° posto.

6. Nico Hulkenberg. Gara solida per il tedesco della Renault che si prende subito la posizione su Esteban Ocon e sale al 5° posto dopo il testacoda di Sebastian Vettel. Il ritorno del tedesco e la rimonta di Max Verstappen, oltre al ritiro di Daniel Ricciardo, lo fanno scendere in 6a posizione, sempre il “primo degli altri”. Non ha il ritmo per stare con i primi cinque e si limita a controllare il compagno di scuderia Carlos Sainz jr.. Effettuata la sosta al 23° passaggio, torna in pista in 9a piazza, ma in poche tornate risale al 6° posto. Per tutto il resto della corsa si limita a gestire vettura e coperture per portare a casa punti pesanti per la classifica del Mondiale Costruttori.

7. Carlos Sainz jr.. Gara identica a quella del compagno di scuderia per il pilota spagnolo dopo un ottimo start dall’11° piazzola. Trovatosi alle spalle del tedesco, anche lui guadagna e perde posizioni dopo il ritiro di Daniel Ricciardo e le rimonte di Max Verstappen e Sebastian Vettel e, prima della sosta, si trova al 7° posto. Fermatosi un giro dopo Hulkenberg, esce brevemente dalla zona punti, ma non ha difficoltà a recuperare fino a ritrovarsi alle spalle del compagno di scuderia. Esattamente come il tedesco, per tutto il resto della gara, controlla la sua vettura e gli pneumatici per portare a casa il miglior risultato dell’anno per la Renault che compie un grande passo in avanti per la conquista del 5° posto nel Mondiale Costruttori.

8. Sergio Perez. Primo stint di gara altalenante per il messicano che dalla 10a posizione di partenza, sale in 8° e come tutti i piloti intorno a lui nel giro di una decina di tornate perde un posto per le rimonte di Sebastian Vettel e Max Verstappen e il ritiro di Daniel Ricciardo. Risalito brevemente in 6a piazza, si ferma per la sua unica sosta e scende fino al 15° posto. In soli quattro passaggi recupera ben cinque posizioni grazie le soste dei piloti di fronte a lui. A fine gara mette sotto pressione Kevin Magnussen, ma non è in grado di sopravanzarlo. Ad ogni modo, la squalifica al termine della corsa del danese e del compagno di scuderia del messicano, Esteban Ocon, lo fanno salire all’8a piazza. In ogni caso, è l’ultimo pilota a terminare la corsa a pieni giri.

9. Brendon Hartley. Il primo giro caotico permette al neozelandese di salire dall’ultimo posto di partenza fino al 12°, davanti a Sebastian Vettel dopo il testacoda del tedesco. Persa subito la posizione sul pilota Ferrari, ne guadagna altre due dopo il ritiro di Daniel Ricciardo e la sosta di Sergey Sirotkin. Con le coperture SuperSoft, decide di allungare la prima parte di gara e sale fino all’8a piazza prima di rientrare a sua volta in pit-lane. Sceso al 15° posto, beneficia ancora una volta della sosta di Sirotkin e di quelle di Marcus Ericsson, Pierre Gasly e Stoffel Vandoorne per portare a casa quella che sembrava una sfortunata 11a posizione che dopo la gara diventa 9° grazie alle squalifiche comminate ai due piloti di fronte a lui.

10. Marcus Ericsson. Insieme a Valtteri Bottas e Daniel Ricciardo, è l’unico pilota a mantenere la sua piazza di partenza dopo il primo giro. Scambiatosi più volte la posizione con Pierre Gasly, sfrutta molto bene i suoi pneumatici Soft per risalire il gruppo prima della fermata ai box. Riesce infatti ad entrare in zona punti prima di rientrare alla 30° tornata. Tornato in pista al penultimo posto, sopravanza Sergey Sirotkin e sale altri due posti dopo le soste di Gasly e Stoffel Vandoorne. Dopo la fine della corsa la sua 12a piazza finale diventa la 10° e per la prima volta dal Gran Premio del Belgio, lo svedese torna a guadagnare punti mondiali.

Segue l'infografica Pirelli.

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