F1 GP d'Azerbaijan 2018: la gara dei primi 10

L'analisi dei primi dieci piloti all'arrivo a Baku di 02 maggio 2018, 12:30 Condividi
F1 | GP d'Azerbaijan 2018: la gara dei primi 10

Corsa soggetta a molti colpi di scena e rimescolamenti di posizioni causati, nell’ordine, dalla Safety Car causata dall’incidente tra Kimi Raikkonen ed Esteban Ocon e dai ripetuti contatti a centro gruppi con conseguenti detriti rimasti in pista, dal ritiro di Nico Hulkenberg dopo un suo errore alla curva 4, dalla Safety Car causata dall’incidente tra le due Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo, dall’incidente di Romain Grosjean dietro la stessa vettura di sicurezza e dal ritiro dovuto ad una foratura di Valtteri Bottas a soli tre giri dalla conclusione della gara.

1. Lewis Hamilton. Partenza nella norma per il pilota inglese che mantiene il 2° posto alle spalle di Sebastian Vettel. A causa di una ripartenza anomala ma efficace alla fine del primo regime di Safety Car, perde subito contatto dal tedesco della Ferrari e non ha l’opportunità di attaccarlo. Nei passaggi successivi rimane comunque sempre abbastanza vicino alla 1a posizione ma non abbastanza per tentare un under-cut ai box. Al 22° giro sbaglia il tempo di frenata in fondo al rettilineo e rovina le coperture, è quindi costretto a fermarsi anticipatamente per la sosta, rientrando in pista al 3° posto. Nonostante gli pneumatici nuovi non è in grado di rimontare sui piloti di fronte a lui e fino alla seconda Safety Car non guadagna posizioni. Dopo il rientro in pit-lane della vettura di sicurezza beneficia dell’errore di Vettel alla prima curva per sopravanzarlo e, una tornata più tardi, anche della foratura del compagno di scuderia per salire in testa alla gara a due giri dalla fine. Il pilota inglese vince così la sua prima gara questa stagione e torna sul gradino più alto del podio per la prima volta dal Gran Premio degli Stati Uniti della passata stagione.

2. Kimi Raikkonen. Buono scatto per il pilota finlandese che dalla 6° piazzola tenta subito di insidiare le due Red Bull di fronte a lui ma, alla seconda curva viene sopravanzato all’esterno da Esteban Ocon. Alla svolta successiva tenta di riprendersi la posizione sul francese con un’entrata forse troppo decisa che costa al pilota della Force India il ritiro dalla gara e danneggia l’alettone anteriore della Ferrari. Sfruttando il regime di Safety Car rientra ai box per cambiare coperture e ala e torna in pista al 13° posto. Dopo ben quindici passaggi e non poca fatica, riesce a ritornare in 6a piazza. Per tutta la parte centrale di gara il suo ritmo non gli consente di recuperare tempo sulle Red Bull ma, l’incidente tra le due vetture di Max Verstappen e Daniel Ricciardo lo fanno salire in 4a piazza. Come tutti i piloti, rientra ai box per montare pneumatici UltraSoft per gli ultimi giri. Alla ripartenza prova ad attaccare Lewis Hamilton, ma guadagna una posizione solo grazie all’errore del suo compagno di scuderia Vettel. Il giro successivo sale addirittura al 2° posto dopo la foratura e il conseguente ritiro di Valtteri Bottas. In questo inizio di stagione il finlandese, quasi trentanovenne, è una certezza per la Ferrari, quando arriva al traguardo sale sul podio.

3. Sergio Perez. Inizio gara disastroso per il pilota messicano che, dall’8a posizione di partenza, viene tamponato alla seconda curva da Sergey Sirotkin e rientra ai box al giro successivo, scendendo al 15° posto. Così come Raikkonen, impiega non pochi giri per risalire la classifica, ma a metà gara si ritrova in 7a piazza. Guadagnati due ulteriori posti dopo il doppio ritiro Red Bull, alla ripartenza è l’unico a montare coperture SuperSoft ma non ne risente. Infatti, sfrutta benissimo l’errore, con conseguente danneggiamento delle coperture, di Sebastian Vettel e il ritiro di Valtteri Bottas per guadagnarsi la 3a posizione. Negli ultimi due giri si difende in modo ordinato degli assalti del tedesco e dopo quasi due anni, torna sul podio. In più, l’ultimo podio del messicano, e della stessa Force India, risaliva al Gran Premio d’Europa del 2016, corso proprio sul circuito cittadino di Baku. Proprio su questo circuito, il messicano detiene il record di podi, essendo l’unico pilota ad esserci salito due volte.

