F1 GP del Messico 2016, la gara dei primi 10

L'analisi delle prime dieci posizione della gara di Città del Messico di 31 ottobre 2016, 18:15
F1 | GP del Messico 2016, la gara dei primi 10

1. Lewis Hamilton. Buona partenza per il pilota inglese che mantiene la pole. Complici i freni ancora freddi arriva lungo alla prima curva tagliando completamente la chicane e guadagnando già del tempo su Rosberg e Verstappen. Tuttavia questo piccolo vantaggio viene subito annullato per l’entrata in pista della Safety Car a causa di un contatto nelle retrovie. Uscita la vettura di sicurezza si costruisce un piccolo vantaggio che gli consente di non subire attacchi dai piloti alle sue spalle. Dopo la sua prima e unica sosta rimane a lungo tempo secondo a causa della strategia di Vettel. Una volta rientrato ai box anche il pilota tedesco gestisce le gomme e va a vincere per prima volta il Gran Premio del Messico.

2. Nico Rosberg. Scatto non ottimale per il pilota della Mercedes che oltre a non poter insidiare il rivale Hamilton subisce anche l’attacco da parte di Verstappen alla prima curva. Toccato dal pilota olandese, è costretto a tagliare leggermente la prima chicane per evitare ulteriori danni. Dopo il pit-stop ritorna agevolmente in 2a posizione, ma deve difendersi ancora una volta da Verstappen che, trascorsi una serie di giri di studio, lo attacca alla fine del rettilineo principale finendo però lungo in frenata. Questo errore consente al pilota tedesco di riguadagnare il tempo che basta per non dare più la possibilità al pilota olandese di impensierirlo.

3. Daniel Ricciardo. Dopo uno start non dei migliori, il pilota australiano rientra ai box già dopo il primo giro montando gomme Medie. Ricaduto al 17° posto, grazie alla strategia, rimonta giro dopo giro fino alla 4a posizione, che deve però lasciare al compagno di scuderia Verstappen che monta coperture più fresche. Guadagnato un posto per la sosta di Vettel, si ferma anche lui al 49° passaggio per la seconda volta montando gomme Soft. Inanellando giri veloci passa Hulkenberg e rimonta su Verstappen e Vettel in lotta per il terzo gradino del podio. A due giri dal termine grazie al compagno di squadra che rallenta il pilota della Ferrari, tenta il sorpasso proprio a danno di quest’ultimo, che si difende senza troppi complimenti facendolo rimanere in 5° posizione. Ciò nonostante, le penalizzazioni comminate a fine gara ai due piloti in lotta davanti a lui gli permettono di salire al 3° posto finale.

4. Max Verstappen. Ottima partenza per il pilota olandese che alla prima curva riesce già ad attaccare Rosberg, entrando però troppo velocemente nella chicane e spingendo lo stesso pilota tedesco fuori carreggiata. Riaccodatosi alla Mercedes una volta tornata in pista, le rimane sempre vicino per avere la possibilità di attaccarla. Anche dopo la sosta rimane vicino a Rosberg, tanto che al 49° giro tenta il sorpasso finendo lungo alla quarta curva, quindi non riuscendo nel suo intento. A causa del consumo delle gomme non è in grado di restare con Rosberg e subisce il ritorno di Sebastian Vettel con coperture più fresche. Messo sotto pressione, al 68° passaggio taglia la prima chicane per difendersi, senza però ascoltare il muretto Red Bull che gli consiglia di lasciare la posizione al tedesco. Taglia il traguardo al 3° posto per poi subire una penalizzazione di cinque secondi e scalare in 5° posizione. Tuttavia, ore dopo la fine della gara, ne riguadagnerà una per una penalità inferta a Vettel per la difesa su Ricciardo.