4. Sebastian Vettel. Dopo due partenze non proprio all’altezza, il pilota tedesco scatta bene dalla pole e mantiene senza problemi la prima posizione. La Safety Car lo mette in una situazione scomoda a causa del lunghissimo rettilineo, tuttavia, grazie con una manovra anomala ma corretta, mantiene la testa della corsa. Nelle tornate successive distanzia subito Lewis Hamilton senza però staccarlo del tutto. A differenza dell’inglese allunga molto la prima parte di gara e rientra ai box solo al 30° giro, tornando in pista alle spalle di Valtteri Bottas contando probabilmente sul pit-stop del finlandese per tornare in testa. Però, il pilota della Mercedes continua senza fermarsi ed effettua la sosta durante il regime di Safety Car, facendo perdere il 1° posto al tedesco della Ferrari. Alla seconda ripartenza, l’alfiere di Maranello tenta subito un attacco alla prima curva, ma sbaglia il tempo della frenata e, danneggiando le sue coperture UltraSoft, viene anche sopravanzato da Hamilton e dal compagno di scuderia Kimi Raikkonen. Al giro successivo, viene sopravanzato da Sergio Perez e, allo stesso tempo, ne riguadagna una dopo il ritiro di Bottas. A dispetto dei suoi problemi, tenta in ogni caso di riprendersi la posizione sul messicano, ma è costretto ad accontentarsi del 4° posto che, in virtù della vittoria di Hamilton, gli vede perdere la testa della classifica Mondiale.

5. Carlos Sainz jr. Ottimo start del pilota spagnolo che si tiene lontano dai contatti e in due passaggi guadagna tre posizioni. In più sfrutta in modo ottimale la vettura di cui dispone e sopravanza prima Daniel Ricciardo, poi Max Verstappen, salendo ad un insperato 4° posto. Ciò nonostante, al contrario dei piloti intorno a lui, si ferma molto presto e scende fino in 13a piazza. Nei giri successivi recupera un po’ di posizioni ma, poco prima della sosta di tutti i piloti durante la seconda Safety Car, si ritrova solo al 9° posto. Come tutti quelli dallo spagnolo in poi, tra il 39° e il 43° passaggio guadagna ben tre posizioni grazie ai ritiri delle due Red Bull e di Romain Grosjean. Alla ripartenza però, viene sopravanzato da Charles Leclerc, anche se, soltanto un giro più tardi si riprende la posizione sul pilota della Sauber e ne guadagna un’altra grazie al ritiro di Valtteri Bottas. A fine gara tenta anche di avvicinarsi a Sebastian Vettel per sfruttare i problemi di quest’ultimo, ma non ha il ritmo necessario per farlo. In ogni caso, il 5° posto è il miglior risultato per il pilota spagnolo in Renault, ed è anche il miglior arrivo al traguardo per la scuderia francese dal podio di Nick Heidfeld nel Gran Premio della Malesia del 2011.

6. Charles Leclerc. Dopo la buonissima qualifica, il pilota monegasco affronta la partenza e i primi giri con grande accortezza e, evitati pericolosi contatti, dalla 13° piazzola, entra in zona punti. In generale, da inizio gara in poi sfrutta tutto quello che può della sua vettura e, ritardando il pit-stop grazie alle coperture SuperSoft con cui era partito, risale fino al 6° posto. Da questo punto in poi la sua rimonta si interrompe e viene sopravanzato da Kimi Raikkonen prima e da Sergio Perez poi. Rientrato finalmente ai box, scende in 10° posto alle spalle di Fernando Alonso e, sfruttando le coperture Soft appena montate, sopravanza lo spagnolo in fondo al rettilineo. Come tutti gli altri piloti effettua la seconda sosta in regime di Safety Car e guadagnate le due posizioni dopo il doppio ritiro delle Red Bull e un’altra dopo l’incidente di Romain Grosjean, si ritrova in 7a piazza dopo la ripartenza. Appena tornati in fase di corsa normale si prende anche la posizione su Carlos Sainz jr anche se la perde il giro successivo guadagnandone però una, grazie al ritiro di Valtteri Bottas. La battaglia alle sue spalle tra Alonso e Lance Stroll lo esonera dal dover difendere il suo 6° posto che gli vale i primi punti mondiali della sua carriera. Per la Sauber è il miglior risultato dalla 6a posizione di Felipe Nasr nel Gran Premio di Russia del 2015 mentre per il piccolo stato di Monaco sono i primi punti mondiali dal podio di Louis Chiron nel Gran Premio di casa del 1950, la prima stagione assoluta del Campionato Mondiale di Formula 1, ben 978 gare prima.

7. Fernando Alonso. Primo giro disastroso per il pilota spagnolo che rimane coinvolto nell’incidente tra Nico Hulkenberg e Sergey Sirotkin che gli causa una foratura ad entrambi gli pneumatici destri. Rientrato con grande difficoltà ai box su sole due ruote, riparte accodandosi al gruppo in penultima posizione. Avendo già cambiato le coperture, beneficia di tutte le soste dei piloti di fronte a lui per risalire il gruppo. Riesce anche a ritornare in zona punti per un breve periodo di tempo, ma deve subito lasciare strada a Charles Leclerc e a Lance Stroll. Guadagnati tre posti dopo i ritiri delle due Red Bull e di Romain Grosjean, alla ripartenza dopo la seconda Safety Car si trova in 9a posizione. Si riprende subito la posizione su Lance Stroll e ne guadagna un’altra dopo il ritiro di Bottas. Al penultimo giro, il canadese si riprende il 7° posto prima di doverlo cedere allo spagnolo, definitivamente, all’ultimo passaggio. Questo risultato allunga la striscia di gare a punti per la McLaren e curiosamente è la terza volta consecutiva che il pilota asturiano termina in 7a posizione.

8. Lance Stroll. Buona partenza per il pilota canadese che guadagna subito tre posti, ma dopo la ripartenza viene infilato da Nico Hulkenberg e si scambia più volte le posizioni con Pierre Gasly e Charles Leclerc, anche se alla fine il pilota francese della Toro Rosso precipita in classifica e il canadese rimane alle spalle del monegasco della Sauber in 8a posizione. Posto che mantiene fino a poco prima della sosta quando è costretto a lasciare strada ai piloti con le coperture più fresche, prima di rientrare a sua volta. Tornato in pista in 12a piazza, sopravanza Fernando Alonso per l’11° e grazie ai tre ritiri davanti a lui, alla seconda ripartenza è all’8° posto. Negli ultimi quattro giri, guadagna un’ulteriore posizione dopo la foratura di Valtteri Bottas, e ingaggia un bel duello con lo stesso Alonso che però vede uscire vincitore il pilota spagnolo. L’alfiere della Williams termina quindi la gara in 8a piazza e porta i primi punti mondiali a sé stesso e alla sua scuderia, in netta difficoltà rispetto a tutte le annate precedenti.

9. Stoffel Vandoorne. Gara molto altalenante e per la maggior parte nelle retrovie per il pilota belga che, scattato ottimamente dalla 16° casella, beneficia di tutti i contatti di fronte a lui e alla ripartenza si trova in 11a posizione. Tuttavia, nel giro di poche tornate scende in 15a piazza prima di tornare in 12° prima della sosta. Tornato ancora una volta al 15° posto ne guadagna solo uno prima di effettuare una seconda sosta molto anticipata perdendo altre due posizioni. Per tutta la parte centrale di gara rimane al 16° posto prima di salire al 13° grazie ai tre ritiri nei primi posti. Sopravanzato anche da Marcus Ericsson, in soli due passaggi riesce a riprendersi la posizione sul pilota svedese e sopravanza anche Kevin Magnussen, Brendon Hartley e Pierre Gasly. Questa rimonta inaspettata lo porta a fine gara fino alla 9a piazza e, per la terza volta in quattro gare, la McLaren porta entrambe le vetture a punti, facendo registrare il miglior inizio di stagione dal 2014.

10. Brendon Hartley. Scattato dalla penultima piazzola, il pilota neozelandese riesce a risalire fino al 13° posto prima di dover lasciare strada ai piloti alle sue spalle in rimonta con coperture più fresche. Sceso in 16a posizione, la sua gara è molto simile a quella di Stoffel Vandoorne: risalito ancora in 13a piazza, si ferma ai box per cambiare le coperture e ritorna 16° prima di passare davanti proprio al belga della McLaren dopo la seconda sosta di quest’ultimo. Così come l’alfiere della scuderia di Woking, nella parte centrale di gara non guadagna posizioni, fino ai ritiri degli ultimi giri. Verstappen, Ricciardo e Grosjean lo fanno salire fino alla 12a piazza e nella concitazione delle ultime tornate perde un posto proprio a vantaggio di Vandoorne ma ne guadagna tre grazie al ritiro di Bottas e ai sorpassi ai danni di Kevin Magnussen e Pierre Gasly. Grazie alla 10a posizione, l’alfiere della Toro Rosso guadagna i suoi primi punti mondiali e, inoltre, era dal Gran Premio di Spagna del 1976 che un pilota neozelandese non terminava una gara in zona punti, in quell’occasione fu Chris Amon.

Segue l'infografica Pirelli.

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