5. Sebastian Vettel. Dopo uno start non eccezionale, il pilota tedesco viene superato dopo poche curve dalla Williams di Massa. A causa dell’ottima velocità di punta di quest’ultimo non riesce a passarlo rimanendogli alle spalle per oltre cinque giri. Dopo la sosta di Massa al 7° passaggio, il pilota della Ferrari comincia a girare con un ottimo ritmo e allungando lo stint fino a compiere trentadue tornate con le stesse coperture prima della sosta ai box. Rientrato in pista alle spalle del compagno di scuderia, beneficia delle soste di quest’ultimo e di Ricciardo per salire di due posizioni e mettersi all’inseguimento di Verstappen. Dopo parecchi giri di schermaglie lo attacca alla fine del rettilineo principale per poi però dover accodarsi nonostante la manovra del pilota olandese. A due giri dalla fine subisce anche il tentativo di sorpasso da parte di Ricciardo, che però non va a buon fine a causa della strenua difesa del pilota tedesco. Termina la gara in 4a piazza per poi salire sul terzo gradino del podio per la penalizzazione di Verstappen. Quasi tre ore dopo la fine del Gran Premio viene a sua volta penalizzato per la difesa su Ricciardo finendo al 5° posto, alle spalle di entrambi i piloti Red Bull.

6. Kimi Raikkonen. Scatto e primo giro senza acuti per il pilota finlandese che, nei giri successivi, a causa dell’alta velocità di punta della Force India non riesce ad aver ragione di Hulkenberg. Dopo la sosta di quest’ultimo abbassa i suoi tempi sul giro riuscendo a guadagnare la posizione proprio sul pilota tedesco dopo il pit-stop. A causa della scarsa efficacia delle coperture Medie è costretto ad effettuare una seconda sosta al 45° giro e per colpa di essa si ritrova ancora alle spalle del pilota della Force India. Dopo diversi tentativi di attacco riesce a sorpassarlo al 66° passaggio sfruttando le coperture più fresche rispetto al pilota tedesco per guadagnare la 6° posizione.

7. Nico Hulkenberg. Dopo un buon inizio in cui il pilota tedesco tiene alle spalle la Ferrari di Raikkonen, la prima sosta lo fa sprofondare a centro gruppo. Il tempo perso nel traffico gli costa la posizione proprio sul finlandese al rientro dai box. La seconda parte di gara lo vede perdere costantemente dai piloti di fronte a lui e le coperture ormai usurate non gli consentono di difendersi da Ricciardo alla 56° tornata. La stessa situazione si ripete pochi giri dopo quando Raikkonen si trova alle sue spalle dopo la seconda sosta. Nonostante l’estrema resistenza deve cedere il passo al pilota Ferrari al 66° passaggio e terminare la gara al 7° posto.

8. Valtteri Bottas. Partenza non ottimale per il pilota della Williams, che perde una posizione a vantaggio del compagno di squadra per poi difendere strenuamente l’8° posto dagli attacchi di Perez duranti i giri successivi. La prima sosta abbastanza ritardata gli permette di non sprofondare a centro gruppo e di ritrovarsi in 10° piazza, per salire subito alla 9° ricevuta la strada da Massa grazie alle gomme più fresche del pilota finlandese. Dal 23° passaggio fino al termine della gara corre in solitaria senza né avere la possibilità di attaccare nessuno né rischiare di essere sorpassato da qualche altro pilota. Tuttavia durante i primi giri della gara, grazie ad una scia e al DRS aperto, fa registrare il nuovo record di velocità massima in una competizione ufficiale: 372,49 km/h.

9. Felipe Massa. Grande scatto dalla 9° casella per il pilota brasiliano che dopo due giri si ritrova in 6a posizione. Si difende egregiamente dagli attacchi di Vettel, però dopo il pit-stop scivola al 13° posto e perde molto tempo in mezzo al traffico. Alla 23a tornata gli viene ordinato di lasciare strada al compagno Bottas che monta copertura più fresche delle sue. Nonostante il traffico in cui si è ritrovato, riesce a mantenere la posizione su Sergio Perez il quale, per i restanti quarantotto giri, tenta di sorpassarlo. Tuttavia l’alta velocità di punta della Williams consente al brasiliano di mantenere il 9° posto fin sul traguardo.

10. Sergio Perez. Ottima partenza per il pilota di casa che in due tornate guadagna tre posizioni. Grazie alle gomme Soft montate al via ritarda il primo pit-stop e questa scelta gli permette di risalire fino al 5° posto. Ritornato ai limiti della zona punti dopo la sosta, cerca in tutti i modi di aver ragione di Felipe Massa, senza però essere in grado di sopravanzarlo e di guadagnare la 9° posizione, portando a casa solo un punto.

Seguono le strategie di gara.

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